Il Linguaggio dell’Infinito: Oria Strobino in mostra alla Chiesa di San Zenone di Cesena
Chiesa di San Zenone – Cesena (FC)
14 novembre 2026 – 6 dicembre 2026
Il Linguaggio dell’Infinito
Oria Strobino
Inaugurazione: Sabato 14 Novembre, ore 16.30
alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Cesena Camillo Acerbi,
della critica d’arte Francesca Caldari
La suggestiva Chiesa di San Zenone di Cesena, si appresta ad ospitare la mostra dell’artista Oria Strobino, con una selezione di più di trenta opere che descrivono e riassumono il percorso della sua lunga e importante carriera.
La mostra che gode del patrocinio del Comune di Cesena, si avvale di alcuni prestigiosi sponsor, BCC Romagnolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, l’Officina dell’Arte di Angelo Fusconi e La Cantina di Cesena.
L’artista ci mostra con le sue opere la vitalità, l’energia, la veemenza creativa, il desiderio continuo di sperimentare tecniche, e quello di comunicare sopra ogni cosa, la bellezza.
Il titolo scelto per questa esposizione, “Il Linguaggio dell’Infinito”, restituisce pienamente la natura della sua ricerca: la molteplicità delle tecniche sperimentate, la varietà dei temi affrontati e, soprattutto, una tensione creativa che non sembra conoscere conclusione. Artista autodidatta, di origini piemontesi ma cesenate d’adozione, Oria Strobino ha avuto brevi frequentazioni negli studi dei Maestri O. Piraccini e U. Pasini. La sua formazione si è tuttavia sviluppata soprattutto attraverso una ricerca autonoma e appassionata, sostenuta da una naturale curiosità e da una costante volontà di sperimentazione. Ne sono testimonianza opere nelle quali eleganza e armonia convivono con una notevole padronanza delle più diverse tecniche artistiche.
I soggetti che nel tempo hanno caratterizzato e reso riconoscibile la sua produzione ritornano in questa esposizione come tappe di un itinerario ideale. A cominciare dai cavalli, simbolo per eccellenza di libertà e movimento, restituiti nella forza della torsione muscolare, nella tensione del corpo e nelle criniere mosse dal vento. Accanto a loro compaiono gli angeli, espressione di bellezza e spiritualità, e le maternità, spesso realizzate su legno antico e arricchite da foglia d’oro zecchino e argento, in un evidente richiamo alla tradizione delle antiche icone medievali.
Le maternità sono quasi sempre affidate alla presenza di giovani donne dagli sguardi limpidi e diretti. È proprio nello sguardo che sembra concentrarsi una dimensione ulteriore dell’immagine: un luogo nel quale la fisicità lascia spazio all’interiorità e nel quale la dimensione spirituale si manifesta senza bisogno di essere dichiarata.
Un diverso rapporto con la realtà emerge nelle nature silenti, dove l’artista si allontana dalla tradizionale concezione della natura morta per costruire una dimensione sospesa, priva di tempo e di contesto. Gli oggetti, sottratti alla quotidianità, sembrano perdere la loro funzione per assumere una presenza nuova, quasi contemplativa. È una pittura che ci estrania dal rumore del mondo e ci conduce verso uno spazio altro, più lento e raccolto.
Un invito, quello di Oria, a fermarsi, a cogliere il silenzio e a concedersi un’osservazione assoluta, libera da distrazioni.
L’esposizione conduce poi il visitatore nell’universo femminile, esplorato attraverso le sue molteplici sfaccettature. Una parte significativa della mostra è dedicata al progetto “Essere Donna”, nato nel 2008 e frutto di una ricerca complessa e articolata sulla condizione femminile attraverso i secoli.
Un percorso che supera ideologie, religioni e convenzioni per concentrarsi sul ruolo sociale della donna e sulle figure che, nel corso dei duemila anni di storia conosciuta, hanno saputo raggiungere posizioni di eccellenza nei più diversi ambiti.
Le figure femminili di Oria, sensuali e al tempo stesso autorevoli, sono costruite attraverso composizioni nelle quali la postura, il gesto e la presenza scenica concorrono a restituire la personalità delle donne rappresentate. Ne emerge una sorta di galleria ideale, una panoramica di protagoniste che la storia ha consegnato alla memoria e che l’artista reinterpreta attraverso il proprio personale linguaggio pittorico.
