Locandina della mostra Nanakorobi Yaoki con fotografie di Fabio Massimo Fioravanti sul teatro Nō alla Fondazione Giorgio de Marchis, L’Aquila

Nanakorobi Yaoki – Fabio Massimo Fioravanti. Immaginare l’invisibile – Fondazione Giorgio de Marchis, L’Aquila

L’Aquila Capitale della Cultura 2026
La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre

presentano

七転び八起き Nanakorobi Yaoki
Cadere sette volte, rialzarsi lottava

Fabio Massimo Fioravanti

Immaginare linvisibile

Inaugurazione 16 maggio 2026 ore 18.00

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni dOcre

Corso Vittorio Emanuele II, 23 – LAquila


Fino al 20 giugno 2026

Sabato 16 maggio 2026 alle ore 18.00, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni dOcre inaugura la manifestazione culturale inserita nel programma dellAquila Capitale italiana della Cultura 2026, sostenuta e promossa dal Comune dellAquila, Nanakorobi Yaoki Cadere sette volte, rialzarsi lottava, con il primo progetto dedicato al Teatro Nō, Immaginare linvisibile di Fabio Massimo Fioravanti.

Il progetto si avvale del patrocinio dellAmbasciata del Giappone in Italia e dellIstituto Giapponese di Cultura (Japan Foundation 国際交流基金).

La mostra presenta una selezione di 100 fotografie di Fabio Massimo Fioravanti, scattate nellarco di circa 35 anni in Giappone, divise in 5 sezioni: spettacoli nei teatri, performance nei templi shintoisti e buddhisti, backstage e stanza dello specchio (il luogo più segreto del nō), esercizi degli attori, realizzazione delle maschere. A queste si affiancano 40 ukyo-e di Tsukioka Kogyo (esposte per la prima volta in Italia), realizzate tra il XIX e il XX secolo, e alcune maschere Nō dellartista Keiko Udaka con alcuni costumi di scena e ventagli.

Il progetto sarà presentato dal prof. Giorgio Amitrano, docente di Lingua e letteratura del Giappone presso lUniversità degli Studi di Napoli LOrientale con lintervento Iki, Anatomia della seduzione; durante la serata si svolgerà, nel cortile di Palazzo Cappa Cappelli sede della Fondazione, una shimai (breve danza) della shite e shihan Monique Arnaud.

Immaginare linvisibile vuole proporre al pubblico italiano, attraverso la fotografia e approfondimenti culturali, larte del teatro Nō in tutte le sue sfaccettature: una forma teatrale che non è solo teatro, ma rito e sacralità performativa, legata alla fotografia dallo stesso concetto di impermanenza.

Il teatro Nō, una delle massime espressioni dell’estetica e della sensibilità giapponesi, affonda le sue radici nei miti. È una forma drammatica composita, costituita da recitazione, musica, canto, letteratura, poesia, danza, caratterizzata da una gestualità precisa e essenziale. I protagonisti dei nō non si limitano agli umani, uomini e donne vivi o fantasmi, ma includono dei, demoni, animali sacri e persino spiriti di piante, fiori e alberi: ognuno appare sul palco per essere ascoltato e condividere l’emozione di un momento intenso del loro destino, emozione in cui lo spettatore può riconoscere empaticamente la propria esperienza. La trasmissione orale da maestro a allievi mantiene il nō vivo nella contemporaneità grazie alla costante, ma misurata evoluzione che lo caratterizza da 700 anni. Patrimonio Culturale dell’Umanità dal 2008, continua a ispirare registi, drammaturghi e performer attraverso il mondo. Il teatro nō è caratterizzato dallessenzialità della coreografia, da un ricco simbolismo e da una profonda forza evocativa.

Le danze shimai fanno parte integrante della struttura e delle rappresentazioni dei dramma Nō, ma possono essere eseguite separatamente, in forma semplificata. In questi casi l’attore recita a viso scoperto, in kimono e hakama invece di indossare il costume completo e la maschera. Le shimai vengono eseguite su testi poetici cantati da pochi attori e chi interpreta la danza è l’unico a muoversi in scena.

