Locandina della mostra di Fabrizio Giorgi alla Melograno Art Gallery di Livorno, opere contemporanee dedicate alla musica e al jazz con figure di musicisti stilizzate, collage materici e colori vibranti, esposizione in galleria.

Fabrizio Giorgi alla Melograno Art Gallery di Livorno

Fabrizio Giorgi alla Melograno Art Gallery di Livorno: dal 19 febbraio 6 opere nuove dell’artista livornese

Vernissage sabato 21 febbraio ore 18

Dal 19 febbraio la Melograno Art Gallery presenta a Livorno alcune tra le ultime opere dell’artista livornese Fabrizio Giorgi. 

Il ritmo come identità – Le nuove opere dedicate alla musica
Nato a Livorno nel 1953, Fabrizio Giorgi è una figura poliedrica e instancabile, attiva sin da giovanissimo. Nel corso della sua carriera ha attraversato linguaggi differenti – pittura, scultura, assemblage – costruendo una ricerca ampia, coerente e in continua evoluzione. Curiosità, energia e una fantasia visiva inesauribile sono gli elementi che tengono insieme cicli anche molto diversi tra loro.

Dai legni riciclati trasformati in barche e paesaggi immaginari, alle sagome metalliche del suo “zoo fantastico”, fino alle celebri tele estroflesse ispirate ai codici a barre, Giorgi ha sempre lavorato sul tema dell’identità: ciò che definisce, classifica, distingue. Già negli anni Novanta il codice a barre diventava per lui icona della contemporaneità, simbolo ambivalente tra ordine e costrizione, tra riconoscibilità e omologazione.

Oggi, nelle nuove opere dedicate alla musica – in particolare al jazz – questa riflessione si sposta dal segno catalogante al segno vibrante. Se il codice a barre era misura e serialità, qui il ritmo diventa libertà.

Nelle tele più recenti Giorgi non illustra la musica: la traduce. Il colore si fa vibrazione, la linea diventa frase musicale, il collage assume il valore di improvvisazione. Ogni musicista ritratto – sassofonista, chitarrista, performer assorto nel proprio gesto – non è descritto nei dettagli fisionomici, ma sintetizzato in una presenza dinamica. Il corpo si piega, respira, accompagna il suono. Non conta la somiglianza, conta l’energia.

La componente materica è centrale. Strappi, carte, frammenti tipografici, texture urbane si sovrappongono come strumenti in una jam session. Il collage diventa linguaggio visivo dell’improvvisazione: elementi eterogenei dialogano, si rispondono, costruiscono armonia attraverso il contrasto. È una pittura che accetta il caos per trasformarlo in ritmo.

La tavolozza è audace ma controllata: gialli acidi, rosa elettrici, blu profondi, aranci vibranti. I colori non descrivono una scena reale, ma ne interpretano l’atmosfera emotiva. Ogni opera sembra suonare una tonalità diversa, come se l’artista avesse tradotto scale e accordi in campi cromatici.

In alcune composizioni compaiono presenze inattese – insetti, uccelli, elementi surreali – che reagiscono al suono e amplificano la dimensione immaginativa. È un dettaglio ironico e poetico insieme, capace di rendere la serie ancora più personale.

Queste nuove opere funzionano sia come pezzi autonomi sia come ciclo coerente. Sono immediate, contemporanee, pop ma colte. Parlano a un pubblico ampio senza rinunciare a una struttura concettuale solida.

Con questa serie dedicata alla musica, Fabrizio Giorgi conferma la propria capacità di reinventarsi senza perdere autenticità: dal codice che classifica al ritmo che libera, la sua ricerca continua a interrogare il nostro tempo attraverso il linguaggio della forma e del colore.

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Melograno Art Gallery

Livorno, via Marradi 62/68

Orario: 10/12.30 e 16/20.

Domenica e festivi 10/12.30 e 17/20.

Chiusi la mattina del lunedì.