Arte e Politica: il caso Calza Bini – 1° Puntata Calendario Culturale Collesalvetti
1° Puntata
Arte e Politica: il caso Calza Bini
Dibattito a cura di Marco Gasperetti, giornalista del Corriere della Sera e Docente di Giornalismo online e Didattica multimediale all’Università di Pisa
SABATO 29 novembre 2025, ore 17.00
LE SEGRETE TAPPE DEL LIBERTY TRA ROMA E LIVORNO.
LA REGIA DI ALBERTO CALZA BINI DAL PADIGLIONE TOSCANO DELL’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI ROMA DEL 1911
ALLA LIVORNO DELLA BELLE EPOQUE
Calendario Culturale 2025-2026
Promosso e organizzato dal Comune di Collesalvetti
Ideato e curato da Francesca Cagianelli, conservatrice della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini
AUDITORIUM DELLA PINACOTECA COMUNALE CARLO SERVOLINI
Complesso di Villa Carmignani
Via Garibaldi, 79 – COLLESALVETTI (LI)
Ingresso gratuito
INFO
Tel. 0586 980227 e 980174 – 392 6025703
Interverranno:
Alfonso Iacono, filosofo: Ordinario di Storia della Filosofia all’Università di Pisa
Dario Matteoni, storico dell’arte; già Direttore Musei Nazionali di Pisa
Alessandro Merlo, Docente Università di Firenze, Dipartimento di Architettura
Una copia omaggio del catalogo verrà riservata a quei visitatori che risulteranno registrati almeno a 3 eventi culturali del Calendario.
Il Comune di Collesalvetti ha il piacere di annunciare la Prima Puntata del Calendario Culturale dal titolo LE SEGRETE TAPPE DEL LIBERTY TRA ROMA E LIVORNO. LA REGIA DI ALBERTO CALZA BINI DAL PADIGLIONE TOSCANO DELL’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI ROMA DEL 1911 ALLA LIVORNO DELLA BELLE EPOQUE, in onda sabato 29 novembre 2025, ore 17.00, alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini (Complesso di Villa Carmignani, via Garibaldi, 79, Collesalvetti, LI, tutti i giovedì, sabato-domenica, ore 15.30- 18.30 e su prenotazione per piccoli gruppi; visite guidate gratuite su prenotazione per piccoli gruppi: tel. 0586 980227 e 980174 – 392 6025703; pinacoteca@comune.collesalvetti.li.it; www.comune.collesalvetti.li.it – fino al 19 marzo).
In onda SABATO 29 novembre 2025, ore 17.00, il dibattito dal titolo “Arte e Politica: il caso Calza Bini”, a cura di Marco Gasperetti, giornalista del Corriere della Sera e Docente di Giornalismo online e Didattica multimediale all’Università di Pisa, vedrà la partecipazione di Alfonso Iacono, filosofo: Ordinario di Storia della Filosofia all’Università di Pisa; Dario Matteoni, storico dell’arte; già Direttore Musei Nazionali di Pisa; Alessandro Merlo, Docente Università di Firenze, Dipartimento di Architettura.
Promosso e organizzato dal Comune di Collesalvetti, ideato e curato da Francesca Cagianelli, il Calendario colligiano ha inteso coinvolgere storici dell’arte, giornalisti, docenti universitari, direttori di musei e istituzioni culturali italiani, con l’obiettivo di estendere la riflessione storiografica verso orizzonti diversificati e comunque alternativi alla bibliografia stratificata su Alberto Calza Bini, finora assurto a fama nazionale esclusivamente per la sua carriera di architetto e urbanista, ripercorsa con approfondita indagine storiografica da studiosi del calibro di Giorgio Ciucci, Cesare De Seta, Italo Insolera, Fabio Mangone, Paolo Nicoloso, Bruno Zevi, ma oggi restituito finalmente alla storia dell’arte del Novecento con riferimento specifico alla sua vocazione pittorica e acquafortistica, comprovata dalla partecipazione ad alcune prestigiose esposizioni nazionali, quali l’Esposizione Internazionale di Belle Arti della Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma; la Società Promotrice di Belle Arti di Genova, la Società Promotrice di Belle Arti di Torino, la Società Promotrice di Belle Arti di Firenze, l’Esposizione d’Arte dei Bagni Pancaldi di Livorno, l’Esposizione Internazionale d’Arte della “Secessione” di Roma, la Permanente di Milano, La Famiglia Artistica di Milano, l’Esposizione d’incisione italiana pro Croce Rossa Italiana di Londra del 1916.
