Collesalvetti, presentazione dell’edizione critica di Benvenuto Benvenuti. Un colloquio di Aleardo Kutufà d’Atene – 19 luglio 2025

Presentazione dell’edizione critica del volume 

Benvenuto Benvenuti. 

Un colloquio di Aleardo Kutufà d’Atene

Sabato 19 luglio 2025, ore 17.30

3° Puntata 

ÀKANTHOS

Calendario Culturale Estate 2025 in Pinacoteca

promosso dal Comune di Collesalvetti

ideato e curato da Francesca Cagianelli con Stefano Andres e Emanuele Bardazzi

 

AUDITORIUM DELLA PINACOTECA COMUNALE CARLO SERVOLINI

Complesso di Villa Carmignani, Collesalvetti, via Garibaldi, 79 / località Poggio Pallone

INGRESSO GRATUITO (su registrazione)

In occasione del 140° di Gino Mazzanti

Dedicato a Giuseppe Argentieri

Intervengono:

Stefano Andres, dottore di ricerca in Storia del diritto presso l’Università di Milano, Facoltà di Giurisprudenza; Emanuele Bardazzi, Storico dell’arte ed esperto di grafica tra Ottocento e Novecento; Francesca Cagianelli, storica dell’arte, conservatrice della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini

L’Amministrazione Comunale di Collesalvetti ha il piacere di annunciare, sabato 19 luglio, ore 17.30, la 3° Puntata del Calendario Culturale Estate 2025, dal titolo ÀKANTHOSpromosso dal Comune di Collesalvetti, ideato e curato da Francesca Cagianelli con Stefano Andres e Emanuele Bardazzi, nel 140° di Gino Mazzantiin occasione dell’importante mostra L’ora delle Lampade. Dialoghi di Aleardo Kutufà tra estetismo dannunziano, fantasmi crepuscolari e sogno del Medioevo, promossa dal Comune di Collesalvetti, ideata e curata da Francesca Cagianelli, con Stefano Andres e Emanuele Bardazzi, in programma alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini dal 24 aprile al 7 agosto 2025 (Complesso di Villa Carmignani, Collesalvetti, via Garibaldi, 79 / località Poggio Pallone – ingresso gratuito – tutti i giovedì, ore 15.30-18.30; anche su prenotazione per piccoli gruppi; info: 0586 980227-3926025703).

Fortemente voluto come diorama di novità nazionali e internazionali, destinato a impreziosire indelebilmente una stagione livornese finora troppo univocamente inquadrata in rapporto a raggruppamenti, tensioni e nostalgie municipalistiche, tale Calendario si configura come una vera e propria fucina di curiosità e futuribili linee-guida per un ripensamento radicale della storia dell’arte del nostro Novecento.

Non è un caso che il team scientifico, costituito da Francesca Cagianelli con Stefano Andres ed Emanuele Bardazzi, abbia individuato nell’edizione critica del volume Benvenuto Benvenuti. Un colloquio di Aleardo Kutufà d’Atene (Lucca 1944), una priorità scientifica talmente preziosa da coronare le idealità strategiche della mostra, proprio in quanto rara e sconosciuta testimonianza di una rilettura del divisionismo benvenutiano sull’onda  non solo del magistero di Vittore Grubicy de Dragon, ma anche di predilezioni critiche e filosofiche che dall’estetismo di Angelo Conti e di Gabriele d’Annunzio si contaminano costantemente con le teorie schopenhaueriane e nietzschiane, senza tralasciare tutta una impalcatura teologica che dai Comandamenti di Mosé, il Corano, la Baghavad Gita, la Somma di Tommaso d’Aquino giunge fino alla Commedia dantesca, il Paradiso Perduto di Milton, il Giudizio Universale dell’Orcagna e di Michelangelo e le sinfonie di Beethoven.

Un testo sapido, eccentrico, inaspettato, emozionante, comunque di sconcertante trasversalità storico-critica, ritenuto quindi fondamentale in questa sede per rileggere nel XXI secolo artisti di estrazione livornese da troppo tempo sottratti a un’analisi ragionata che ne soppesasse l’effettiva statura e l’entità dell’aggiornamento in direzione internazionale, ma anche per riconfigurare una più aggiornata e articolata bibliografia relativa al Novecento labronico, in grado di diramarne a un ampio pubblico coordinate finalmente esaustive rispetto alle ormai usurate congetture di filiazione esegetica neofattoriana.

La 3° Puntata, prevista sabato 19 luglio 2025, ore 17.00, vedrà dunque l’importante evento della presentazione dell’edizione critica del volume Benvenuto Benvenuti. Un colloquio di Aleardo Kutufà d’Atene (Lippi Editore, Lucca 1944), dedicato a Giuseppe Argentieri. Intervengono: Stefano Andresdottore di ricerca in Storia del diritto presso l’Università di Milano, Facoltà di Giurisprudenza; Emanuele Bardazzi, storico dell’arte ed esperto di grafica tra Ottocento e Novecento; Francesca Cagianelli, storica dell’arte, conservatrice della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini.

Fortemente voluta come omaggio a quella temperie estetizzante, di impronta dannunziana, che rappresenta forse il più autentico emblema culturale della mostra, tale edizione critica intende riproporre una stagione culturale indiscutibilmente unica nella Livorno primonovecentesca, dal Caffè Bardi al Gruppo Labronico, nell’ambito della quale la lezione divisionista divulgata tra le fila del cenacolo antignanese da Benvenuto Benvenuti, con la suprema regia di Vittore Grubicy de Dragon, assurge a piattaforma ideale, commista di speculazioni filosofiche afferenti a Nietzsche e Schopenhauer, ma anche e soprattutto alle teorie ruskiniane.

Trapelano fin dalle righe dell’ispirata Prefazione al volume, datata “Lucca, aprile del 1944”, i percorsi intricati, quanto atavici, sottesi all’incalzante dialogo instaurato con il collega Benvenuto Benvenuti, se è vero che in una notte di tre anni addietro, quindi databile al 1941, Kutufà, “nel salone-biblioteca dominato dai ritratti e dall’armi de’ miei avi”, si lasciava sedurre da una sentenza enunciata con non dissimili espressioni da John Ruskin e da Arthur Schopenhauer, e riproposta in altri termini da Oscar Wilde, secondo cui “innanzi un’opera d’arte si deve star come innanzi un sovrano: si deve cioè aspettare ch’essa parli per prima”.

Imperativamente distanziatosi dalla metodologia critica di Hippolyte Taine e Charles Augustin de Sainte-Beuve, responsabili a suo avviso di un approccio eccessivamente anatomico al misterioso fenomeno della genesi artistica, Kutufà rivendica l’intenzione di offrire nelle pagine del suo Colloquio con Benvenuto Benvenuti “l’equivalente intuitivo dell’opera d’arte”.

Emblematica dunque la conclusione dell’assunto enunciato nella Prefazione, coincidente con una professione di fede nelle enunciazioni teoriche di Walter Pater, secondo cui tutte le arti aspirano alla musica, in omaggio alla quale anche le pagine del suo Colloquio appaiono funzionali alla trasformazione delle “trame del pensiero e del sogno” in vere e proprie polifonie, tali da evocare certe musiche celesti “che l’iniziato Platone udiva palpitare nel sistema Universale”.

 

INFO

pinacoteca@comune.collesalvetti.li.it

www.comune.collesalvetti.li.it