Locandina dela mostra di Elisa Biagiotti, Elena Cannella, Mary Cappiello e Mara di Campli alla Melograno Art Gallery di Livorno

Elisa Biagiotti, Elena Cannella, Mary Cappiello e Mara di Campli in mostra alla Melograno Art Gallery di Livorno

Elisa Biagiotti, Elena Cannella, Mary Cappiello e Mara di Campli in mostra alla Melograno Art Gallery di Livorno, dal 28 maggio al 3 giugno 2026.

Vernissage sabato 30 ore 18

Elisa Biagiotti

Elisa Biagiotti nasce a Livorno nel 1982 e vive la sua ricerca artistica come un viaggio continuo dentro la materia, la memoria e l’immaginazione. Autodidatta, arriva al collage analogico nel 2020, durante la pandemia, scoprendo in questa tecnica un linguaggio capace di unire rigore e libertà, intuizione e costruzione, gioco e pensiero.

Il suo lavoro nasce da una selezione meticolosa di materiali originali: riviste d’epoca, fotografie, carte stampate, frammenti visivi che portano con sé storie, epoche, atmosfere. Elisa li sceglie, li taglia, li stratifica, li ricompone con una precisione che sorprende, trasformando ogni immagine in un racconto nuovo. Nei suoi collage convivono tradizione e innovazione, ironia e poesia, equilibrio e sorpresa.

Per questa mostra, Elisa presenta una serie dedicata ai gabbiani, simbolo del nostro mare e della nostra città. Figure familiari, quotidiane, onnipresenti: li vediamo in volo sopra il porto, appollaiati sui tetti, in strada, accanto a noi. Ma nei collage di Elisa diventano qualcosa di più: diventano messaggeri, ponti visivi, presenze che uniscono.

Ogni opera è costruita con una cura straordinaria. C’è il gabbiano che emerge da un cielo fatto di strati di carta, come se il vento stesso fosse un collage. C’è quello che riposa su una superficie di mare ricomposto, tra onde ritagliate e orizzonti fotografici. C’è il gabbiano dal capo nero che vola su un paesaggio caldo, quasi desertico, in un contrasto che diventa metafora di libertà. C’è quello che si staglia su una griglia geometrica, tra pattern e frammenti di giornale, come un’icona contemporanea. E c’è il gabbiano che osserva il mare da una roccia, in un equilibrio perfetto tra fotografia e carta strappata.

In questa serie, Elisa racconta il gabbiano come Larus, creatura elegante e pulita, simbolo di movimento, di respiro, di possibilità. E il suo volo diventa un filo che collega idealmente anche le altre artiste in mostra: piccoli gabbiani compariranno infatti sulle loro opere, come un segno di continuità, un gesto di appartenenza, un omaggio al nostro mare.

La poetica di Elisa è chiara: prendere ciò che esiste già, ciò che è stato dimenticato, e trasformarlo in qualcosa di nuovo. Un collage non è mai solo carta: è memoria che si ricompone, è immagine che rinasce, è un modo di guardare il mondo con occhi diversi.

In mostra alla Melograno Art Gallery, Elisa Biagiotti porta una serie luminosa, fresca, intelligente. Un lavoro che parla di mare, di vento, di libertà. E di quella capacità tutta sua di trasformare frammenti in visioni.

Elena Cannella

Elena Cannella, artista e tatuatrice toscana, vive e lavora a Castellina Marittima, un luogo dove la luce cambia in continuazione e il paesaggio sembra respirare. È da questa atmosfera sospesa, fatta di colline morbide, silenzi e piccoli movimenti quotidiani, che nasce la sua pittura: un mondo intimo, gentile, osservato con la stessa attenzione precisa che richiede il tatuaggio.

La mano di Elena è sicura, paziente, affettuosa. Nei suoi quadri si sente la cura del dettaglio, la grazia del gesto, la capacità di cogliere l’espressione esatta di un volto o di un animale. Per questa mostra

presenta una serie dedicata ai gatti, protagonisti assoluti del suo immaginario: creature eleganti, ironiche, misteriose, ognuna con un carattere preciso e riconoscibile.

I suoi gatti non sono mai “solo gatti”. Sono piccoli mondi emotivi.

C’è il gatto nero che protegge un pulcino appena nato, in un equilibrio tenero e sorprendente. C’è il micino tigrato che riposa tra le rose, immerso in un giardino che sembra un ricordo d’infanzia. C’è il cucciolo che gioca con le bolle di sapone, catturato in un istante di meraviglia pura. C’è la finestra che diventa un teatro domestico: tende, fiori, uccelli, e gatti che osservano, curiosi e silenziosi. E ci sono i due fratellini tra le more, rapiti da una farfalla che danza sopra di loro.

Ogni opera è una piccola storia. Ogni scena è un frammento di vita osservato con dolcezza e precisione. Elena non dipinge “animali”: dipinge relazioni, sguardi, momenti.

La sua pittura è luminosa, pulita, nitida. La tecnica è controllata ma mai fredda: c’è calore, c’è respiro, c’è un senso di intimità che arriva subito a chi guarda. È un’arte che parla a tutti, perché nasce da un sentimento semplice e universale: la meraviglia per le piccole cose.

In mostra alla Melograno Art Gallery, Elena porta una collezione che unisce delicatezza e carattere, poesia e precisione. Un lavoro che racconta la sua sensibilità, il suo territorio, e soprattutto il suo modo di guardare il mondo: con attenzione, con rispetto, con amore.

