Ottavio Mangiarini, volto femminile dai Carnet di viaggio, Donne 2026, Melograno Art Gallery, Livorno

Ottavio Mangiarini – Donne 2026 – Melograno Art Gallery, Livorno

Ottavio Mangiarini

Donne 2026

Rassegna d’Arte Contemporanea a Livorno

Melograno Art Gallery

– 11 marzo 2026

Vernissage sabato 7 marzo ore 18

una donna in verde liquidi opera di Ottavio Mangiarini

Ottavio Mangiarini, classe 1990, ha costruito negli anni un linguaggio pittorico essenziale, rigoroso, capace di ridurre la figura all’osso senza mai svuotarla di intensità. La sua formazione tra il Liceo Artistico e l’Accademia di Brera, con un approfondimento sulla Terapeutica Artistica, emerge chiaramente in ogni opera: il suo non è un gesto decorativo, ma un’indagine. Una ricerca che attraversa la memoria, l’osservazione quotidiana, la ripetizione come metodo e come rivelazione.

Quest’opera, parte dei suoi Carnet di viaggio, non ha titolo, e forse non potrebbe averne. È un volto incontrato nel cammino, una presenza colta al volo, un’espressione che non si lascia definire. La figura femminile è costruita con pochi segni: un verde tenue, liquido, che sembra sciogliersi nella carta; una china che traccia linee sottili, sovrapposte, quasi esitanti. È un volto che appare e scompare, come se emergesse da un ricordo più che da una scena reale.

La sproporzione è voluta, calibrata. Un occhio è finito, preciso, quasi troppo presente; l’altro è trasparente, inclinato, appena accennato, come se appartenesse a un’altra versione della stessa persona. Questa asimmetria non è un difetto: è il cuore dell’opera. È ciò che rende il volto vivo, instabile, in movimento.

L’espressione è indecifrabile. Potrebbe essere una sfida, un fastidio, un sospiro trattenuto. Oppure quella sospensione tipica dei viaggi: quando si è in treno, o in autobus, e il pensiero scivola via senza che ce ne accorgiamo. È un volto che pensa, ma non sappiamo cosa. Un volto che non si offre, ma non si nasconde. Un volto che esiste in quella zona intermedia tra presenza e assenza, tra attenzione e autoipnosi.

Mangiarini lavora proprio su questo: sulla soglia. Le sue figure non raccontano una storia, ma un attimo. Non cercano la somiglianza, ma la verità emotiva. In questo volto, fragile e insieme fermo, c’è tutta la sua poetica: la capacità di cogliere l’essenza di un incontro, e di trasformarlo in un’immagine che continua a interrogare chi guarda.

Maria Teresa Majoli, febbraio 2026

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Melograno Art Gallery

Livorno, via Marradi 62/68

Orario:
10/12.30 e 16/20. Domenica e festivi 10/12.30 e 17/20.
Chiusi la mattina del lunedì.