Locandina della mostra su Athos Rogero Natali alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini di Collesalvetti

Athos Rogero Natali decoratore e scenografo alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini di Collesalvetti

In arrivo alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini l’inedita mostra:
“Athos Rogero Natali
decoratore e scenografo
La stagione dell’innovazione delle vetrate artistiche e il boom degli Stabilimenti Pisorno”
mostra promossa e organizzata da
COMUNE DI COLLESALVETTI
a cura di Francesca Cagianelli e Marco Sisi
in collaborazione con Massimo Sanacore
con il Patrocinio di
DIOCESI DI LIVORNO
IN OCCASIONE DEL 50° dalla scomparsa dell’artista
PINACOTECA COMUNALE CARLO SERVOLINI
Complesso di Villa Carmignani
Via Garibaldi, 79 – Collesalvetti (LI)
11 aprile – 4 giugno 2026
Inaugurazione sabato 11 aprile 2026, ore 17.00
ORARI
Tutti i giovedì, ore 15.30-18.30 e su prenotazione per piccoli gruppi
Fino al 4 giugno 2026
INGRESSO GRATUITO
Visite guidate gratuite su prenotazione per piccoli gruppi
Tel. 0586 980227 e 980174 – 392 6025703
pinacoteca@comune.collesalvetti.li.it
Si inaugura Sabato 11 aprile 2026, ore 17.00, alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini la mostra Athos Rogero Natali decoratore e scenografo. La stagione dell’innovazione delle vetrate artistiche e il boom degli Stabilimenti Pisorno, promossa dal Comune di Collesalvetti, con il Patrocinio di Diocesi di Livorno, in occasione del 50° dalla scomparsa dell’artista, a cura di Francesca Cagianelli e Marco Sisi, in collaborazione con Massimo Sanacore (Complesso di Villa Carmignani, via Garibaldi, 79, Collesalvetti, LI, tutti i giovedì, ore 15.30-18.30 e su prenotazione per piccoli gruppi; visite guidate gratuite su prenotazione per piccoli gruppi: tel. 0586 980227 e 980174 – 392 6025703; pinacoteca@comune.collesalvetti.li.it; [www.comune.collesalvetti.li.it](https://www.comune.collesalvetti.li.it) – fino al 4 giugno).
Si dischiude con questa inedita mostra una stagione nuovissima nell’ambito della storia dell’arte livornese e toscana del ‘900, coincidente con la formidabile riscoperta in anteprima assoluta di Athos Rogero Natali (Livorno, 22 gennaio 1881 – 8 febbraio 1976), per l’anagrafe Natali Athos Radamés Arduino, fratello del più celebre Renato Natali, ma diversamente da quest’ultimo coinvolto più che dagli orizzonti della temperie pittorica primonovecentesca, dall’exploit delle arti decorative incalzanti con il decollo delle Biennali di Arti Decorative di Monza, e quindi, dall’esplosione del fenomeno degli Stabilimenti Pisorno, che tra il 1934 e il 1969, grazie all’impegno dell’architetto Antonio Valente e del drammaturgo Giovacchino Forzano, erano destinati a imporsi quale avamposto della moderna industria cinematografica.
Amatissimo da Carlo Servolini che nella sua Commedia Labronica delle Belle Arti lo celebra in veste di “felice esecutore di vetrate policrome e stracotte, e valente scenografo a Pisorno”, fu deliberatamente marginalizzato da Gastone Razzaguta nelle sue Virtù degli Artisti Labronici, fino a incarnare una sorta di vero e proprio eroe di un altro Novecento, alternativo a quello certamente più acclarato, ma forse meno pionieristico, del Gruppo Labronico.
Ponderosa la sua carriera di ideatore di vetrate per la celebre Ditta Felice Quentin, di cui dominano nel percorso espositivo alcune inedite e preziose testimonianze, catalogate e conservate nell’Archivio degli Eredi, che confermano un esclusivo talento decorativo, destinato a imporlo quale protagonista assoluto nelle più importanti chiese e monumenti livornesi, consentendo di inaugurare un prestigioso quanto inatteso capitolo della storia delle arti decorative a Livorno, costellato di straordinari episodi ascrivibili alla temperie nazionale e internazionale dell’arte vetraria moderna, le cui vicende sono state puntualmente indagate in questa occasione da Massimo Sanacore, Governatore dell’Associazione storico-culturale Congregazione Olandese Alemanna, già Direttore degli Archivi di Stato di Livorno, Pisa e Massa, autore di una capillare indagine nei principali archivi storici del territorio, in particolare l’Archivio Storico del Comune, l’Inventario dei beni culturali mobili della Diocesi di Città di Castello, ma soprattutto l’Archivio Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno (ASABAP).
“Questa mostra – ha dichiarato l’assessora alla cultura del Comune di Collesalvetti, Vanessa Carli – non è solo un omaggio a un artista poliedrico, ma un atto di giustizia storiografica per Livorno. Riscoprire Athos Rogero Natali significa restituire alla città un protagonista delle arti applicate e del cinema, capace di legare la tradizione artigianale del vetro all’innovazione dell’industria del grande schermo. È un percorso che arricchisce la nostra comprensione del Novecento toscano, portando alla luce un talento rimasto troppo a lungo nell’ombra. L’artista, la cui fama è consolidata da prestigiosi incarichi in tutta Italia, ha firmato una delle vetrate della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Colognole. La sua opera arricchisce il patrimonio della parrocchia, nota ai più principalmente per lo storico organo, considerato finora il suo tesoro artistico più rilevante”.
