Milano, da SpazioRAW “Fenomenale”: Alessandro Di Giugno racconta un anno nella città
PHOTOGRAPHY | VIDEO | STUDIO | GALLERY
corso di Porta Ticinese 69 Milano – www.spazioraw.it
venerdì 23 ottobre 2026
corso di Porta Ticinese 69 Milano – www.spazioraw.it
venerdì 23 ottobre 2026
Invitiamo all’inaugurazione della mostra
FENOMENALE
diario di-visivo di un anno a Milano
diario di-visivo di un anno a Milano
fotografie di Alessandro Di Giugno
a cura di Anna Mola
vernissage
venerdì 23 ottobre 2026 h18
venerdì 23 ottobre 2026 h18
ingresso libero
in mostra anche
sabato e domenica 24-25 ottobre 2026
h15-19
sabato e domenica 24-25 ottobre 2026
h15-19
spazioRAW
corso di Porta Ticinese 69 Milano
cit.1933 secondo cortile
Ingresso libero
corso di Porta Ticinese 69 Milano
cit.1933 secondo cortile
Ingresso libero
Per la sua mostra personale milanese, il fotografo siciliano Alessandro Di Giugno sceglie la curatela di Anna Mola e Spazio RAW: galleria di arte contemporanea, attiva nel cuore della città.
In esposizione ci sono 26 immagini tratte da tre serie fotografiche realizzate dall’autore durante il suo soggiorno nel capoluogo lombardo.
La mostra è arricchita da una fanzine – nel formato leporello – curata da Di Giugno stesso che, oltre a riprendere le immagini esposte, presenta alcune note e dediche alla città da parte di amici e colleghi. È presente infine un “archivio sonoro”.
La mostra è arricchita da una fanzine – nel formato leporello – curata da Di Giugno stesso che, oltre a riprendere le immagini esposte, presenta alcune note e dediche alla città da parte di amici e colleghi. È presente infine un “archivio sonoro”.
“Non si dedica niente a Milano”
Anonimo
Anonimo
Da studente che sognava l’Erasmus in una capitale straniera, si è trovato, da professore, nella città più europea d’Italia.
Da palermitano, la sua scoperta di Milano è stata graduale, affrontata con mente e obiettivo aperti e invece di tradursi in una chiusura o in un rifiuto si è trasformata in serie fotografiche dal potentissimo linguaggio visivo.
In linea dichiarata con il suo stile concettuale, Alessandro ci accompagna in un viaggio che va di pari passo al suo. Non si nega niente, non abbellisce, non si tradisce: ogni spigolosità è manifesta, ogni stortura è visibile.
Il mondo degli adolescenti – un pianeta per lo più sconosciuto – è qui riportato in maniera fedele alla sua esperienza quotidiana: un mondo di piccoli amori e di piccoli rivoluzioni ma anche un mondo periferico alla ricerca di una disperata rivalsa, con l’ossessione per la trap, i soldi, le droghe, le armi. Come improvvisati videomaker, passano la notte a girare video, la mattina a sonnecchiare in classe e il resto della giornata a cercare oggetti di scena come rosari e banconote finte. Non mostrano i propri volti, quasi mai: li possiamo indovinare sotto a caschi, mascherine e make up oppure sono di spalle; ma almeno ci sono.
Spariscono invece completamente al loro primo impiego, quando diventano riders per pagare le rette universitarie e l’affitto da fuori sede. L’autore li immortala attraverso quello che è il loro mezzo distintivo, il loro “bolide”, lo “stallone rampante”: una (elettro)bici rattoppata, accrocchiata, un po’ ammaccata, in cerca di un posto nel mondo dove parcheggiarsi: loro, in fondo, sono come eravamo tutti a quell’età.
Immigrati di seconda, di terza generazione, tra una richiesta di una consegna e qualche nocciolina trangugiata al volo per restare svegli, portano ordini di pranzi in ufficio a impiegati che potrebbero essere i loro genitori. Gente che a vent’anni ha vissuto la “Milano da bere”, quella delle pubblicità e di Publitalia; la stessa gente che era in prima fila quando “lui” scese in campo, nel ’94, e che nel 2023 ha affollato piazza Duomo per i suoi funerali.
Si dice che per le esequie di Silvio Berlusconi si presentarono tra le 10 e le 15mila persone, tra loro c’era anche Alessandro Di Giugno, in quel mare nero di abiti a lutto, bocche rifatte, occhiali scuri e rughe spianate.
Tutta quella che è la ricerca artistica del fotografo trova qui un compendio: le luci dei flash, le ambientazioni notturne, i colori freddi e acidi, la cura per i dettagli, l’amore per i gruppi ordinati. L’esperienza in questa città trascende dalla città stessa, mostrando il “fenomeno Milano” nella sua origine etimologica: “ciò che appare, ciò che si mostra”. In ultima analisi, la ricerca artistica evidenzia il suo interesse mai buonista ma sempre genuino per l’essere umano che non è mai “troppo umano”.
Testo critico di Anna Mola
Alessandro Di Giugno
Alessandro Di Giugno (Palermo, 1977) è un fotografo e artista visivo che indaga lo sguardo contemporaneo attraverso il rapporto tra soggetto, spazio e contesto sociale. Il ritratto è al centro della sua pratica: persone, oggetti e ambienti diventano presenze attive che mettono in relazione realtà e messa in scena, costruendo immagini in cui ambiguità linguistica e teatralità interrogano il reale.
Alessandro Di Giugno (Palermo, 1977) è un fotografo e artista visivo che indaga lo sguardo contemporaneo attraverso il rapporto tra soggetto, spazio e contesto sociale. Il ritratto è al centro della sua pratica: persone, oggetti e ambienti diventano presenze attive che mettono in relazione realtà e messa in scena, costruendo immagini in cui ambiguità linguistica e teatralità interrogano il reale.
Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo (2001) e partecipa a programmi internazionali, tra cui Socrates-Erasmus presso l’École de Beaux-Arts de Rennes. Nel 2005 vince il Premio Banco di Sicilia / Il Genio di Palermo e realizza una residenza alla Kunst Halle di Vienna. Nel 2006 sviluppa un progetto fotografico per CISS in Marocco e nel 2007 ottiene una borsa di studio dal programma Odyssée artist-in-residency del Ministero della Cultura francese. Oggi insegna discipline audiovisive e multimediali nella scuola secondaria di secondo grado.
Questa è la sua prima mostra personale a Milano.





