Milzetti in danza – Palazzo Milzetti, Faenza
MEMBRANE CULTURALI
MILZETTI IN DANZA
Un ottobre in danza a Palazzo Milzetti – Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna a Faenza
10 – 25 ottobre 2026
in collaborazione con WamIris
All’interno di Membrane Culturali 2026, attività dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna promossa nell’ambito dei progetti sostenuti dal Dipartimento per le Attività Culturali – Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, a Palazzo Milzetti – Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna a Faenza si svolgerà nel corso del mese di ottobre una rassegna di danza.
Palazzo Milzetti porta avanti la consolidata esperienza nell’organizzazione di iniziative e attività perfomative volte a valorizzare uno dei palazzi neoclassici più belli d’Italia, facendo vivere e risuonare le sue sale, con il fine di ampliare la sua proposta culturale coinvolgendo pubblici diversi.
La direzione artistica è affidata a WAMIRIS, che si occupa di arti performative contemporanee, in particolare alla danza come strumento per attivare riflessioni sul nostro tempo, con un focus specifico sull’inclusione e la partecipazione attiva dei cittadini.
Quest’anno una particolare attenzione è prestata ad artisti che attraversano due fasi della vita particolarmente intense: adolescenza e anzianità.
La proposta si articola in tre fine settimana di performance e spettacoli all’interno della cornice di Palazzo Milzetti. Gli intenti della rassegna, avviata nel 2025 con la rassegna Spazialità sonore, sono molteplici:
– avvicinare gli spettatori delle arti dal vivo alle meraviglie del Palazzo, già in passato location per spettacoli di danza;
– far conoscere ai visitatori del Museo altre arti, più legate allo spettacolo dal vivo;
– evidenziare come un luogo storico possa essere casa di linguaggi più contemporanei, senza snaturarsi.
Il calendario è molto vario e ricco, aprono la rassegna sabato 10 ottobre due importanti artisti della scena contemporanea italiana e internazionale: Elisabetta Lauro e Gennaro Andrea Lauro con “ZugZwang”, una produzione Sosta Palmizi, Compagnie Meta (Francia), Cuenca/Lauro (Germania). Una partita a scacchi dove il giocatore per la prima volta prende consapevolezza del fatto di non essere lui a condurre il gioco ma di farne parte. Il gioco allora si fa giogo e la logica costrittiva della scacchiera diventa di primo piano rispetto alla libertà d’azione del giocatore. Per continuare ad agire come tale, il giocatore dovrà ora tenere conto, con nuova consapevolezza, del fatto che qualunque sua possibilità di movimento è già iscritta nel labirinto di direzioni e relazioni dettato dalla logica del gioco. Ed è ora, nello Zugzwang, che il giocatore si rende conto che ogni sua mossa o azione possibile è da sempre un esercizio di memoria, un tenere il filo dei ricordi, una realizzazione di possibilità date.
Si prosegue domenica 11 ottobre con la compagnia DNA di Bologna e “The coloured series_ Moonlit Ocean”. La coreografa Elisa Pagani presenta il lavoro: “Un sistema caotico è molto sensibile a ciò che accade all’inizio e anche un piccolo cambiamento può modificarne il percorso. Il suo comportamento, però, non è sempre del tutto casuale: spesso segue una direzione che può essere riconosciuta e, in parte, prevista. È un’idea che possiamo collegare, in modo poetico, al concetto di destino. L’inciampo, quando arriva, può essere sorprendente e inaspettato, ma può anche diventare una spinta a cambiare, ci costringe ad accogliere ciò che non conosciamo e ad aprirci a nuove possibilità. E forse, proprio attraverso queste deviazioni, possiamo avvicinarci alla nostra vera natura.”
Sempre domenica 11 ottobre, il danzatore riminese Claudio Gasparotto presenterà un evento unico, creato appositamente per il palazzo: “Viaggio d’ottobre”, ispirato a Winterreise di Franz Schubert.
Il lavoro condensa Winterreise in un percorso di circa trenta minuti, non si tratta di una rappresentazione narrativa del viaggio del protagonista, ma di una ricerca sul rapporto tra musica, corpo e spazio. Il corpo diventa il principale medium della composizione: attraverso il movimento, lo stillness e il respiro, gli stati interiori evocati dalla musica vengono trasformati in materia scenica. La danza non illustra il testo né traduce letteralmente la musica, ma instaura con essa un dialogo silenzioso. L’ascolto diventa azione fisica per costruire un percorso che conduce dalla partenza alla memoria, dallo smarrimento alla solitudine, fino all’incontro con l’ultima figura del viaggio, il Leiermann. Viaggio d’Ottobre si propone come un’esperienza performativa intima e immersiva, nella quale il pubblico è invitato non tanto a seguire una storia, quanto ad attraversare una condizione emotiva.
Dal 2007, Gasparotto è responsabile della sezione danza per la Casa del Teatro e della Danza, centro artistico/culturale del Comune di Rimini, con il progetto La danza come arte aperta a tutti.
Sabato 17 ottobre si darà voce a giovani formazioni e gruppi di ricerca di associazioni di promozione della danza del territorio, come Agoràdanza con “Siamo sicure?” con la regia del movimento di Valentina Caggio e le giovani danzatrici Caterina Barzaglia, Cecilia Camporesi, Andrea Galeati.