Grazie all’impegno conservativo degli eredi, che nel corso degli ultimi decenni hanno catalogato e divulgato on line le tappe più significative della complessa e articolata carriera di Athos Rogero Natali, dalla pervasiva collaborazione in qualità di ideatore di vetrate per la Ditta Felice Quentin alla finora sommersa attività di attore e scenografo per gli Stabilimenti Pisorno, la mostra presenta una ponderosa messe di progetti, studi, bozzetti, manifesti e scenografie, esemplificative di un ruolo assolutamente dominante nell’ambito della decorazione delle più prestigiose imprese architettoniche della storia livornese, oltre che una sequenza di fotografie relative alle scenografie realizzate per gli studi cinematografici di Tirrenia, inaugurati nel 1935, riscoperte dal cocuratore della mostra, Marco Sisi, storico del cinema, videomaker e scrittore toscano, che ha ordinato la sezione dal titolo “Athos Rogero Natali, attore e scenografo per gli Stabilimenti Pisorno”, effettuando in anteprima assoluta una ricognizione egregia, nonchè puntuale e documentatissima, della complessa e ancora inedita carriera dell’artista in veste di attore e scenografo.
Non soltanto infatti Athos Rogero Natali lavorò alle scenografie, a partire dalla prima produzione in via Pisorno, Campo di maggio (1935), regia di Giovacchino Forzano, dove lo scenografo era Antonio Valente, che di quella struttura era stato il progettista. Chiamato a collaborare, oltre a ricoprire un piccolo ruolo, Athos Rogero Natali si mise subito in luce realizzando in dodici ore un grande arazzo su tela di juta, la cui testimonianza fotografica è conservata nell’Archivio degli Eredi ed esposta in mostra; in seguito ricoprì ruoli organizzativi e interpretò anche piccole parti, comparendo in altri film quali Fiordalisi d’oro (1935), 13 uomini e un cannone (1936) entrambi diretti da Giovacchino Forzano, I due sergenti (1936,) regia di Enrico Guazzoni, anche arredatore), Sono stato io! (1937) regia di Raffaello Matarazzo, con i tre fratelli Eduardo, Peppino e Titina De Filippo e Isa Pola). L’unico film dove ha una parte con dialoghi è con ogni probabilità Senza pietà di Alberto Lattuada (1948).
Tra le testimonianze di maggiore rilevanza storiografica saranno esposti preziosi documenti inediti provenienti dall’Archivio degli Eredi, quali la lettera indirizzata in data 15 gennaio 1950 al Direttore del Tirreno, dal titolo In difesa di Walter Disney; la Locandina A.R. Natali, Vetrate artistiche pitturate a fuoco legate in piombo. Pitturazioni e decorazioni murali, Livorno, Piazza Lavagna, 6; il depliant Le Vetrate dell’Abside del Duomo di Livorno, ETS Editrice; i ritagli di giornale: P. L., Dalla cattura di una nave corsara nacque la Chiesa della Madonna, in “Il Tirreno”, 11 ottobre 1955; La Grotta di Lourdes nella Chiesa di S. Giulia, in “Il Tirreno”, 22 ottobre 1955; mentre tra le più straordinarie testimonianze archivistiche figureranno l’immagine di Athos Rogero Natali ritratto davanti all’arazzo ideato per il film Campo di maggio (eseguito in 12 ore – 10 m x 6); le fotografie storiche di alcune delle vetrate eseguite per l’Accademia Navale di Livorno, ovvero Corazzata Moderna, (cristallo inciso, epoca 1936 ca., diametro, metri 1); Vascello da guerra, epoca 1700-1800 (diametro, metri 1); Galeone da Guerra, cristallo inciso, epoca 1500-1600 (diametro, metri 1); Triremi Romana, cristallo inciso (diametro, metri 1); la stampa fotografica annotata con il titolo: Istituto Statale d’Arte, Firenze, Scuola della Vetrata, Direttore del Corpo: Prof. Natali Rogero Athos; Firenze, 21 maggio 1955: Foto presa in occasione della visita fatta da Turisti Svizzeri; lo scatto eseguito da Foto Piacentini Livorno (via Ricasoli, 116), raffigurante Athos Rogero Natali con il fratello Renato Natali; la fotografia, datata 18/2/60, riproducente la Visita di sua Eccellenza Il Prefetto di Livorno all’Istituto Professionale di Livorno; il rosone raffigurante la Madonna nella Chiesa di S. Giovanni di Livorno; il rosone per la Cattedrale di Prato; lo stemma della Cassa di Risparmi di Livorno, anch’esso originariamente collocato nella Chiesa di S. Giovanni; il Polittico presentato all’Esposizione di Arte Sacra di Roma del 1953; l’affresco nella Chiesa di S. Simone, Ardenza (Livorno). Su tutte domina la fotografia della vetrata eseguita per la Cappella dell’Accademia Navale di Livorno, Resurrexit, datata settembre 1948, selezionata come icona della mostra.