Galleria Planetario – 50 anni di arte contemporanea a Trieste
Galleria Planetario, cinquant’anni di arte contemporanea a Trieste
Il 9 ottobre l’inaugurazione della mostra per il cinquantenario. Opere e artisti ripercorrono la storia della galleria fondata da Clara e Livio Radin nel 1976.
La Galleria Planetario di Trieste festeggia cinquant’anni di attività con una mostra dedicata agli artisti che ne hanno accompagnato il percorso. L’appuntamento è per venerdì 9 ottobre 2026, alle 18, nella sede di via Fabio Filzi 4, al primo piano. Durante l’inaugurazione il critico Giancarlo Bonomo dialogherà con Livio Radin, ripercorrendo incontri e scelte di una storia cominciata nel 1976. L’esposizione resterà aperta fino al 6 gennaio 2027.
Oltre 120 mostre raccontano il lavoro della galleria, che ha portato a Trieste opere di protagonisti del panorama internazionale: da Picasso a Vedova, da Vasarely a Dorazio, da Sonia Delaunay a Christo, da Bonalumi a Tancredi. Un percorso che ha affiancato ai nomi affermati le generazioni più recenti, offrendo al pubblico occasioni per conoscere linguaggi diversi e seguire le trasformazioni dell’arte contemporanea.
All’origine di questa attività c’è una curiosità diventata prima passione collezionistica e poi progetto professionale. Nel 1969 Clara e Livio Radin incontrano l’artista croato Zlatko Prica. Il rapporto con lui, alimentato dall’amicizia e dall’interesse per le sue opere, li avvicina al collezionismo. Sette anni dopo apre la Planetario: uno spazio attraverso il quale condividere quella ricerca e dare continuità al confronto con gli artisti.
Fin dagli esordi, la galleria non si lega a una sola corrente. Pittura e scultura, astrazione e figurazione, fino alla videoarte, entrano nella sua programmazione. A guidare le scelte è l’attenzione per ciò che cambia, insieme alla disponibilità a conoscere autori e opere anche lontani dalle preferenze già consolidate. La curiosità dei fondatori diventa così un criterio di lavoro, riconoscibile nella varietà delle proposte.
Nelle esposizioni si incontrano il Nouveau Réalisme di Arman e César, l’astrazione di Delaunay, Magnelli e Soldati, l’informale di Vedova e Scanavino e la ricerca video di Fabrizio Plessi. Il dialogo con la critica accompagna questo cammino: tra le personalità coinvolte figurano Achille Bonito Oliva, Guido Ballo, Pierre Restany, Nello Ponente, Italo Mussa, Giorgio Cortenova, Alberto Fiz e Marco Meneguzzo.
L’attività si estende anche all’editoria. Negli anni Ottanta nasce la rivista Efolo, che raccoglie contributi di autori emergenti e protagonisti dell’arte e della critica. Nei primi anni Duemila prende forma sul web ArtPlus, portale dedicato all’arte contemporanea. Sono esperienze che affiancano le mostre e ampliano le possibilità di informazione e confronto, raggiungendo lettori e pubblici diversi.
La partecipazione alle fiere e le collaborazioni con musei e istituzioni portano inoltre la Planetario fuori da Trieste, in Italia e all’estero: da Monaco di Baviera a Toronto, da Zagabria a Budapest. Tra i percorsi ricordati dalla galleria c’è quello di Bruno Chersicla, presentato nella sua sede e successivamente protagonista di esposizioni a Toronto e a Palazzo Te, a Mantova. Cataloghi e monografie documentano il lavoro svolto intorno agli artisti.
La mostra del cinquantenario riunisce le tracce di questa storia e permette di rileggerla attraverso le opere. Per chi conosce la Planetario sarà l’occasione di ritrovare artisti e passaggi della sua programmazione; per chi vi entra per la prima volta, un invito a scoprire come una passione familiare abbia costruito, nel tempo, un luogo di incontro con l’arte. A cinquant’anni dall’apertura, la curiosità da cui tutto è cominciato resta il filo che lega la galleria alle sue prossime ricerche.






