Bagliori di rosso e altre storie, mostra fotografica collettiva, Torino, 2026

Bagliori di rosso e altre storie, mostra collettiva Imagevintage.it, Torino

BAGLIORI DI ROSSO E ALTRE STORIE

INAUGURAZIONE GIOVEDI’ 5 MARZO 2026 h.16.00 – 19.30

a cura di Riccardo Dellaferrera VIA BERTOLA 29, 10122 TORINO

05 MARZO 2026 – 03 APRILE 2026

MARTEDI’ – SABATO H.12.30 -19.00

La mostra riunisce autori diversi per formazione, sensibilità e linguaggio dalla fotografia figurativa a quella astratta, dal surreale al documentario e al reportage invitati a misurarsi con un tema comune: il bianco e nero interrotto da una presenza minima ma decisiva del colore. Una intrusione cromatica all’interno del monocromo che incrina lunità apparente dellimmagine e si trasforma in segno narrativo, simbolico e percettivo.

Fin dalle origini del medium, il bianco e nero ha rappresentato la condizione primaria dellimmagine fotografica, diventando nel tempo sinonimo di essenzialità, memoria e testimonianza. Il colore, affermatosi pienamente solo nella seconda metà del Novecento, è stato a lungo percepito come eccedenza rispetto alla presunta oggettività dello sguardo fotografico. Riproporlo oggi come dettaglio selettivo allinterno del monocromo significa riattivare quella tensione storica in una scelta consapevole: il colore non come decorazione, ma come evento.

In questa prospettiva, lirruzione cromatica rende visibile il momento in cui limmagine dichiara la propria natura interpretativa. Fotografare non equivale mai a registrare passivamente il reale: significa scegliere, isolare, sottrarre un frammento al flusso del mondo e trasformarlo in rappresentazione. Gli artisti in mostra tendono a una forma emblematica di espressione della realtà, capace di aderirvi e, allo stesso tempo, di rivelarne la distanza. Linserzione del colore nel bianco e nero può essere letta come segno di questo salto tra mondo e immagine, tra realtà e visione.

Nel percorso espositivo, il monocromo enfatizza struttura, contrasto e memoria; il dettaglio cromatico introduce invece unimmediata soglia percettiva. Le neuroscienze della visione mostrano infatti come luminosità e cromia siano elaborate separatamente dal sistema visivo e come uno stimolo cromatico isolato emerga con rapidità dal campo dellimmagine, orientando lattenzione. Il colore diventa così punto di condensazione del senso: una traccia semantica nell’insieme dellimmagine che attiva la coscienza dello sguardo.

Allinterno di questo quadro teorico e curatoriale si colloca lesperienza del collettivo Imagevintage.it, ideato nel 2010 da Lorenzo Avico come spazio dedicato alla fotografia e allimmagine. Nato come luogo virtuale di condivisione, il progetto riunisce autori dai percorsi e dalle cifre stilistiche differenti, accomunati da un approccio rigoroso e sensibile alle molteplici declinazioni del linguaggio fotografico.

Il progetto che si presenta anche come “collezione” online in costante evoluzione accoglie immagini capaci di raccontare storie, suscitare emozioni e stimolare riflessioni: dal reportage al paesaggio visionario, dallintimismo più raccolto a esiti quasi pittorici, dal ritratto colto nellistante ai mondi sommersi, fino alle sperimentazioni sul rapporto tra forma, luce e ombra e al dialogo tra uomo e natura. La varietà delle ricerche non si disperde in frammentazione, ma costruisce un insieme dinamico e articolato, in cui le differenze diventano risorsa critica.

Accanto alla dimensione digitale, Imagevintage.it è una comunità viva: un contesto di confronto continuo in cui mostre, progetti ed esperienze individuali e collettive alimentano nuove direzioni di ricerca. Gli autori Lorenzo Avico, Maria Erovereti, Marilaide Ghigliano, Eleonora Olivetti, Roberto Goffi, Roberto Semenzato, Maria Paola Soffiantino, Marcella Tisicompongono un panorama visivo plurale, capace di testimoniare la vitalità della fotografia contemporanea e di fare della condivisione un motore di crescita. In questo intreccio tra ricerca curatoriale e pratica collettiva, il pensiero di Susan Sontag ci offre forse una chiave di sintesi di questa breve presentazione: Sontag ricorda come fotografare significhi appropriarsi del mondo, collezionarne frammenti, trasformare lesperienza in oggetto. Le fotografie non sono la realtà, ma porzioni isolate di essa: costruzioni che modellano memoria, percezione e coscienza. Ogni immagine è insieme testimonianza e artificio, traccia e interpretazione. La tensione tra bianco e nero e dettaglio cromatico, che attraversa questa mostra, rende allora esplicito proprio ciò che Sontag individua come nucleo problematico di questa arte: la fotografia non è mai innocente registrazione, ma gesto culturale che seleziona, incornicia e attribuisce senso.

La parola poetica di Tiziana Avico si insinuerà con discrezione in ogni opera in mostra rivelandone risonanze intime e ulteriori.

Riccardo Dellaferrera, Febbraio 2026