Alessandro Monti – My Flowers – la Ranarossa 3.0 – Modena

La Nature est un temple où de vivants piliersè
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L'homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l'observent avec des regards familiars.
C.Baudelaire, Correspondances

“Ogni fiore che cresce qui, esplode”
V.Woolf, Diari

Alessandro Monti, classe 1950, vive e lavora a Modena, dove dagli anni ’70 sviluppa la sua produzione artistica, che spazia dalla pittura alla scultura.
Nel suo percorso esprime riflessioni originali sui temi a lui più cari, tra cui la percezione del tempo nella società contemporanea, (Macchine, serie, 2020) la giustizia (Mea Culpa, collettiva per Festival Filosofia 2022, a cura di Cristina Boschini) il rapporto tra Uomo e Natura (Corrispondenze, bipersonale, omaggio a Mario Venturelli, 2023, testo critico di Michele Fuoco) e l’ambiente (Respiro, collettiva, 2023, a cura di Ersilia Sarrecchia).


My Flowers, che inaugura il 6 Maggio 2023 presso la Ranarossa 3.0 di Modena, è una serie realizzata con tecnica mista acrilico e materiale plastico; rivela la cromaticità della pittura come elemento fondante della tensione narrativa che attraversa queste dodici opere.

My Flowers


La terra come la tela è luogo di rappresentazioni, dove il caso e l’artista segnano la cesura tra due stati della materia. Il primo stato è inorganico, ancora potenziale e non sottoposto al tempo, reso pittoricamente dall’amalgama di colori già intuibili nella loro singolarità, ma non ancora giunti a farsi oggetto. 

Il secondo stato vede la creazione e la vitalità delle forme che non sono più sospese nel tempo ma bensì in soggette a perenne trasformazione. 

Il colore è luogo di vissuti, forse il senso più intuitivo: tinge il mondo, l’ambiente che viviamo, l’ambiente dei ricordi. 

L’aria è luogo di partenze e arrivi, dove il vento che ne è protagonista porta via le paure e riporta la speranza. 

L’artista come la natura ci racconta così il ciclo del tempo nelle sue piccole e grandi separazioni: i petali dei fiori che si allontanano nell’aria e l’attività delle api, richiamate ciclicamente verso la rinnovata vita dei fiori. 

Ma è la terra il luogo principale della trasformazione, dove la natura crea forme sempre nuove e l’artista immagina opere d’arte che inevitabilmente ci somigliano e raccontano qualcosa anche di noi. 

 
 
 
                                    
                                                                                                                                      Giulia D’Elia, Eugenia Gazzoletti