Installazione fotografica di Phillip Toledano dalla mostra Another America, immagini surreali ispirate agli Stati Uniti anni ’40 e ’50, generazione AI, Fabbrica Eos Milano, settembre 2025.

Phillip Toledano – Another America: Mostra Personale a Milano presso Fabbrica Eos

TALLULAH STUDIO ART
in collaborazione con
FABBRICA EOS

PRESENTANO
LA MOSTRA PERSONALE DI
PHILLIP TOLEDANO
ANOTHER AMERICA

Progetto fotografico a cura di Patrizia Madau e Rebecca Delmenico
4 settembre – 2 ottobre 2025

Vernissage con cocktail
Giovedì 11 settembre 2025 dalle 18.00 alle 21.00
Fabbrica Eos, viale Pasubio 8/A, Milano

R.S.V.P.
Si prega di dare gentile conferma al contatto dell’ufficio stampa riportato in calce


Milano, 4 settembre 2025
Tallulah Studio Art, in collaborazione con Fabbrica Eos, ha il piacere di presentare la prima mostra personale a Milano di Phillip Toledano, Another America.

Classe 1968, Toledano, londinese di nascita e newyorkese di adozione, è riconosciuto come uno degli artisti visivi più innovativi e apprezzati nel panorama internazionale. Con nove progetti all’attivo, tra cui When I Was Six, Days With My Father – manifesto d’amore per il padre – e Another Kind Of Beauty, nel nuovo progetto raccolto nel libro Another America, pubblicato dalla casa editrice L’Artiere nel 2024, l’artista sfida la tradizionale percezione della fotografia come mezzo di verità attraverso immagini generate dall’intelligenza artificiale, accompagnate da racconti dello scrittore John Keeney.

L’ambientazione delle opere di Toledano richiama l’immaginario degli Stati Uniti degli anni ’40 e ’50, perché la fotografia di quell’epoca era il linguaggio della verità, del fotogiornalismo di Robert Capa e dei grandi maestri della fotografia. Le immagini in mostra presentano situazioni bizzarre e al limite dell’assurdo: dalle sigarette che si espirano dal retro della testa, alle teste che prendono fuoco, passando per meduse volanti create dall’inquinamento nella metropoli fino agli animali che accudiscono orfani per le strade di New York.

Queste rappresentazioni, sebbene familiari, destabilizzano la nostra percezione del reale. L’artista afferma che “l’arrivo dell’intelligenza artificiale ha avuto come conseguenza che ogni bugia può avere ora una prova visiva convincente”, mettendo in luce la sottile linea tra realtà e finzione e dimostrando il potere della fotografia di influenzare la memoria collettiva.

Il libro si apre con una riflessione sulla verità in America: “La verità in America è andata lentamente morendo nell’ultimo decennio”, descrivendo un paese consumato dalle teorie del complotto, dove i fatti e la storia sono diventati delle scelte personali. Con l’intelligenza artificiale, è possibile creare prove visive per sostenere qualsiasi teoria, trasformando la menzogna in qualcosa di apparentemente reale.

Per milioni di persone, i fatti sono una scelta. L’arrivo dell’Intelligenza Artificiale è la fase successiva nella scomparsa della verità. Possiamo ricreare il mondo come non è mai stato. Per ogni teoria del complotto può esserci una prova visiva. Another America prende questa idea e crea una storia che non è mai esistita. È successo davvero? È questa la vera storia? Le immagini sono allo stesso tempo familiari e strane, proprio come il mondo in cui viviamo.

“Ho realizzato una piccola serie sull’idea ‘E se Donald Trump fosse nato come una persona della classe media a New York, come sarebbe la sua vita?’ Questo mi ha aperto gli occhi sulla capacità dell’Intelligenza Artificiale di ricreare e reinventare la storia, che culturalmente è il punto in cui ci troviamo negli Stati Uniti in questo momento.” – Testo tratto dall’intervista di Rebecca Delmenico riportata di seguito.

