In seguito al grande successo della mostra “Gigi Guadagnucci Gio’ Pomodoro, Conversazione sulla natura”, tenutasi nel 2025 presso il Museo Gigi Guadagnucci, l’Amministrazione Comunale di Massa prosegue con l’intento di costruire una progettualità di lungo termine finalizzata ad un’alta qualità dell’offerta culturale. In questo quadro, il Museo e Villa Rinchiostra consolidano il proprio ruolo di luogo di riferimento nazionale ed internazionale dando appuntamento a una nuova mostra di approfondimento sulla scultura del secondo Novecento: “Astratto Organico” a cura di Mirco Taddeucci e con i testi critici di Kevin McManus, realizzata in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Henry Moore. Il progetto, che esporrà opere di Henry Moore, Agustin Càrdenas, Antoine Poncet, Alberto Viani, Alicia Penalba e Maria Papa Rostkowska, aprirà al pubblico venerdì 31 luglio alle ore 18.30 e rimarrà accessibile ai visitatori fino al 7 ottobre 2026.
Il Sindaco di Massa, Francesco Persiani, dichiara: “Con ‘astratto organico’ prosegue il percorso che l’Amministrazione comunale ha scelto di avviare per rafforzare il ruolo del Museo Gigi Guadagnucci e di Villa Rinchiostra come luoghi centrali della vita culturale della città ma dal richiamo ben più ampio. Dopo la mostra dello scorso anno, confermiamo la volontà di costruire una programmazione di qualità, capace di portare a Massa progetti di respiro internazionale e di valorizzare, allo stesso tempo, la profonda vocazione artistica del nostro territorio. Il museo non è soltanto uno spazio di conservazione, ma un luogo vivo, aperto ai cittadini, alle scuole e ai visitatori, in grado di generare conoscenza, partecipazione e nuove occasioni di crescita culturale”.
La selezione di questi grandi artisti non è casuale. Prima in Francia poi in Italia, Gigi Guadagnucci entrò in contatto con alcuni dei più grandi maestri a lui contemporanei, durante una stagione di grande vitalità per la scultura mondiale, che spesso si è ritrovata ai piedi delle Alpi Apuane, da sempre crocevia di tradizione e modernità. Ciò che li accomuna non è soltanto il rapporto con il territorio toscano, ma una concezione della forma che trova nella natura la propria origine: una forza generatrice da cui derivano volumi, tensioni, cavità e ritmi che conducono la scultura verso l’astrazione.