Interzone 2026 – Conservatorio di Musica “G. Pierluigi da Palestrina”, Cagliari
Domenica 27 settembre al Conservatorio “G. P. da Palestrina” di Cagliari
l’undicesima edizione della giornata dedicata alla memoria di Roberto Pellegrini.
Dalle 10.30 alle 20 concerti e performance a ingresso libero
tra jazz, musica contemporanea, percussioni, improvvisazione ed elettronica.
In programma anche il progetto internazionale Erasmus+ “Futurama”,
un omaggio a Franco Oppo e la neonata Groove Market Big Band.
Per un giorno il Conservatorio diventerà una cittadella della musica aperta al pubblico. Domenica 27 settembre, dalle 10.30 alle 20, l’undicesima edizione di Interzone attraverserà il Conservatorio di Musica “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari, trasformando sale, atrio, cortili e piazzale d’ingresso in altrettanti spazi d’ascolto. Concerti e performance si susseguiranno per l’intera giornata, a ingresso libero, mettendo in relazione jazz, musica contemporanea, percussioni, improvvisazione ed elettronica.
Al centro resterà la memoria di Roberto Pellegrini, percussionista, ricercatore e docente del Conservatorio di Cagliari, scomparso nel maggio 2014 a cinquantaquattro anni. La sua ricerca ha attraversato musica contemporanea e improvvisazione, portandolo a collaborare, tra gli altri, con Mike Mainieri, Marc Ribot, James Wood e Giancarlo Schiaffini e a lavorare, tra il 1990 e il 1992, al CERM di Sassari sui nuovi metodi di sollecitazione degli strumenti a percussione. Nel 2013, a Sant’Anna Arresi, diede inoltre voce alle pietre sonore di Pinuccio Sciola nel progetto Le memorie dell’Universo.
Interzone debuttò nel 2015, a un anno dalla sua scomparsa, come una giornata aperta al pubblico dedicata alla ricerca e alla sperimentazione musicale. L’anno successivo il festival veniva già presentato, nell’ambito di Monumenti Aperti, attraverso un’idea dello stesso Pellegrini: quella di una «cittadella della musica» nella quale il pubblico potesse entrare in contatto, attraverso l’ascolto, con la produzione e la ricerca di studenti e docenti. Una vocazione che continuerà a caratterizzare anche l’edizione 2026, costruita come un percorso da attraversare fisicamente tra Sala Oppo, Sala Palestrina, Sala Porrino, atrio principale, cortile interno e piazzale d’ingresso.
- Dalla tromba preparata alle percussioni
Sarà il suono della tromba trasformato in tempo reale ad aprire la giornata. Alle 10.30, nel piazzale d’ingresso, Marco Pittau presenterà Wormhole, performance di libera improvvisazione per tromba preparata e live electronics processing. Il suono dello strumento verrà catturato, elaborato e restituito durante l’esecuzione, costruendo una forma destinata a nascere e consumarsi nello stesso momento in cui verrà prodotta.
Il pubblico si sposterà poi nell’atrio principale, dove alle 11 la classe di percussioni affronterà Workers Union di Louis Andriessen, lavoro del 1975 nel quale il ritmo è determinato con precisione mentre le altezze rimangono relative. La formazione riunirà Sara Lentini, Luca Pintore, Riccardo Sarais, Pietro Piredda, Alexander Frongia, Alessandro Castellano, Matteo Simone Musio, Roberto Migoni e Francesco Ciminiello. Il brano tornerà alle 18.30, questa volta nel cortile interno, per una seconda esecuzione.
Una delle dimensioni internazionali della giornata arriverà alle 11.30 in Sala Oppo con il progetto BIP Erasmus+ “Futurama”, ensemble jazz nato dalla collaborazione fra studenti e docenti delle accademie di Cagliari, Cluj-Napoca, Cuneo, Tallinn, Vilnius-Klaipėda e Wrocław. Il progetto si inserisce nei Blended Intensive Programmes di Erasmus+, che affiancano il lavoro a distanza a un periodo intensivo di attività in presenza. L’ensemble tornerà sul palco alle 15, ancora in Sala Oppo, per il secondo appuntamento della giornata.
Il confine fra strumento acustico e manipolazione digitale sarà invece esplorato alle 12 in Sala Palestrina dai Flying MOSFETs, duo formato da Matteo Floris e Matteo Sedda. Drone, glitch music e improvvisazione entreranno in relazione con tromba, elettronica e campionamenti digitali, trasformando le sorgenti in una materia sonora in continua evoluzione. Sedda tornerà poi alle 15.30 in Sala Oppo con ROOMS, performance solista per tromba ed elettronica nella quale lo strumento diventerà anche sorgente per processing, loop e stratificazioni.
La tarda mattinata porterà in Sala Porrino due differenti prospettive sulla ricerca per percussioni. Il duo Uccheddu–Castellano eseguirà Nodas 18 di Gabriele Verdinelli, composizione che guarda alle nodas, le scale-modi delle launeddas, e 2×6 di Aldo Clementi, lavoro appartenente all’ultima produzione del compositore catanese.
Sempre alle 12.30, R.A.T. – Running Against Time, duo formato da Riccardo Sarais e Luca Pintore, metterà invece al centro ricerca timbrica, sperimentazione e rapporto con il mondo digitale. Il programma comprenderà Nagoya Marimbas di Steve Reich e 24 Loops di Pierre Jodlowski: nel secondo lavoro il nastro preregistrato riprenderà in eco ciò che verrà eseguito dal vivo, accumulando progressivamente ventiquattro figure ritmiche in un dialogo tra interpreti e macchina.