Sotto i riflettori la genesi di un liberty segreto, riscoperto per la prima volta grazie alle approfondite indagini scientifiche messe a punto nel corso dell’inedita mostra e destinato d’ora in avanti a integrare lacunosi percorsi storiografici, tanto più se si pensa che i due edifici ideati da Calza Bini a Livorno, ovvero il Villino Paoletti e l’Istituto di Santo Spirito si avvalgono della prestigiosa collaborazione delle Fornaci di San Lorenzo di Galileo Chini.
Ed è proprio alla riscoperta dell’inedito e fondamentale sodalizio tra Alberto Calza Bini e Galileo Chini che il Calendario colligiano intende dedicare nuovi approfondimenti e ulteriori focus, nella certezza che la stagione del Liberty a Livorno inauguri con questa mostra una nuova pagina.
Il prestigioso appuntamento in onda sabato 25 novembre costituisce in tal senso un’occasione unica per comprendere il ritardo con cui la storiografia italiana ha affrontato il difficile ruolo degli artisti italiani nel panorama politico del ventennio.
Se infatti nel 1999 Paolo Nicoloso nel volume Gli architetti di Mussolini. Scuole e sindacato, architetti e massoni, professori e politici negli anni del Regine (Franco Angeli, Milano) delineava egregiamente la questione degli incarichi politico-istituzionali rivestiti da Calza Bini durante il fascismo, l’attività dell’architetto romano è ancora avvolta se non nell’oblio, come ricorda Sarah Catalano nella Tesi di Dottorato del 2011, in “un parziale ricordo”, contaminato da riflessioni ancora pregiudiziali.
Personaggio dunque ancora “scomodo”, Calza Bini resta comunque un rebus irrisolto, almeno per quanto riguarda il suo effettivo contributo alla cultura architettonica e urbanistica tra le due guerre, al di là di già stranote impalcature critiche viziate da gravami ideologici e moralistici, solo negli ultimi anni messe in discussione da un più innovativo ed esaustivo filone storiografico, determinato ad approfondire senza riserve la biografia dell’architetto romano in veste di autorevole protagonista della stagione culturale dal primo dopoguerra alla fine del regime ed oltre.
Nell’intento di un bilancio esaustivo sul ruolo di Calza Bini nella vicenda italiana del primo Novecento non si potrà dunque prescindere da fonti storiografiche di assoluto rilievo quali la rivista “Architettura e Arti Decorative”, così come il testo Architettura d’oggi di Marcello Piacentini (Roma 1930), decisamente illuminanti relativamente al ruolo di Calza Bini architetto e urbanista, mentre sarà opportuno ridimensionare le ragioni politiche sottese a pubblicazioni di epoca successiva, incentrate prevalentemente sull’analisi delle cariche istituzionali da lui ricoperte.
Se Bruno Zevi, nella sua Storia dell’architettura moderna del 1950 (Giulio Einaudi Editore) e Giulia Veronesi in Difficoltà politiche dell’architettura in Italia. 1920-1940 (Milano 1953) si limiteranno a inquadrare a Calza Bini in relazione al suo ruolo istituzionale e, ancora, Carlo Belli nell’articolo Origini e sviluppi del “Gruppo 7”, pubblicato in “La Casa. Quaderni di architettura e di critica” (1959-1960) ridimensionerà il rapporto tra Calza Bini e i razionalisti, limitandosi a registrarne il ruolo di Segretario del Sindacato Fascisti Architetti, definendolo “politico capacissimo”, ma “mediocre architetto”, restava solo Marcello Piacentini, nel volume dal titolo Le vicende edilizie di Roma dal 1870 ad oggi (Roma 1952), a citare specificatamente alcune imprese architettoniche di Calza Bini, in particolare l’intervento a Piazza Colonna, il restauro del Teatro di Marcello, la presidenza dell’Istituto Case Popolari, la Chiesa di San Francesco Saverio alla Garbatella, la sede dell’I.C.P. al Lungotevere.
Sarà Italo Insolera, nella sua Roma moderna. Un secolo di storia urbanistica (Roma 1962) a fornire, a cinque anni dalla scomparsa di Calza Bini, un primissimo, per quanto sintetico, inquadramento del profilo di quest’ultimo, che “ebbe un ruolo di primo piano nella vita urbanistica romana durante il fascismo. Presidente dell’ICP, professore alla Facoltà d’architettura, segretario del Sindacato fascista architetti, fondatore e presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica, membro della commissione per il piano regolatore del 1931, fu infine uno dei principali artefici della legge urbanistica del 1942. Come architetto la sua opera maggiore è il restauro del Teatro di Marcello”.
