Helidon Xhixha tra Abbazia di San Galgano, Vira Gambarogno e Case Romane del Celio a Roma: tre mostre in un unico percorso
TRE MOSTRE, UN UNICO PERCORSO
di HELIDON XHIXHA
“Oltre le mura” – Abbazia San Galgano
Aprile – Ottobre 2026
“Sul lago luccica” – Vira Gambarogno
Opening 15 maggio 15 maggio – 4 ottobre 2026
“Lumen ex terra” – Case Romane del Celio, Roma
Opening 11 giugno 11 giugno – 27 settembre 2026
Tra aprile e ottobre 2026, il lavoro di Helidon Xhixha si articola in un progetto espositivo di ampia scala che può essere letto come un’unica traiettoria artistica diffusa, capace di attraversare geografie, contesti e dimensioni percettive differenti. Tre grandi esposizioni simultanee – tra Toscana, Lago Maggiore e Roma – costruiscono un percorso coerente e progressivo, in cui la ricerca sulla luce, sulla materia e sulla relazione tra opera e ambiente raggiunge una delle sue espressioni più compiute.
Il ciclo prende avvio con “Oltre le mura” all’Abbazia di San Galgano (aprile – ottobre 2026), a cura di Carlo Pizzichini. Evoluzione del precedente progetto “Giubileo di Luce”, l’intervento segna un passaggio fondamentale: le opere, tutte realizzate in acciaio inox lucidato a specchio, abbandonano la dimensione esclusivamente architettonica per aprirsi al paesaggio. In un gesto simbolico, la luce non è più contenuta ma si espande nello spazio naturale, trasformando l’installazione in un’esperienza diffusa e attraversabile. Il progetto si configura così come una soglia, un primo movimento che porta la ricerca di Xhixha fuori dal sacro per metterla in relazione diretta con l’orizzonte.
Questa apertura trova una sua ulteriore espansione in “Sul lago luccica”, grande mostra internazionale diffusa sul Lago Maggiore (15 maggio – 4 ottobre 2026, inaugurazione 15 maggio 2026 ore 17:30 sul sagrato della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la Via di Cavédan, 6574 Vira Gambarogno (Svizzera)), a cura di Carlo Pizzichini e Dalmazio Ambrosoni e promossa dall’Associazione Gambarogno Arte. In questo contesto, la relazione tra opera e ambiente si fa ancora più radicale: le sculture non si limitano a dialogare con il paesaggio, ma lo assorbono e lo restituiscono in forma dinamica. Acqua, cielo e luce diventano parte integrante del lavoro, generando un sistema di riflessi in continua trasformazione. L’opera non è più oggetto, ma dispositivo percettivo che incorpora il mondo e lo moltiplica, coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza immersiva e instabile.
Il percorso trova infine una dimensione più intima e stratificata con “Lumen ex terra” alle Case Romane del Celio a Roma (11 giugno – 27 settembre 2026, inaugurazione 11 giugno 2026 ore 18:00), a cura di Romina Guidelli e Andrea Poleschi, con CoopCulture. Qui la ricerca si concentra nuovamente sull’architettura, ma in una forma completamente diversa: non più apertura verso l’esterno, bensì immersione nella profondità. Le opere si inseriscono negli ambienti ipogei, attivando un dialogo con la memoria, con la stratificazione storica e con la dimensione archeologica dello spazio. La luce, in questo contesto, emerge dalla materia e dal tempo, trasformando la percezione e costruendo un’esperienza lenta, progressiva, quasi iniziatica.
Letti insieme, questi tre progetti definiscono un movimento unitario: dall’interno all’esterno, dal sacro al paesaggio, fino al ritorno in una dimensione sotterranea e riflessiva. È un attraversamento che non riguarda solo lo spazio, ma anche il modo in cui la scultura si relaziona al reale: da presenza contemplativa a dispositivo attivo, capace di trasformare ciò che incontra.
Questo percorso espositivo si inserisce all’interno di una fase di forte consolidamento internazionale per l’artista. Nel corso del 2026, infatti, l’attività europea dialoga con importanti sviluppi globali: dalla mostra al Guangdong Museum of Art di Guangzhou, in Cina (28 maggio – 5 agosto 2026), agli appuntamenti negli Stati Uniti, con due interventi a Miami – tra cui una significativa installazione presso l’aeroporto internazionale – fino alla grande esposizione istituzionale al Reiss-Engelhorn-Museum di Mannheim, prevista tra novembre 2026 e marzo 2027.
In questa prospettiva, il ciclo di mostre tra Italia e Svizzera non rappresenta un episodio isolato, ma il cuore di una progettualità più ampia: un sistema espositivo diffuso che definisce con chiarezza la posizione di Xhixha nel panorama contemporaneo. Le sue sculture, attraverso la superficie riflettente dell’acciaio, continuano a interrogare il rapporto tra luce e spazio, tra visibile e percezione, costruendo ogni volta un’esperienza che non si limita a essere osservata, ma che chiede di essere attraversata.
L’ARTISTA
Helidon Xhixha (1970) è tra i principali scultori contemporanei, noto per le sue monumentali opere in acciaio inossidabile che esplorano il rapporto tra luce, materia e ambiente. Formatosi tra Milano e Londra, dalla metà degli anni 2000 le sue installazioni sono state presentate in contesti di rilievo internazionale, tra cui la Biennale di Venezia (2015) con l’opera Iceberg, potente riflessione sul cambiamento climatico, e numerosi progetti pubblici tra Europa, Medio Oriente e Stati Uniti.
Tra le opere più iconiche si distingue The Renaissance of the Twin Towers (2007), esposta in diverse capitali culturali come simbolo di memoria e speranza.
Nel 2025 realizza Giubileo di Luce presso l’Abbazia di San Galgano (Siena), dove una monumentale croce in acciaio alta sette metri trasforma lo spazio in un’esperienza immersiva tra arte contemporanea e spiritualità.





