Edoardo Ceccarelli e Geraldine Gioia – Melograno Art Gallery – Livorno
Nella settimana dal 14 al 20 maggio 2026, la Melograno Art Gallery presenta le opere di Edoardo Ceccarelli e di Geraldine Gioia.
Il vernissage è in programma per sabato 16 maggio alle ore 18.
Geraldine Gioia
Geraldine Gioia è un’artista autodidatta che ha scelto uno strumento semplice e quotidiano – la penna Bic – per trasformarlo in un mezzo espressivo sorprendente, capace di precisione, profondità e immaginazione. La sua ricerca nasce da un gesto istintivo, diretto, che non concede ripensamenti: ogni linea è definitiva, ogni tratto è un atto di coraggio. Ed è proprio in questa immediatezza che risiede la forza della sua arte.
Le sue opere uniscono due mondi apparentemente lontani: l’immaginario fantasy e i luoghi reali della sua città. Figure come la viandante, la principessa dei draghi o la guerriera non vivono in territori inventati, ma si muovono tra architetture familiari, piazze, campanili, scorci riconoscibili. È come se il fantastico scendesse nella quotidianità, illuminandola di mistero e trasformandola in un territorio narrativo. Questo accostamento, ironico ma mai superficiale, rende il suo lavoro profondamente contemporaneo: un dialogo tra ciò che siamo e ciò che sogniamo.
Il tratto di Geraldine è deciso, preciso, controllato. Le sue linee costruiscono volti, armature, creature, paesaggi con una sicurezza che sorprende, soprattutto considerando la natura “povera” dello strumento. La penna diventa materia, chiaroscuro, atmosfera. Ogni dettaglio è calibrato, ogni ombra è costruita con pazienza e ritmo, fino a ottenere immagini dense, vibranti, quasi scolpite.
La sua arte parla di viaggio, di identità, di forza interiore. Le figure femminili che popolano i suoi lavori non sono mai decorative: sono presenze, simboli, archetipi che attraversano mondi reali e immaginari con la stessa naturalezza. Geraldine Gioia porta il fantasy nel presente, e il presente nel fantasy, creando un linguaggio personale, riconoscibile e affascinante, dove la penna Bic diventa strumento di poesia visiva.
trova le opere disponibili in galleria
Edoardo Ceccarelli
Edoardo Ceccarelli, architetto di formazione, coltiva fin dall’adolescenza una relazione silenziosa e costante con il disegno. È un territorio privato, quasi segreto, dove il gesto si libera dalle regole della progettazione e diventa spazio di esplorazione emotiva. Laureato nel 1986 e attivo come libero professionista dal 1987, Ceccarelli non ha mai abbandonato questa pratica parallela: un luogo intimo in cui la mano può raccontare ciò che la parola non dice.
La sua ricerca si concentra da sempre sul bianco e nero, sul potere dei grigi, sulla forza del segno. Matita, carboncino e pastelli diventano strumenti di una narrazione che procede per sottrazione: niente colore, niente distrazioni, solo la tensione tra luce e ombra. La linearità del tratto, le sfumature morbide, la cura quasi ossessiva del dettaglio rivelano un artista che osserva con attenzione chirurgica ma restituisce con sensibilità narrativa.
Il cuore della sua produzione è la figura femminile. Non un ritratto realistico, non una persona riconoscibile, ma un’immagine simbolica, un archetipo che incarna desideri, fantasie, fragilità e forze interiori. Le donne di Ceccarelli vivono in uno spazio sospeso: a volte immerse in un gesto intimo, altre colte in un momento di abbandono, altre ancora ritratte mentre osservano un altrove che resta fuori campo. Sono figure che non posano: esistono. E nel loro esistere rivelano qualcosa di universale.
In molte opere emerge una dimensione di desiderio trattenuto, mai esibito. Il corpo non è mai oggetto, ma presenza narrativa. Il segno non cerca la provocazione, ma la risonanza emotiva. È un erotismo sottile, mentale, che dialoga con il mondo del fumetto e dell’illustrazione artistica senza scadere nella rappresentazione facile. Ogni tratto è un varco: ciò che si vede è solo una parte, il resto vive nella memoria e nell’immaginazione.
La mostra di maggio raccoglie una selezione di lavori che raccontano questo percorso: un viaggio nel bianco e nero dove la figura femminile diventa specchio, sogno, tensione e racconto. Un invito a guardare, ma anche a lasciarsi guardare.
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Melograno Art Gallery
Livorno, via Marradi 62/68
Orario:
10/12.30 e 16/20. Domenica e festivi 10/12.30 e 17/20.
Chiusi la mattina del lunedì








