Il percorso approda infine alle più recenti vibrazioni, nelle quali la ricerca si fa ancora più introspettiva. Ancora una volta è la figura femminile a occupare il centro della scena, ma ciò che interessa all’artista non è soltanto la sua bellezza formale: è soprattutto la possibilità di coglierne gli stati d’animo, le energie interiori, le emozioni.
Le donne appaiono come fotogrammi sospesi nello spazio, stagliandosi su fondali vibranti di luce e colore. Ed è proprio il colore ad assumere in questa serie un ruolo fondamentale, diventando non più soltanto elemento compositivo, ma vero e proprio veicolo emozionale.
La ricerca cromatica si intreccia qui alla simbologia dei sette chakra e dei sette colori dell’arcobaleno. Il colore diventa così energia, vibrazione, stato d’animo: il giallo richiama la serenità, il rosso l’amore e la passione, il verde la calma, il blu la dimensione della quiete e della distensione, il viola la generosità e il dialogo tra razionale e irrazionale, mentre il bianco evoca la libertà e il nero il mistero.
Dietro le figure di Oria si aprono dunque fondali potenti, attraversati da cromie intense e mutevoli, capaci di amplificare la presenza dei soggetti e di coinvolgere lo spettatore su un piano non soltanto visivo, ma anche emotivo.
Che siano le sue statiche nature silenti, i cavalli colti nel movimento, i dolci angeli, le maternità amorevoli o le donne illustri del passato, l’universo di Oria Strobino ci parla attraverso una pittura in continua evoluzione.
A una prima osservazione emerge la sua notevole perizia tecnica, frutto di una ricerca incessante; subito dopo si rivela la passione profonda per la pittura. Ma è infine la dimensione emotiva a conquistare lo sguardo: quella capacità di affidare alla materia, al colore e alla pennellata ciò che spesso le parole non riescono a esprimere.
Ed è forse proprio qui che risiede il senso più autentico del “Linguaggio dell’Infinito”: nella possibilità che l’arte continui a cercare, a sperimentare e a comunicare, senza mai esaurire ciò che ha da dire.
BIOGRAFIA:
Oria Strobino, in arte Oria, è nata a Cossato (Biella), ma risiede a Cesena da molti anni. Autodidatta, ha maturato una ricca esperienza nell’uso di molteplici supporti e tecniche, spaziando dalla stoffa alle vetrate, dai murales ai quadri tradizionali. La sua tecnica si fonda su uno stile figurativo arricchito da elementi moderni, con una predilezione per la tavola come base e il supporto spesso viene realizzato da lei stessa.Nei suoi lavori, la donna, i cavalli liberi e le nature silenti si trasformano in un inno alla bellezza, trasmettendo emozioni rasserenanti e un profondo senso di libertà.
La prima mostra l’ha allestita nel 1993 a Cesenatico e da allora non si è più fermata, allestendo personali e partecipando a collettive, estemporanee e fiere dell’arte, in Italia, Germania, California, New York, Bangkok, Georgia, etc.
Ha vinto diversi premi, partecipando a concorsi nazionali ed internazionali d’arte. Nel 2017 ha concluso un lavoro molto impegnativo, durato più di quattro anni, il quale è sfociato in mostre itineranti e nella pubblicazione di un libro. La mostra e il libro “Essere Donna”, che comprende quaranta quadri e relativi testi, sono un excursus sulla condizione femminile attraverso i secoli, con momenti che desiderano focalizzare l’attenzione sul ruolo sociale e sulle punte di eccellenza raggiunte dalle donne nei 2000 anni di storia conosciuta.
SCHEDA TECNICA:
Il Linguaggio dell’Infinito
Oria Strobino
Chiesa di San Zenone – Via Uberti, 6 – 47521 Cesena (FC)
14 novembre 2026 – 6 dicembre 2026
Inaugurazione: Sabato 14 novembre ore 16,30
Orari: Martedì, Mercoledì dalle 16,00 alle 19,00
Venerdì, Sabato e Domenica dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 19,00
Per Informazioni: info@oriastrobino.it; – cell. 347.1341682
INGRESSO LIBERO