Autostima e adeguatezza, stare bene con sé stesse, piacersi e non piacersi, forza e fragilità, ecco alcuni temi che coltivano l’immaginario di queste adolescenti intorno all’essere diva e che scardinano immagini di superficialità, sguardi grossolani e preconcetti sulla bellezza e la potenza del femminile.
Nella stessa serata, ci sarà anche un intervento di Progetto Cardini, un gruppo di ricerca di didattica della danza contemporanea con “Abitare l’attesa” di Francesca Oliviero, corpi adolescenti tra velocità digitale e memoria del tempo. In un’epoca in cui l’adolescenza vive immersa nella velocità digitale e nell’immediatezza della risposta, la performance trasforma gli spazi storici di Palazzo Milzetti in un’esperienza di rallentamento, ascolto e attesa. Attraverso una drammaturgia corporea ispirata al contrasto tra impulso contemporaneo e memoria del tempo, i giovani performer attraversano un percorso di “liberazione” dalla frenesia dello scorrimento continuo, riscoprendo nella lentezza e nella presenza una nuova relazione con sé stessi, con gli altri e con lo spazio.
Si continuerà con il gruppo Contenitore movimento di Anna Clara Conti, che presenterà “Stanze”, lavoro ispirato dalla poesia Se tutte insieme. Le parole della poeta Silvia Vecchini portano le giovani danzatrici ad una ricerca sull’ interazione tra suono e movimento, tra parola e corpo: una commistione di linguaggi e poetiche; stanze abitate dalle relazioni di queste donne, stanze dove ci si può nascondere e svelare.
La danza aperta a tutti è un tema molto caro a Wamiris: domenica 25 ottobre è stato infatti invitato il collettivo di danza di comunità Incontriamoci a Salus, con “Ti disimparo”, coreografia di Fernanda Canino. Il Collettivo “Incontriamoci a Salus” riunisce cittadine e cittadini di età diverse che si avvicinano alla danza di comunità, partecipando a pratiche inclusive orientate alla promozione della coesione sociale negli spazi pubblici. Il percorso integra esercizi di movimento, improvvisazione guidata e momenti di riflessione condivisa, favorendo l’emergere di competenze relazionali, responsabilità sociale e consapevolezze civiche.
A partire da un verbo inventato, “Ti disimparo” indaga la possibilità di disimparare modelli culturali radicati, mettendo in discussione l’idea del maschile tradizionale e aprendo uno spazio di rinegoziazione dei linguaggi emotivi. La performance attraversa passato, presente e futuro: dalle voci delle battaglie per l’emancipazione femminile, alle dinamiche relazionali violente, claustrofobiche e imprigionanti, fino a una prospettiva di crescita condivisa delle comunità. La Danza diventa così linguaggio democratico, luogo in cui si apprende e si disimpara insieme, generando consapevolezza sui temi dell’educazione sentimentale e di genere. “Ti disimparo” è un invito rivolto a ciascuno di noi a farsi portavoce di un cambiamento possibile.
A seguire, una versione del celeberrimo “Bolero”, coreografata da Emilia Martinci e Martina Stivani. La performance è descritta come una suggestiva rappresentazione a quadri, ispirata al celebre crescendo ipnotico della composizione originale. In scena si esibisce il collettivo coreografico A/M Project, affiancato dagli allievi di Studio del Movimento Danza. La coreografia mira a tradurre in movimento la struttura rigorosa e travolgente del brano, esplorando il sottile confine tra la disciplina formale della tecnica accademica e l’istinto dell’improvvisazione.
Chiude il programma, sempre della stessa compagine, “Ciò che resta” di Paola Ponti, una ricerca tra pieno e vuoto, il corpo attraversa lo spazio portando con sé peso, gravità, contatto. Nel movimento, ciò che non è più visibile continua ad agire: affiorano tracce, memorie, presenze che appartengono ad un tempo altro; il corpo si lascia attraversare e diventa luogo di manifestazione, rendendo percepibile ciò che è assente. In questa tensione tra materia e invisibile, la danza diventa così il luogo in cui l’assenza prende forma e la memoria si fa movimento.
Prenotazione consigliata, accesso sino ad esaurimento posti
Per informazioni e prenotazioni:
+39 349 2500963
Tutti gli eventi della rassegna Danza di Membrane Culturali 2026 sono gratuiti previo acquisto di regolare biglietto d’ingresso al Museo Nazionale dell’età Neoclassica in Romagna a Faenza (Palazzo Milzetti), sino a esaurimento posti.
Biglietti di ingresso a Palazzo Milzetti
INTERO € 5,00
RIDOTTO (18-25 anni) € 2,00
GRATUITO da 0 a 18 anni e possessori di Carta Milzetti
Carta Milzetti
(valida per un intero anno a partire dalla data di acquisto)
INTERO € 10,00
RIDOTTO (18-25 anni) € 4,00
INFO
PALAZZO MILZETTI – MUSEO NAZIONALE DELL’ETÀ NEOCLASSICA IN ROMAGNA
Via Tonducci 15, Faenza (RA)
tel. + 39 0546 21015 | https://palazzomilzetti.cultura.gov.it/





