Massimo Bernardi – Donne 2026 – Melograno Art Gallery, Livorno
Massimo Bernardi
Donne 2026
Rassegna d’Arte Contemporanea a Livorno
Melograno Art Gallery
5 – 11 marzo 2026
Vernissage sabato 7 marzo ore 18
Nella scultura di Massimo Bernardi, il corpo femminile appare costruito con pezzi riciclati: un colapasta che diventa ventre, un mocio che si trasforma in capelli, frammenti di oggetti quotidiani che si ricompongono in una figura sorprendentemente ieratica. È nuda, eppure non sembra nuda; è donna, ma il volto potrebbe appartenere a qualunque sesso. La sua presenza è insieme nobile e semplice, come se la materia povera che la compone custodisse un’antica dignità.
La pancia-colapasta, con la sua forma rotonda e accogliente, non è una trovata ironica: è un simbolo potentissimo. In quel ventre c’è l’idea della maternità come gesto primordiale, come atto che ci ricorda la nostra natura animale e terrestre. Eppure, proprio in quel momento così umano, la figura sembra elevarsi oltre l’umano. Non è solo una madre: è una donatrice di vita, un tramite, un corpo che partecipa a una missione più grande di sé. La maternità, in questa scultura, non è rappresentata come sacrificio o fatica, ma come un dono divino, un compito che avvicina l’essere umano alla sua dimensione spirituale, alla sua capacità di interrogarsi, di conoscere, di sentire.
Bernardi riesce a far convivere tutto questo con la leggerezza del gioco. La sua trash art non è mai banale riciclo: è un modo per ribaltare il concetto di scarto, per ridare valore a ciò che la società rifiuta, per ricordarci che anche ciò che sembra inutile può diventare rivelazione. L’artista livornese usa oggetti familiari come grimaldelli emotivi: ci attirano, ci fanno sorridere, ci mettono a nostro agio, e solo dopo ci accorgiamo che dietro quell’ironia c’è un pensiero serio, una riflessione sul ruolo dell’individuo, sul valore della materia, sulla responsabilità di guardare oltre la superficie.
Nato nel 1954, Bernardi ha lavorato a lungo con la plastica e con gli scarti industriali, sviluppando una poetica che trasforma il rifiuto in possibilità. Le sue opere sono meccanismi che sollevano il sipario sulla realtà, guide ironiche e profonde al nostro modo di stare al mondo.
In questa scultura, la maternità diventa un atto sacro raccontato con materiali umili: un paradosso perfetto, e perfettamente umano.
Maria Teresa Majoli, febbraio 2026
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Melograno Art Gallery
Livorno, via Marradi 62/68
Orario:
10/12.30 e 16/20. Domenica e festivi 10/12.30 e 17/20.
Chiusi la mattina del lunedì.