- Jazz, memoria e musica contemporanea
Il pomeriggio proseguirà alle 16 in Sala Oppo con il Matteo Maccioni Quartetto e Songs for Max, progetto costruito intorno a composizioni dedicate a Massimo Ferra, chitarrista e compositore cagliaritano, docente di chitarra jazz al Conservatorio e componente del Kilim Trio, scomparso nel 2024. Accanto a Matteo Maccioni alla chitarra ci saranno Caterina Monaco al pianoforte, Matteo Marongiu al contrabbasso e Antonio Orrù alla batteria.
Dalla memoria di un musicista cagliaritano il programma passerà, alle 16.30 in Sala Porrino, a una delle pagine più riconoscibili della musica del secondo Novecento. Il Sandra Giura Longo Trio, formato da Sandra Giura Longo al flauto, Fabio Mureddu al violoncello e Giulio Biddau al pianoforte, eseguirà Vox Balaenae di George Crumb, scritto nel 1971 a partire dall’ascolto del canto delle megattere, insieme a White Clouds on Purple di D. Terranova.
La tradizione del jazz acustico sarà invece al centro, dalle 17 in Sala Palestrina, di In the tradition del Marco Morandini Quartetto. Con il pianista Marco Morandini suoneranno Massimo Tore al contrabbasso, Francesco Lento alla tromba e Alessio Cogotti alla batteria.
Alle 17.30 in Sala Porrino, Marta Loddo presenterà due composizioni elettroacustiche nate dalla propria ricerca al Conservatorio di Cagliari. Voce, performance dal vivo e tecnologie sonore costituiranno i tre poli di un lavoro che proseguirà la ricerca sviluppata dalla musicista anche attraverso mumucs, progetto solista per voce e loopstation attivo dal 2013.
- L’Ensemble SCISMA per Franco Oppo
Uno dei nuclei centrali della giornata sarà dedicato, alle 18 in Sala Oppo, alla musica di Franco Oppo, figura fondamentale della composizione contemporanea in Sardegna e docente dal 1965 al 2000 al Conservatorio di Cagliari. L’Ensemble SCISMA, diretto da Marco Caredda, attraverserà quasi quarant’anni della sua produzione con Trio per violino, violoncello e pianoforte (1968), Anninnia II per otto strumenti (1982), Per tonos – Canone a due da Bach per flauto, clavicembalo e quartetto d’archi (1985) e Alcune verità indimostrabili per flauto, clarinetto basso, percussioni, pianoforte, violino e violoncello (2004).
La formazione riunirà Pietro Nonnis al flauto, Giulia Marongiu al clarinetto, Corrado Masoni e Lina Juknevičiūtė al violino, Chiara Moccia alla viola, Omar Leone al violoncello, Luca Micheletto alla chitarra, Melania Bertolo al pianoforte e clavicembalo, Riccardo Leone al pianoforte e Davide Collu alle percussioni, con la direzione di Marco Caredda. Nato nel laboratorio di musica contemporanea del Conservatorio di Cagliari, l’Ensemble SCISMA si dedica alle partiture del secondo Novecento e della contemporaneità e ai nuovi lavori delle classi di composizione.
Dopo la seconda esecuzione di Workers Union alle 18.30, la ricerca elettroacustica tornerà protagonista alle 19 in Sala Porrino con Rosario Di Rosa. Compositore e pianista di formazione jazz, Di Rosa utilizza l’elettronica per campionare e riaccordare il pianoforte in tempo reale, muovendosi tra composizione elettroacustica, musica elettronica e live electronics. Nel 2026 suoi lavori sono stati selezionati all’Ars Electronica di Linz, al Seoul International Computer Music Festival e al New York City Electroacoustic Music Festival; u/nu, pubblicato a gennaio, è il suo progetto più recente.
- La neonata Groove Market Big Band chiuderà Interzone
La conclusione arriverà alle 19.30 in Sala Palestrina con la neonata Groove Market Big Band, progetto promosso da Massimo Tore e Paolo Carrus che sceglie la dimensione orchestrale del jazz. Due musicisti di lungo corso della scena sarda, rispettivamente contrabbassista e pianista, compositore e arrangiatore, torneranno così a confrontarsi con un organico ampio e con una forma che ha segnato profondamente la storia del jazz.
Una scelta volutamente complessa, in un tempo nel quale produzioni e modalità di fruizione tendono spesso alla semplificazione e all’immediatezza, che riporterà al centro il lavoro collettivo dell’orchestra jazz. Sarà il suono della big band a chiudere l’undicesima edizione di Interzone. Il programma ufficiale ne conferma infatti la collocazione come ultimo appuntamento della giornata.
La giornata si terrà domenica 27 settembre dalle 10.30 alle 20 al Conservatorio di Musica “G. Pierluigi da Palestrina”, piazza Ennio Porrino 1, Cagliari. Gli appuntamenti si distribuiranno tra piazzale d’ingresso, atrio principale, cortile interno, Sala Oppo, Sala Palestrina e Sala Porrino. L’ingresso sarà libero.
Interzone è promosso da TiConZero, in collaborazione con Signal Reload, con la Regione Autonoma della Sardegna e il Conservatorio di Musica “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari. La collaborazione rinnova il legame tra il festival, l’attività di ricerca e formazione del Conservatorio e il percorso dedicato ai linguaggi contemporanei e alla sperimentazione portato avanti da TiConZero.





