Locandina per l'evento dedicato alle opere di Fabrizio Giorgi e Lucio Pintaldi alla galleria Melograno di Livorno

Lucio Pintaldi e Fabrizio Giorgi alla Melograno Art Gallery di Livorno

Lucio Pintaldi e Fabrizio Giorgi alla Melograno Art Gallery di Livorno

Vernissage sabato 21 febbraio ore 18

Dal 19 febbraio la Melograno Art Gallery presenta a Livorno undici opere di Lucio Pintaldi, artista di Noto, e le nuove opere dedicate alla musica dell’ artista livornese Fabrizio Giorgi

Maternità: dipinto dell'artista di Noto Lucio Pintaldi

Lucio Pintaldi

La ricerca di Pintaldi si sviluppa tra astrazione e figurazione, in un dialogo continuo tra impulso istintivo e costruzione formale. Il colore è protagonista: vibrante, materico, attraversato da tensioni che riflettono le contraddizioni del tempo presente. Le sue composizioni nascono da una gestualità libera che si traduce in superfici dinamiche, capaci di trasformare la materia in racconto emotivo.

L’artista sperimenta tecniche e supporti differenti — tela, legno, cartone, plastica, vetro — ampliando il campo d’azione della pittura verso territori ibridi e contaminati. Accanto alla produzione pittorica, Pintaldi coltiva con coerenza esperienze legate alla Mail Art, al Libro d’Artista e alle pratiche di riciclo creativo, ambiti nei quali sviluppa una riflessione sulla circolazione dell’opera e sul valore simbolico del materiale.

Una parte significativa del suo percorso è inoltre legata all’arte effimera: da oltre vent’anni realizza bozzetti e quadri infiorati in Italia e all’estero, affermandosi come Maestro nell’arte dell’Infiorata e portando la tradizione in contesti contemporanei e internazionali.

Le undici opere ora in arrivo alla Melograno Art Gallery offrono uno sguardo concentrato ma rappresentativo della sua poetica: lavori che raccontano un artista in costante movimento, capace di attraversare linguaggi differenti mantenendo una forte identità espressiva.

Un nuovo ingresso in galleria che arricchisce il dialogo tra artisti e pubblico verso ricerche contemporanee.

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opera dedicata al jaz dipinto di Fabrizio Giorgi

Fabrizio Giorgi

Il ritmo come identità – Le nuove opere dedicate alla musica
Nato a Livorno nel 1953, Fabrizio Giorgi è una figura poliedrica e instancabile, attiva sin da giovanissimo. Nel corso della sua carriera ha attraversato linguaggi differenti – pittura, scultura, assemblage – costruendo una ricerca ampia, coerente e in continua evoluzione. Curiosità, energia e una fantasia visiva inesauribile sono gli elementi che tengono insieme cicli anche molto diversi tra loro.

Dai legni riciclati trasformati in barche e paesaggi immaginari, alle sagome metalliche del suo “zoo fantastico”, fino alle celebri tele estroflesse ispirate ai codici a barre, Giorgi ha sempre lavorato sul tema dell’identità: ciò che definisce, classifica, distingue. Già negli anni Novanta il codice a barre diventava per lui icona della contemporaneità, simbolo ambivalente tra ordine e costrizione, tra riconoscibilità e omologazione.

Oggi, nelle nuove opere dedicate alla musica – in particolare al jazz – questa riflessione si sposta dal segno catalogante al segno vibrante. Se il codice a barre era misura e serialità, qui il ritmo diventa libertà.

Nelle tele più recenti Giorgi non illustra la musica: la traduce. Il colore si fa vibrazione, la linea diventa frase musicale, il collage assume il valore di improvvisazione. Ogni musicista ritratto – sassofonista, chitarrista, performer assorto nel proprio gesto – non è descritto nei dettagli fisionomici, ma sintetizzato in una presenza dinamica. Il corpo si piega, respira, accompagna il suono. Non conta la somiglianza, conta l’energia.

La componente materica è centrale. Strappi, carte, frammenti tipografici, texture urbane si sovrappongono come strumenti in una jam session. Il collage diventa linguaggio visivo dell’improvvisazione: elementi eterogenei dialogano, si rispondono, costruiscono armonia attraverso il contrasto. È una pittura che accetta il caos per trasformarlo in ritmo.

La tavolozza è audace ma controllata: gialli acidi, rosa elettrici, blu profondi, aranci vibranti. I colori non descrivono una scena reale, ma ne interpretano l’atmosfera emotiva. Ogni opera sembra suonare una tonalità diversa, come se l’artista avesse tradotto scale e accordi in campi cromatici.

In alcune composizioni compaiono presenze inattese – insetti, uccelli, elementi surreali – che reagiscono al suono e amplificano la dimensione immaginativa. È un dettaglio ironico e poetico insieme, capace di rendere la serie ancora più personale.

Queste nuove opere funzionano sia come pezzi autonomi sia come ciclo coerente. Sono immediate, contemporanee, pop ma colte. Parlano a un pubblico ampio senza rinunciare a una struttura concettuale solida.

Con questa serie dedicata alla musica, Fabrizio Giorgi conferma la propria capacità di reinventarsi senza perdere autenticità: dal codice che classifica al ritmo che libera, la sua ricerca continua a interrogare il nostro tempo attraverso il linguaggio della forma e del colore.

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Melograno Art Gallery

Livorno, via Marradi 62/68

Orario: 10/12.30 e 16/20.

Domenica e festivi 10/12.30 e 17/20.

Chiusi la mattina del lunedì.