Mostra New York anni Ottanta al Palazzo della Cultura di Catania con opere di pop art e street art di artisti come Keith Haring e Robert Indiana

New York anni Ottanta al Palazzo della Cultura di Catania: mostra su pop art, street art e cultura urbana

New York anni Ottanta, prosegue la mostra a Catania con l’arrivo di nuove opere

Fino al 12 luglio, in scena pop e street art al Palazzo della Cultura di Catania

Prosegue con grande successo al Palazzo della Cultura di Catania la mostra New York anni Ottanta. Il movimento culturale che ha rivoluzionato l’Arte, la Musica e la Moda dell’intero pianeta, inaugurata il 29 gennaio alla presenza del Sindaco Enrico Trantino.

L’esposizione, curata da Giuseppe Stagnitta e Marco Kayone Mantovani e prodotta da Metamorfosi Eventi ed Emergence Festival, con il patrocinio del Comune di Catania e catalogo Gangemi Editore, dal 15 marzo si arricchisce di nuove opere di straordinario rilievo. Tra queste spicca un pannello realizzato da Keith Haring per il negozio di Elio Fiorucci a Milano nel 1983, proveniente dalla famiglia Fiorucci e oggi parte della collezione di Jonathan Fabio. L’opera amplia la sezione dedicata al rapporto tra Haring e l’Italia, offrendo al pubblico materiali di eccezionale valore storico e culturale.

Particolarmente significativo, a questo proposito, il celebre ricordo di Elio Fiorucci sull’intervento dell’artista nel suo store milanese nel 1983:
“Rimase nel negozio per un giorno e una notte ininterrottamente, ricoprendo qualsiasi superficie con il suo tratto irriverente, con le sue immagini ironiche piene di energia, facendosi aiutare da Angel Ortiz, un giovane writer soprannominato Little Angel II. […] Il mio negozio si trasformava in un’opera d’arte contemporanea”.

Accanto al lavoro di Haring arrivano anche tre opere di Robert Indiana dalla collezione di Jonathan Fabio, tra cui il celebre Love, una delle icone assolute dell’arte contemporanea. La composizione, con la “L” maiuscola e la “O” inclinata, ha trasformato il concetto di amore in un simbolo universale. Indiana ribaltò il motto “God is Love” in “Love is God”, conferendo al tema una dimensione sacrale e dinamica. L’opera ha avuto un impatto enorme sull’immaginario collettivo e continua a rappresentare un emblema di connessione umana.

La mostra racconta la stagione unica in cui la New York degli anni Ottanta divenne il centro propulsore di una trasformazione che investì arte, musica, moda e cultura visiva.

Il percorso espositivo mette in dialogo: il Mainstream, con opere di Andy Warhol, Robert Indiana, Keith Haring, Jean‑Michel Basquiat, Richard Hambleton, Kenny Sharf, Ronnie Cutrone, James Brown, Joseph Beuys, Robert Morris, Sol LeWitt, Arman, Richard Tuttle e altri. L’Underground, con la nascita di hip hop, break dance, graffiti writing e street art, movimenti che rivendicavano emancipazione sociale, culturale e razziale, rappresentati da Rammellzee, Delta, Phase 2, A-One, Kool Koor, Coco 144 e altri.

Oltre 150 opere, provenienti da collezioni private internazionali e importanti gallerie, sono affiancate da fotografie iconiche di Helmut Newton, Christopher Makos e Martha Cooper, da una video‑installazione di Henry Chalfant e da filmati inediti realizzati da Alessandra Bergero su Rammellzee.

La mostra esplora inoltre la nascita di MTV, dei primi videoclip narrativi e dell’estetica pop che ha ridefinito il rapporto tra musica e immagine. Sono esposti oggetti simbolo della cultura street – come gli stereo portatili – e album firmati da Warhol, Basquiat, Rammellzee (presente all’inaugurazione dello scorso gennaio) e dagli esponenti della scena rap emergente.

Il percorso è arricchito da contributi critici di Annina Nosei, Elio Fiorucci, Joe La Placa, Fab 5 Freddy, Patti Astor, Sara Nitti e di numerosi artisti che vissero in prima persona quella straordinaria stagione.