Il Nuovo Vitruviano di Andrea Renda

A misura d’Uomo

L’”Uomo vitruviano” è il celeberrimo disegno di Leonardo realizzato alla fine del XV secolo, noto anche come “Le proporzioni del corpo umano secondo Vitruvio“. Il disegno rappresenta il corpo nudo di un uomo con quattro gambe e quattro braccia inscritto all’interno di un quadrato e di un cerchio. L’architetto romano Vitruvio nel suo trattato “De Architectura” pone l’attenzione allo studio delle proporzioni. Così come una perfetta architettura, anche una perfetta figura umana avrà le misure delle varie parti del corpo conformi a canoni precisi di armonia, che Vitruvio definisce e che Leonardo ricorda nelle note del suo disegno.

L’Uomo Vitruviano è quindi una ricerca sulle proporzioni ideali del corpo umano, ma è anche molto di più. La figura di Leonardo pone l’uomo al centro dell’Universo e sintetizza il pensiero che l’uomo sia la “misura di tutte le cose”, del tempo e dello spazio.

“l’omo è detto dalli antiqui mondo minore”: una teoria secondo la quale l’uomo è il riflesso di un ordine superiore, un microcosmo che racchiude in se tutti gli elementi che compongono l’universo. Il cerchio e il quadrato possono leggersi in chiave simbolica: il quadrato rappresenta il mondo terreno e il cerchio l’universo, la sfera divina. L’uomo rappresenta l’elemento di raccordo tra i due mondi, una creatura che è riflesso dell’uno e dell’altro. Cerchio e quadrato possono sovrapporsi? Leonardo attraverso le misure vitruviane affronta la problematica del rapporto tra umano e divino e la relazione dell’uomo con il tutto, la sua posizione nel mondo in rapporto alla sfera celeste. Una problematica universale e trasversale nel tempo e che rende questa immagine così attuale, una icona che ancora oggi esprime i nostri dubbi, le nostre ansie, la nostra voglia di essere al centro dell’universo e lo sgomento per questo scomodo ruolo.

Un ruolo sul quale ora riflette il Nuovo Vitruviano.

Mediatore, vede scollarsi l’armonia tra sfera celeste e sfera terrena, tra le leggi dell’universo e le nuove artificiose leggi in perpetuo dinamismo.

Padrone del proprio destino, sfida le leggi universali per dettare le proprie.

Lontano dal divino, si sgomenta della realtà artificiale che egli stesso ha creato. Non si riconosce e cerca il suo ruolo tra cerchio e quadrato che si allontanano sempre più. Ancora al centro della questione, il nuovo vitruviano cerca invano la quadratura del cerchio.

Maria Teresa Majoli