Locandina della mostra di sabato 28 febbraio alla Melograno Art Gallery di Livorno con Paolo Fidanzi e Floriana Gerosa

Floriana Gerosa e Paolo Fidanzi. Doppio appuntamento alla Melograno Art Gallery di Livorno

Doppio appuntamento alla Melograno Art Gallery di Livorno: dal 26 febbraio al 4 marzo 2026

Dal 26 febbraio la Melograno Art Gallery presenta a Livorno alcune opere di Paolo Fidanzi e alcune sculture di Floriana Gerosa

Vernissage sabato 28 febbraio ore 18

Paolo Fidanzi

Nelle opere recenti di Paolo Fidanzi domina un dialogo essenziale tra due poli: il rosso e il bianco. Il rosso, sempre affidato al fondo, è un campo vibrante, stratificato, cangiante. Non è mai un semplice colore: è tessuto, carne, materia viva. A volte cupo, a volte luminoso, attraversato da toni caldi, bruni, violacei, sembra pulsare come un organismo. È il mondo, con il suo caos, le sue tensioni, le sue memorie sedimentate.

Su questo universo inquieto si stagliano figure bianche, nette, assolute. Sono forme piatte, geometriche, prive di ombra: bicchieri, bricchi, vasi, sfere, contenitori quotidiani ridotti all’essenza. La loro purezza abbaglia, come un lampo che interrompe il flusso del fondo. Appaiono come creature capitate per caso in un ambiente che non gli appartiene, sospese tra presenza e spaesamento. Oggetti che esistono solo se destinati a contenere qualcosa: un vuoto che chiede senso.

Talvolta sono soli, isolati, come monadi che non trovano un appiglio nel mondo che li circonda. Altre volte compaiono in coppia, ma separati, distanti, due solitudini che si guardano senza toccarsi. In altri lavori ancora entrano in relazione: si inclinano l’uno verso l’altro, si sfiorano, si versano dentro. Sono vasi comunicanti, non solo metafora dell’amore ma dell’umano in generale: scambi di linfa, di sapere, di emozione, di energia. Nessuno domina, nessuno si svuota per l’altro; si raggiunge un equilibrio che è movimento, non stasi.

Questa dialettica tra fondo e figura, tra caos e forma, tra materia e simbolo, è il cuore della ricerca di Fidanzi. Una ricerca che nasce da una matrice poetica e da un’attenzione profonda alla psicologia sociale. La pittura non illustra il pensiero: lo amplia, lo rende percepibile, lo porta in superficie come un’emozione che prende corpo.

Paolo Fidanzi nasce a Pomarance nel 1957 e vive e lavora a Volterra. Medico, psicologo e psicoterapeuta, ha sempre intrecciato la pratica clinica con un’intensa attività culturale, muovendosi tra poesia, pittura e riflessione sul sociale. Dagli anni Ottanta è protagonista del dibattito poetico italiano, fondatore di riviste e promotore di progetti editoriali che hanno dato voce a generazioni di autori. L’approdo alla pittura è un’estensione naturale di questo percorso: un altro modo di indagare l’umano, di ascoltarne le fragilità, di restituirne la complessità.

Nelle sue tele, la forma bianca non è mai un oggetto: è un essere. Il rosso non è mai uno sfondo: è un mondo. E tra i due si apre lo spazio del senso, quel luogo in cui l’arte diventa possibilità di relazione, di equilibrio, di respiro.

Maria Teresa Majoli

scopri le opere disponibili in galleria

Floriana Gerosa

Le due sculture di Floriana Gerosa, in esposizione dal 26 febbraio con vernissage sabato 28, confermano la poetica elegante e minimale che da sempre caratterizza il suo lavoro. Realizzate in terracotta e valorizzate da smalti e patine lucide, le opere creano un gioco di luce e ombra che ne amplifica la presenza e ne rivela la profondità, trasformando il monocromo in uno spazio vibrante e cangiante. Evocano figure umane ridotte all’osso, come antichi totem provenienti da civiltà sepolte.  Sono presenze verticali, silenziose, che parlano attraverso la sottrazione: nessun dettaglio superfluo, nessuna concessione al naturalismo. La loro forza nasce proprio da ciò che manca, da ciò che è stato tolto per lasciare emergere l’essenza.

La forza delle forme di Gerosa risiede nella loro semplicità: linee morbide, curve armoniose e geometrie essenziali che suggeriscono movimento e silenziosa narrazione. Le figure femminili, morbide e avvolgenti, emanano un senso di accoglienza e forza al contempo; il volto appena accennato, senza età, diventa simbolo di un universo donna universale, sospeso tra introspezione e memoria collettiva.

Accanto alle forme principali, piccoli elementi separati si dispongono come frammenti di un racconto visivo: anche isolati conservano la loro autonomia, ma insieme costruiscono una storia coerente e intensa. L’artista, pur distillando la figura umana in forme essenziali, lascia ampio spazio all’interpretazione dello spettatore, trasformando l’osservazione in un’esperienza meditativa.

Non manca, come sempre, il richiamo alla scultura astratta: forme fluide, sinuose, quasi primordiali, che evocano il movimento dell’acqua, il soffio del vento, o il ritmo naturale della vita. La semplicità del segno e la purezza della materia creano un dialogo tra spazio e corpo, tra visibile e invisibile, tra realtà e immaginazione. La loro eleganza nasce dal silenzio: curve minime, torsioni appena accennate, verticalità che custodiscono un mistero.

Floriana Gerosa nasce a Milano e completa la sua formazione in Grafica Pubblicitaria a Firenze presso l’Accademia Cappiello. L’incontro con la scultrice Anselma Ferrari nel 1995 segna l’inizio del suo percorso nella scultura, poi perfezionato a Carrara con lo scultore Nicola De Silvestri, dando vita a un linguaggio personale fatto di armonia, eleganza e introspezione.

Le nuove sculture presentate in questa mostra confermano la capacità di Gerosa di fondere grazia e forza, semplicità e profondità, offrendo allo spettatore non solo un oggetto da osservare, ma uno spazio emotivo in cui immergersi e riflettere.

Maria Teresa Majoli, febbraio 2026

scopri le opere disponibili in galleria

Melograno Art Gallery

Livorno, via Marradi 62/68

Orario:
10/12.30 e 16/20. Domenica e festivi 10/12.30 e 17/20.
Chiusi la mattina del lunedì