Locandina della mostra Pagine quotidiane di Gianni Baccàro alla Associazione Culturale GADARTE di Firenze, marzo–aprile 2026

Gianni Baccàro – Pagine quotidiane – La nuova personale alla GADARTE di Firenze

Gianni Baccàro – Pagine quotidiane

Dal 21 marzo al 09 aprile 2026
ASSOCIAZIONE CULTURALE GADARTE
Firenze, Via Sant’egidio, 27/r, (Firenze)
Orario di apertura
Da martedì a sabato ore 16:00 – 19:00 Chiuso domenica e lunedì
Vernissage
21 Marzo 2026, 16:30
 
 
In una sua chiara recensione, la cara amica Maria Teresa Majoli così definiva le mie pitture: “non rappresentazioni di immagini ma racconti sospesi”, affermazione che condivido, insieme a molte altre del suo testo. Questi ultimi lavori, pur rispecchiando l’aspetto intimistico oggetto della mia recente mostra “Punto improprio” (Melograno–Livorno), si soffermano su una visione non soltanto personale ma di contemporaneità sociale: tutto ciò che scaturisce dal fare umano, e che poi lo circonda e a volte lo assedia, è negli intenti raccontata per segni e per simboli, per invenzioni e per realtà che approdano ad una situazione di dubbio o di domanda, o forse alla ricerca di un consiglio sebbene richiesto talvolta sotto forma di seria ironia. Non ho mai creduto nel cosiddetto “momento ispiratore” capace di improvvisazioni tanto magiche ed immediate da meravigliare lo stesso autore, piuttosto la curiosità e l’osservazione delle cose e degli eventi sono state e sono i veicoli per tradurre in segno e colore un mondo parallelo a quello reale, che a sua volta può convivere o scontrarsi col primo. È inevitabile per l’artista – da sempre – l’interagire del proprio mondo interiore con quello fisico, ed è lì che l’arte svolge uno dei suoi ruoli cruciali quale mezzo di riflessione e anche, volendolo, di trasformazione delle coscienze. Il valore estetico è soltanto parte del valore assoluto dell’opera d’arte, in essa prevale lo spirito, lo spirito come facoltà dell’animo è ciò che si illumina e rischiara potendo, attraverso forma, colore e gesto, divenire comunicazione ed artefice di una bellezza inedita, non soltanto la propria insita bellezza. Queste ultime opere, lungi dall’essere spiegate o tradotte nei loro dettagli simbolici più o meno figurativi, vogliono essere frutto di una ricerca mai finita, intenzionalmente tesa a far trasparire l’iniziale spirito che le muove. Questo, almeno, tentano di fare.
L’osservatore potrà coglierne una parte o il tutto a seconda della propria emotività o condivisione, o della capacità espressiva dell’opera stessa. Di conseguenza, il processo iniziale nell’esprimere artistico troverà il compimento della sua storia e probabilmente il suo perché. D’altra parte, queste tele bianche accatastate alla parete dello studio, queste povere cose, così come sono, questi quattro legnetti con un pezzo di stoffa steso sopra con quei silenzi bianchi, immacolati, ambiziosi di ricevere qualsiasi scrittura quasi come pane per un affamato. E dunque la mente si accende, la mano si legittima ad agire scrivendo su queste pagine l’idea del proprio cosmo visivo ed emotivo, fantastico e reale, trasformandole presto in una serie infinita di moderne stele di Rosetta.
Gianni Baccàro