L’artista definisce il suo lavoro come una forma di surrealismo storico, utilizzando l’intelligenza artificiale per re-immaginare la storia in modo che ci faccia dubitare di ciò che è reale. Creare una storia alternativa dell’America attraverso immagini plausibili collocate negli anni Quaranta è una delle modalità con cui esplora questo tema.

Guardando al futuro, Toledano riflette sul ruolo crescente dell’Intelligenza Artificiale nell’arte e nella fotografia. Come accadde con l’avvento della fotografia nel XIX secolo, anche l’AI rappresenta una nuova frontiera che alcuni artisti sapranno sfruttare con maestria. L’artista si interroga su come la fotografia potrebbe evolversi in risposta alle capacità dell’AI, suggerendo che potremmo assistere a un movimento artistico analogo all’Impressionismo, nato come risposta al realismo fotografico.

Phillip Toledano, con Another America, ci offre uno sguardo provocatorio su come l’Intelligenza Artificiale possa trasformare la nostra comprensione della storia e della verità visiva. Il suo lavoro ci invita a riflettere su come la tecnologia stia ridefinendo i confini tra realtà e finzione, ponendo nuove domande sul futuro dell’arte e della cultura visiva.

Intervista di Rebecca Delmenico, agosto 2024
RD: Nel definire il tuo lavoro parli di surrealismo storico, vuoi dire qualcosa in merito?
PT: Sì, nello specifico è l’uso dell’Intelligenza Artificiale per re-immaginare la storia in modo convincente, è la distorsione della storia che ci fa dubitare di ciò che è reale, che penso sia il futuro che abbiamo di fronte a noi, la presenza stessa dell’Intelligenza Artificiale rende tutto vero e niente vero, contemporaneamente.

RD: Hai usato l’Intelligenza Artificiale per creare una storia alternativa dell’America, nella quale le immagini sono spesso plausibili, collocando i fatti negli anni Quaranta e Cinquanta. Puoi raccontarci nello specifico perché questa scelta?
PT: Siamo tutti cresciuti con le immagini degli anni Quaranta e Cinquanta, e penso che quando guardiamo quel tipo di immagini diamo per scontato che siano vere e reali: volevo sfruttare quel riflesso per queste nuove immagini AI, per confondere ulteriormente lo spettatore.

RD: Se il concetto di “verità” è morto, credi che esista ancora una verità visiva?
PT: Naturalmente la verità visiva esiste ancora, ma sarà molto più difficile distinguere la verità dalla finzione, e la finzione ora è così facile da creare.

RD: Qual è stato l’aspetto più interessante del lavorare con l’AI? E l’aspetto più difficile?
PT: La cosa più interessante è che tutto è possibile, il che in un certo senso lo rende anche impegnativo, perché significa che il concetto di lavoro iniziale deve essere molto forte. L’altra cosa che ho trovato stimolante è che l’Intelligenza Artificiale è molto brava nel surreale, ma a volte trova più difficile gestire diverse idee opposte contemporaneamente, ad esempio creare una credibile scena di strada a New York degli anni Cinquanta e poi iniettare un po’ di surrealismo in quella scena. Quando scriviamo, diamo sempre per scontato che il pubblico sia umano, ma quando parli con l’AI, sai che lei capirà le frasi e l’ordine delle parole in modo diverso; quindi, devi capire un po’ come pensa, è un’esperienza molto interessante comunicare con qualcuno di non umano.


Tallulah Studio Art
Fondata nel 1999 da Patrizia Madau, mente eclettica e sensibile alle evoluzioni del linguaggio visivo, Tallulah Studio Art è un progetto che unisce creatività e consulenza nei mondi dell’arte, del design e della fotografia. Da oltre vent’anni il focus dello studio è orientato alla ricerca di talenti emergenti, con una attenzione costante alle nuove generazioni e ai linguaggi sperimentali. Forma, materia e pensiero critico si intrecciano per dare vita a una proposta curatoriale dinamica e profondamente contemporanea.

