Pinacoteca Nazionale di Bologna, ciclo di quattro incontri con il direttore Luigi Gallo dedicati alla scoperta delle opere e degli artisti della collezione.

Pinacoteca Nazionale di Bologna: Luigi Gallo racconta i tesori del museo in quattro incontri

Pinacoteca nazionale di Bologna:
il Direttore la racconta in 4 incontri

Il museo del capoluogo emiliano si apre alla città: Luigi Gallo invita a scoprire capolavori, artisti e vicende che hanno segnato la storia dell’arte bolognese. Due appuntamenti al mese. Si parte il 5 novembre: “Da Raffaello a Parmigianino”. Prenotazioni obbligatorie

Dal mese di novembre la Direzione della Pinacoteca nazionale di Bologna presenta un nuovo format culturale che mette al centro il patrimonio del museo con approfondimenti mirati alla scoperta opere e artisti presenti nella collezione.

Si tratta di un ciclo di quattro incontri dedicati alla scoperta dei tesori conservati in Pinacoteca. Per la prima volta ad accompagnare il pubblico tra le sale sarà lo stesso dirigente dei Musei nazionali di Bologna e dell’Emilia-Romagna, Luigi Gallo che condurrà i visitatori in un emozionante viaggio fatto di parole e immagini.

«Con questa iniziativa desidero offrire al pubblico un’occasione per conoscere più da vicino i capolavori della Pinacoteca nazionale di Bologna – spiega Gallo – raccontando non soltanto le opere e i loro autori, ma anche le vicende storiche, culturali e politiche che ne hanno accompagnato la nascita. Attraverso quattro percorsi, dal Trecento al Seicento, proverò a ricostruire il ruolo di Bologna come uno dei grandi centri della cultura figurativa italiana, luogo di incontro e di elaborazione di linguaggi artistici destinati a influenzare profondamente la storia dell’arte europea. Sarà anche un’opportunità per condividere con i visitatori riflessioni, curiosità e nuove letture delle nostre collezioni, in un dialogo diretto che considero parte essenziale della missione di un museo pubblico».

Le visite sono comprese nel costo del biglietto di ingresso, salvo eventuali gratuità previste per legge; la prenotazione si apre una settimana prima della data della visita ed è obbligatoria entro il giorno precedente sul sito della Pinacoteca bolognese all’indirizzo web https://pinacotecabologna.cultura.gov.it/eventi; in caso di eventuali rinunce, si richiede che siano tempestivamente comunicate.

Il calendario degli incontri

A seguire il calendario dei primi quattro incontri previsti nei mesi di novembre e dicembre 2026.

5 novembre, ore 17.30
Da Raffaello a Parmigianino. Bologna, seconda capitale dello Stato pontificio (1515–1530)

Nei primi decenni del Cinquecento, Bologna vive una stagione di straordinaria vitalità artistica e politica. La presenza della corte pontificia e i rapporti con Roma favoriscono la circolazione di artisti, modelli e linguaggi. Attraverso le opere della Pinacoteca, un percorso tra Raffaello, Parmigianino e i protagonisti di una stagione decisiva per il Rinascimento bolognese.

24 novembre, ore 17.30
Giotto a Bologna. Un capolavoro e la rivoluzione della pittura del Trecento

Il Polittico di Giotto, uno dei capolavori della Pinacoteca esposto in una sala interamente rinnovata, offre l’occasione per ripercorrere il profondo rinnovamento del linguaggio pittorico nella Bologna del Trecento. Un racconto tra innovazione, tradizione e fortuna della pittura giottesca in città.

3 dicembre, ore 17.30
Tra Carracci e Barocci. La pittura della Controriforma a Bologna

A partire dalla mostra Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento, un approfondimento sul rinnovamento della pittura sacra tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento. Le esperienze di Federico Barocci e dei Carracci raccontano la nascita di un nuovo linguaggio figurativo, capace di coniugare naturalezza, sentimento e coinvolgimento dello spettatore.

15 dicembre, ore 17.30
Il corpo e la bellezza. Guido Reni, Simone Cantarini e Michele Desubleo nella Bologna del Seicento

Il nudo come espressione di bellezza ideale, forza e sensualità nella grande stagione della pittura barocca bolognese. Attraverso le opere di Guido Reni, Simone Cantarini e Michele Desubleo, alcune delle quali recentemente restaurate e restituite al pubblico, un percorso dedicato alla rappresentazione del corpo e alle diverse interpretazioni della tradizione classica.