Mary Cappiello

Mary Cappiello ci accompagna in un universo che sembra astratto, ma che in realtà è costruito con una logica rigorosa e una sensibilità profondissima. Le sue composizioni nascono da cerchi, linee, trasparenze, sovrapposizioni leggere: forme che si dispongono secondo armonie che ricordano la fillotassi della natura, quell’ordine misterioso con cui le foglie si organizzano sui rami, i semi nei girasoli, i petali nei fiori. Niente è casuale. Ogni gesto obbedisce a un’intelligenza sottile, a una bellezza interiore che si rivela lentamente.

I colori sono morbidi, iridescenti, spesso metallici. Gialli, verdi, rosa, blu si inseguono in sfumature leggere, sospese in uno spazio che non appartiene né al tempo né al luogo. A prima vista sembrano pianeti, bolle di sapone, cellule, note musicali. Si muovono, si aggregano, si dissolvono. In alcune opere sembrano trattenuti da griglie sottili, da reticoli che cercano di contenerli: ostacoli, deviazioni, percorsi da attraversare. È qui che nasce il tema centrale del suo lavoro: la visione frammentata del mondo, il viaggio, la ricerca di un punto d’arrivo, il tentativo di districarsi tra le maglie della realtà per raggiungere un orizzonte possibile.

Ogni quadro è un cammino. Ogni forma è una direzione. Ogni colore è un passo.

E poi c’è la serie degli alberi, che porta la sua poetica in un territorio ancora più intimo. L’albero di Mary non è mai secco: è un albero in quiete, che riposa, che attende. I rami nudi si aprono come un disegno, come una scrittura sottile che racconta la tensione verso la luce. La forza vitale è latente ma pulsante: presto arriveranno le gemme, poi le foglie, forse i fiori. È un albero sul punto di rinascere.

In queste opere l’astrazione incontra il paesaggio interiore. La scena diventa esperienza sensoriale: un’alba di primavera, una piazza ancora vuota, il passo solitario di chi va al lavoro. I rami brulli fanno da compagnia, si stagliano come sagome familiari. La luce filtra, cresce, si moltiplica in globi luminosi che alterano la percezione e rivelano dettagli inattesi: balconi fioriti, animali fugaci, frammenti di vita che emergono tra i bagliori.

Mary Cappiello ci offre una pittura meditativa e raffinata, in cui il pensiero diventa forma, il colore emozione, la geometria intuizione. Un’arte che non urla, ma resta. Un’arte che invita a entrare, a osservare, a respirare. Un’arte che accompagna, come un viaggio lento verso un orizzonte che continua a chiamare.

Mara Di Campli

Mara Di Campli, livornese, classe 1957, porta avanti una pittura figurativa raffinata, costruita con una sensibilità narrativa che attraversa ogni suo soggetto. Autodidatta agli inizi, si è poi formata alla Libera Accademia Trossi Uberti, affinando negli anni un linguaggio personale, riconoscibile, centrato sull’isolamento della figura e su una tensione costante tra realtà e immaginazione.

I suoi protagonisti – persone comuni, animali, fiori – emergono da sfondi neutri che ricordano carte da parati, superfici mentali più che ambienti reali. Sono spazi sospesi, silenziosi, che non raccontano ma amplificano. È proprio in questo contrasto tra presenza e assenza che si gioca la forza della sua pittura: i soggetti sembrano colti in un istante privato, in un tempo che appartiene solo a loro.

Le figure umane sono individui qualunque, incontrati per strada, osservati nella loro naturalezza: un ragazzo che aspetta, un uomo assorto nel telefono, una giovane con lo skateboard, una persona che stringe le mani in un gesto di concentrazione o timidezza. Non raccontano una storia precisa, ma evocano atmosfere interiori, stati d’animo, solitudini condivise. Guardandoli, nasce spontaneo il desiderio di immaginare chi siano, cosa stiano pensando, dove stiano andando. È un gioco sottile di intuizioni e proiezioni, in cui ognuno trova la propria chiave d’accesso.

Accanto alle figure, Mara introduce animali che diventano simboli: in questa mostra, un corvo si lega idealmente ai gabbiani delle altre artiste. È una presenza scura, elegante, misteriosa, che porta con sé un’energia diversa: non minacciosa, ma vigile, attenta, quasi un alter ego silenzioso dell’umanità che Mara osserva. Il corvo diventa un ponte, un contrappunto poetico, un modo per ampliare la narrazione senza abbandonare la sua cifra stilistica.

Nel tempo, Mara Di Campli ha affrontato il ritratto con uno sguardo personale, preferendo corpi non convenzionali, volti segnati, gesti quotidiani. Non c’è estetismo nella sua pittura, ma una profonda empatia: l’attenzione va alla dignità nascosta, alla bellezza imperfetta, alla verità dei piccoli momenti.

Premiata in diverse occasioni – tra cui il riconoscimento Fidapa al Premio Rotonda – continua a indagare la forza silenziosa delle figure che abitano il suo immaginario. Sono presenze che non chiedono di essere notate, ma che diventano, proprio per questo, protagoniste assolute.

IL CATALOGO

COPERTINA del catalogo della mostra di Elisa Biagiotti, Elena Cannella, Mary Cappiello e Mara Di Campli

Melograno Art Gallery

Livorno, via Marradi 62/68

Orario:
10/12.30 e 16/20. Domenica e festivi 10/12.30 e 17/20.
Chiusi la mattina del lunedì