Seguiranno la scheda bio-bibliografica redatta da Michele Cennamo in Materiali per l’analisi dell’architettura moderna. La prima Esposizione Italiana di Architettura Razionale del 1973 e il profilo biografico firmato dal nipote di Alberto Calza Bini, Alessandro, pubblicato nel Dizionario biografico degli Italiani edito da Treccani, destinato a costituire un punto di riferimento.
MARCO GASPERETTI
Ha lavorato dal 1981 al 2001 per il Gruppo l’Espresso ed è stato tra i fondatori del webteam Espresso Finegil, una delle prime strutture italiane di giornalismo online. Dal 2001 lavora al Corriere della Sera dove si occupa di cronaca, politica, cultura e new media ed è stato coordinatore della sezione Buonenotizie e responsabile del blog Spiagge. Dal 2024 è nel team delle firme di In Viaggio con le firme del Corriere della Sera. Dal 2001 è docente di Giornalismo online e Didattica multimediale all’Università di Pisa e dal 2025 anche di Tecnologia, umanesimo e pedagogia della mobilità nello stesso ateneo. È direttore di IconNotizie, organo d’informazione di Icon (Italian culture on the net), il Consorzio composto da diciannove Università italiane che opera in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri, con il patrocinio della Presidenza della Camera dei Deputati e con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Università, per promuovere e diffondere la lingua e la cultura dell’Italia nel mondo attraverso tecnologie telematiche e specifiche iniziative didattiche. Ha scritto articoli su Mondo, Espresso, Herald Tribune, Europeo, Gulliver, Le Scienze.
Tra i libri pubblicati, Il computer in classe (Garamond, Roma, 1998), Scuola e computer (Apogeo, Milano, 1999), Computador na educação (Esfera, San Paolo del Brasile, 2002), Internet e computer in famiglia (Apogeo, Milano, 2001), News, il giornale in classe ai tempi di Internet (D’Anna, Firenze, 2002), Comunicare (Apogeo, Milano 2004), Casa hi-tech (Apogeo, Milano, 2007), Maledettamente Toscani (Felici, Pisa, 2014), Buone Notizie, a cura di Giangiacomo Schiavi (Rcs, Corriere della Sera, Milano 2014), Giornalismo 3D La metamorfosi di una professione (Ets, Pisa, 2015), Pino Daniele, blues per sempre (Rcs Corriere della Sera, Milano, 2015), La società dei giornalisti estinti (Polistampa Archiviato il 18 luglio 2020 in Internet Archive. Mauro Pagliai Editore, Firenze, 2020), Impossibile non comunicare Regole per un efficace uso di Internet tra notizie e social network (Astarte, Pisa, 2020), Convivere sulla strada a cura di Stefano Guarnieri, capitoli dedicati a La tecnologia un grande aiuto per la safety e Verso la mobilità del futuro. (Giunti, Firenze 2025).
LE PROSSIME PUNTATE
In gennaio si terrà la 2° Puntata, curata da Massimo Sanacore, Governatore dell’Associazione storico-culturale Congregazione Olandese Alemanna, già direttore degli Archivi di Stato di Livorno, Pisa e Massa, dal titolo La passione per i monumenti livornesi: il culto per l’antico secondo Pietro Vigo e Alberto Calza Bini.
Seguiranno la 3° Puntata, dal titolo Alberto Calza Bini tra classicismo e modernità, coordinata da Francesca Cagianelli a confronto con Matteo Fochessati, storico dell’arte, Curatore della Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova; infine l’appuntamento imperdibile della Presentazione del catalogo a cura di Aurora Scotti, storica dell’arte, già docente di storia dell’architettura presso il Politecnico di Milano, con la partecipazione della curatrice.
A febbraio la 4° Puntata, coincidente con la lectio magistralis di Sara Protasoni, Professoressa ordinaria di Architettura del Paesaggio, Politecnico di Milano, dal titolo Calza Bini: Architettura, città e politica.
In marzo la 5° Puntata, curata da Flavia Matitti, Storica dell’arte, Docente Accademia di Belle Arti di Roma, dal titolo La riscoperta di Irene Gilli. Parteciperà Fabio De Chirico, Direttore Istituto Centrale per la Grafica di Roma
Il Calendario Culturale si concluderà con il FINISSAGE della mostra, dal titolo Il primato della decorazione all’Esposizione Internazionale di Roma del 1911: Il Liberty segreto di Calza Bini e il sodalizio con Galileo Chini, sarà curato da Dario Matteoni, Storico dell’arte, già Direttore dei Musei Nazionali di Pisa.

Francesca Cagianelli
E-mail: f.cagianelli@comune.collesalvetti.li.it