Ogni progetto è il frutto di uno studio attento e di un dialogo aperto con il presente, in cui l’intuizione creativa si fonde con l’impegno etico. Impegnato attivamente nella promozione di diversità, inclusione e rispetto, lo studio ha collaborato con Arcus Pride Art – Clifford Chance a sostegno di Casa Arcobaleno Milano.

Più recentemente, ha avviato una sinergia con Fondazione TOG, integrando arte e cura in un percorso innovativo dedicato alla cura e benessere dei bimbi affetti da patologie neurologiche gravi attraverso la creatività.

La piattaforma online di Tallulah Studio Art ospita una selezione curata di arte e fotografia contemporanea, con una sezione dedicata alla ricerca fotografica emergente. Patrizia Madau promuove attivamente lo scambio culturale tra artisti italiani e internazionali, sostenendone la crescita attraverso mostre, fiere, eventi e talk.


Esposizioni e collaborazioni
Dal 1999, Tallulah Studio Art ha curato e promosso numerosi eventi artistici in occasione di importanti appuntamenti artistico/culturali, tra cui:

  • Wopart Svizzera, Lugano

  • Mia Photo Fair, Milano

  • The Phair Photo Art, Ogr Torino

  • Arcus Pride Art Exhibition, Clifford Chance Milano

  • Boscolo Art, Nizza

  • Everybody Talks, Scalo Farini, Galleria Lampo, Milano

  • Epipla Basement – Being Human, Milano

  • Daam – Playtiles – The Instant, Milano

  • Fabbrica del Vapore URBAN HUB COLLECTIVE, Milano

  • “Please leave your world here”, Milano

Collabora con artisti di rilievo internazionale, tra cui: Nigel Coates, Michael Roberts, Gerry De Bastiano, Gian Paolo Barbieri, Edland Man, Gian Piero Gasparini, Renzo Buttazzo, Thomas Berra, Federico Unia, Fabio Roncato, Pier Lorenzo Salvoni, Giada Barbieri, Donata Clovis, Patrick Corrado, Riccardo Bonfadini, Bruna Rotunno, Piero Figura, Dario Zucchi, Carlo Bevilacqua, Keila Guilarte, Elmer De Haas, Maurizio Forcella, Dina Goldstein, Donatella Izzo, Glen Wexler, Phillip Toledano.


Fabbrica Eos
Fondata a Milano all’inizio degli anni ’90 da Giancarlo Pedrazzini, la galleria promuove artisti all’esordio e valorizza lo scambio tra gallerista e artista. La filosofia: “l’Arte è 5 minuti più avanti da adesso”.

A marzo 2019 la galleria ha aperto un secondo spazio espositivo a Milano, con una vetrina illuminata fino a sera. A dicembre 2021 e 2022, in occasione della settimana dell’arte di Miami, ha organizzato mostre d’arte all’interno dell’Istituto Marangoni Miami.

Si ringrazia Cantina Rossetto Vini – www.rossettovini.com


INFO MOSTRA

PHILLIP TOLEDANO – ANOTHER AMERICA
Progetto fotografico a cura di Patrizia Madau e Rebecca Delmenico
4 settembre – 2 ottobre 2025
Fabbrica Eos, viale Pasubio 8/A, Milano
Vernissage con cocktail: Giovedì 11 settembre dalle 18.00 alle 21.00

Orari:
Lunedì – sabato | ore 11.00/13.00 – 15.30/18.30
Domenica | ore 15.00 – 19.00

Contatti:
Fabbrica Eos / Tallulah Studio Art
Arte Contemporanea – Patrizia Madau
Viale Pasubio 8/A, Milano
Tel. +39 02 6596532 | Tel. +39 335 5929562
www.fabbricaeos.it | www.tallulahstudioart.com
patriziamadau@tallulahstudioart.com

UFFICIO STAMPA
Studio Battage, Milano
Margherita Baleni | +39 347 445 2374 | margherita.baleni@battage.net