«LAquila Capitale Italiana della Cultura 2026 si conferma luogo di incontro tra civiltà e linguaggi universali» ha commentato Pierluigi Biondi, Sindaco dell’Aquila. «Con il progetto Nanakorobi Yaoki, la Fondazione Giorgio de Marchis porta nel cuore della nostra città lessenza del Teatro Nō, arte millenaria. Ospitare questa manifestazione significa onorare la memoria di Giorgio de Marchis, che tanto ha fatto per il dialogo tra Italia e Giappone, e ribadire la vocazione internazionale della nostra città, capace di guardare al futuro attraverso la forza della cultura.»

Come scrive la direttrice della Fondazione, Diana Di Berardino: «Il progetto intende valorizzare e approfondire il dialogo che il territorio aquilano e la Fondazione stessa intrattengono con il Giappone, un Paese lontano geograficamente, ma affine per storia e sensibilità. Due territori che condividono una memoria segnata da esperienze simili, che hanno conosciuto il dolore della distruzione attraverso i terremoti, ma che, nello stesso tempo, hanno superato attraverso larte, la cultura e la memoria. Puntualmente questi luoghi hanno avuto la forza di affrontare il destino e di tornare a vivere e a ricostruire. Ma non è solo il terremoto ad accomunare i due Paesi: LAquila ha dato i natali a Giorgio de Marchis, protagonista della vita culturale italiana, fine intellettuale, critico darte, dirigente del Ministero della Cultura e per quindici anni Direttore dellIstituto Italiano di Cultura a Tōkyo. Il teatro nō racconta dei sentimenti delluomo amore, gelosia, rabbia, passione, dolore, morte: le fotografie di Fabio Massimo Fioravanti documentano ed esprimono tutto questo. In questa prospettiva, Nanakorobi Yaoki diventa non solo un motto, ma una visione: cadere, rialzarsi, e fare della resilienza un atto creativo e collettivo.»

E Matteo Casari nel testo in catalogo: «Dal mito della caverna celeste alle inquietudini del mondo contemporaneo, il nō non ha mai smesso di cercare luce nelle zone dombra dellesperienza umana. Ogni volta che il canto si leva e il gesto si dispiega nello spazio spoglio del palco, si rinnova lantico compito di ricomporre il disordine, dare forma allindicibile, trasformare il dolore attraverso la bellezza. Custodendo un codice rigoroso e insieme aprendosi al tempo che lo attraversa, il nō continua a farsi luogo di soglia tra visibile e invisibile, tra memoria e presente. E in quellistante sospeso in cui parola, musica e silenzio si accordano, affiora ancora la possibilità di intravedere, magari per un solo istante, larmonia.»

Durante i mesi di maggio e giugno sono previsti diversi appuntamenti di approfondimento:

Sabato 23 maggio: Incontro con lartista Keiko Udaka, che illustrerà larte della realizzazione di una maschera NŌ tra tradizione e innovazione, e performance di Monique Arnaud nel cortile del Palazzo Cappa Cappelli.

Sabato 30 maggio: il giornalista e scrittore Paolo Di Paolo sarà in dialogo con Dacia Maraini sulle sue esperienze di vita in Giappone.

Sabato 6 giugno: concerto di Fabrizio Valente che si esibirà con lo shakuhachi, strumento a fiato tipico giapponese.

Sabato 13 giugno: Claudia Iazzetta in conferenza: “Come un’erba che fluttua nell’acqua: Komachi e altri personaggi femminili nel teatro NŌ”.

Sabato 20 giugno: finissage della mostra con una conferenza-dialogo sul teatro giapponese tra il professor Matteo Casari, docente di Storia dei Teatri in Asia, Culture performative dellAsia dellUniversità di Bologna e Fabio Massimo Fioravanti.

BIOGRAFIE

Fabio Massimo Fioravanti (Roma,1955). Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso La Sapienza Università di Roma, inizia nel 1980 lattività di fotografo collaborando con riviste italiane e straniere, case editrici e agenzie dimmagini. Unisce le sue due grandi passioni di vita – il viaggio e la fotografia – realizzando numerosi reportage fotografici sul Giappone, lAsia Centrale, lAfrica del sud ed il Medio Oriente. Collabora con numerosi artisti – pittori, musicisti, scrittori, attori, performer – a progetti multidisciplinari in comune; con il J.P.A.R.C. (Japanese Performing Arts Research Consortium) di Kyōto; con la Scuola Teatro Kongō, una delle cinque Scuole in cui si tramanda il teatro nō. Nel 2020 ha vinto il Premio Internazionale della Fondazione Cesare Pavese. Sue opere si trovano in importanti Musei e Collezioni private tra cui: Museo Nazionale dArte Orientale Cà Pesaro, Venezia; Biblioteca Nazionale di Grottaferrata, Roma; Fondazione De Marchis, LAquila; Collezione di fotografia contemporanea In Vista, LAquila. Ha pubblicato vari libri fotografici tra cui: Immaginare linvisibile, Fondazione De Marchis 2026; Kyoto Butoh-kan, Voglino Editrice 2021; Una storia quasi solo damore, Feltrinelli 2018; Elegia Siriana / A Syrian Elegy, CasadeiLibri Editore 2016; La Via del Noh / The Way of Noh, CasadeiLibri Editore 2014; Zuiganji: la vita dei monaci Zen, Edizioni Novale 2011; Per Alberto Moravia: luoghi e ricordi, Edizioni Empirìa 2007; Imagine Uzbekistan, Edizioni Novale 2006. È autore di numerose mostre – personali e collettive – in musei pubblici e gallerie private in Italia e in Giappone.

Keiko Udaka (Kyōto, 1980). Da piccola ha recitato in numerosi nō in ruoli affidati ad attori-bambini. All’età di 10 anni comincia la scultura di maschere nō nella bottega del padre – Udaka Michishige – attore shite della Scuola Kongō. Si laurea all’Università delle Belle Arti di Kyōto. Nel 2007 partecipa e gestisce l’esibizione di maschere nō durante la tournée della famiglia Udaka in Francia e Germania. Ha creato maschere per alcuni personaggi del videogioco Apex Legends. Nel 2023 appare con lattore Keanu Reeves in un video documentario realizzato da Roman Coppola per la Suntory. Insegna la sua arte a Kyōto e Tōkyo e tiene workshop e conferenze nelle università del Giappone. Oltre alle maschere classiche del repertorio del nō, si dedica anche alla creazione di nuove figure rappresentative della contemporaneità, come ad esempio le mascherineche riproducono solo la parte inferiore di una maschera del nō.

Monique Arnaud. Shite e shihan, è praticante del canto e della danza del teatro nō con i maestri Udaka della Scuola Teatro Kōngo ed ha interpretato le prime parti di diversi titoli del repertorio sulle scene giapponesi. Ha insegnato regia teatrale allUniversità IUAV di Venezia; curato la regia di performance site specific nel Palazzo Ducale, Venezia e all’Arsenale, Venezia. Ha curato regie di teatro musicale per la Fondazione La Fenice, Venezia; per la Biennale Musica, Venezia; per il Teatro Due di Parma. Dal 2004 collabora a regie di opere liriche in Italia, Spagna, Giappone, Cina. Pratica la scultura di maschere con la maestra Keiko Udaka.

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni dOcre viene istituita a LAquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dellarte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano larchivio composto da quasi 200.000 pezzi, oltre a cataloghi di mostre, monografie e saggi. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.

INFO

Nanakorobi Yaoki
Cadere sette volte, rialzarsi lottava
Fabio Massimo Fioravanti – Immaginare linvisibile
Inserito nel programma dellAquila Capitale italiana della Cultura 2026
sostenuto e promosso dal Comune dellAquila
Con il patrocinio dellAmbasciata del Giappone in Italia e dellIstituto Giapponese di Cultura (Japan Foundation
国際交流基金)
Catalogo, a cura della Fondazione Giorgio de Marchis, in mostra con i testi di Fabio Massimo Fioravanti, Matteo Casari, Diego Pellecchia, Monique Arnaud, Rebecca Teele Ogamo, Udaika Keiko.

Inaugurazione 16 maggio 2026 ore 18.00
Fino al 20 giugno 2026
Orari: giovedì 11.00 – 13.00 / 17.00 – 19.30; venerdì, sabato e domenica da definire – Ingresso libero

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni dOcre
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – LAquila (AQ) – www.fondazionedemarchis.it

Contatti
Diana Di Berardino tel. 3384581985 | Barbara Olivieri tel. 3498832591 fondazione.demarchis@gmail.com

Valentina Equizi
Graphic designer e social media manager – valentina.equizi88@gmail.com – tel. 3497500772

Ufficio stampa

Roberta Melasecca_associazione blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it – tel. 3494945612
cartella stampa su www.melaseccapressoffice.it