Pier Paolo Calzolari, Opere scelte, mostra personale a cura di Sergio Risaliti da 21Art Montecarlo, dal 1° ottobre 2026 al 9 gennaio 2027.

Pier Paolo Calzolari, “Opere scelte” – Montecarlo

PIER PAOLO CALZOLARI. Opere scelte

a cura di Sergio Risaliti

21Art Montecarlo
1° ottobre 2026 – 9 gennaio 2027

Dopo la mostra inaugurale dedicata a Jan Fabre, 21Art Montecarlo prosegue il proprio programma espositivo con una personale di Pier Paolo Calzolari (Bologna, 1943), tra le figure di riferimento dell’Arte Povera, movimento nel quale l’artista ha sviluppato una ricerca autonoma, caratterizzata da una forte tensione poetica e da una particolare attenzione alla dimensione letteraria dell’opera.

Curata da Sergio Risaliti, l’esposizione Pier Paolo Calzolari opere scelte sarà aperta al pubblico dal 1° ottobre 2026 al 9 gennaio 2027 negli spazi monegaschi di 21Art, all’interno del nuovo eco-quartiere Mareterra progettato da Renzo Piano (22, Quai du Petit Portier).

Il percorso espositivo riunisce una selezione di opere realizzate prevalentemente nel 2025, affiancate da alcune incursioni nel recente passato, restituendo la continuità di una ricerca che, a oltre cinquant’anni dalle prime esperienze, conserva intatta la propria capacità di misurarsi con i processi della percezione.

«Nella mostra di Monaco la superficie di rappresentazione si carica a sale, si fa spessore, di natura alchemica; gli oggetti una volta accolti da quel campo visivo spazzano via l’irrealtà dell’immagine dipinta, l’inganno mimetico, per restituire all’immaginazione un corpo reale, una fisicità� che estende la sua energia in molteplici direzioni, dal poetico al letterario, dal mitico al surreale, in un gioco continuo di contaminazioni, ibridazioni e� scambi che possono essere di qualità, di sostanza, e pure simbolici. L’intento profondo di Pier Paolo Calzolari, anzi direi la sua poetica del profondo, intende esaltare e rigenerare la unione delle forze in campo e il loro scambio gratuito dal punto di vista della natura e dell’uomo, in cui a dominare siano la sensibilità e l’immaginazione dell’uno, la potenza generatrice dell’altra, l’infinita varietà di forme bellissime. Un creare arte che sia anche un restituire stupore all’uomo contemporaneo che vive di alienazioni e di violenza, sempre più disilluso, privato di stupore e di poesia», scrive il curatore Sergio Risaliti.

«Per me non esiste nulla di invisibile, ogni cosa si testimonia lasciando una traccia», scrive Calzolari. «Per me una traccia olfattiva, una corrente d’aria sono strutture fisiologiche tangibili, perché sono realtà, non illusioni della realtà, non sono fantasmi, e i fantasmi stessi sono tangibilmente presenti…».

In questa concezione si concentra una parte essenziale della poetica di Calzolari: l’opera non si limita a occupare uno spazio, ma ne registra e attiva le presenze, trasformandolo in un luogo di passaggio e di sedimentazione di odori, segni, tracce, pensieri e desideri. «Io concepisco il lavoro in uno spazio pubblico, come un tempio, una basilica laica, un posto dove la gente appunto lascia odori, segni, tracce, sudori, pensieri, desideri, gangli consunti, richieste, preghiere», prosegue l’artista. «Queste sono tutte linee di forza percepibili, come le linee di forza tintorettiane».

L’artista affida la costruzione dell’opera a materiali e processi elementari, sottraendoli alla loro funzione ordinaria per restituirli a una dimensione percettiva e simbolica. L’essenzialità formale non coincide tuttavia con la semplicità: ogni elemento diviene portatore di energia, memoria e possibilità evocativa.
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Aria, fuoco, terra e acqua costituiscono alcuni dei riferimenti primari di questa ricerca, continuamente ricomposti attraverso l’accostamento di materiali eterogenei. A elementi artificiali legati alla dimensione urbana e semi-industriale – rottami, oggetti d’uso quotidiano, tubi al neon – Calzolari affianca pigmenti, sale, cotone, metallo, fuoco e altri materiali naturali. Conchiglie, piume e petali disseccati introducono inoltre una componente organica, capace di conferire alle opere una dimensione contemplativa e, in alcuni casi, suggestioni di matrice orientale.

L’apertura della prima sede internazionale segna un nuovo capitolo nel percorso di espansione di 21Art e conferma il ruolo centrale del Principato di Monaco come destinazione europea per l’arte contemporanea.

Secondo il modello ormai consolidato di 21Art, anche alla galleria di Monaco si affianca un members club – 21Art Club – ovvero un’innovativa community di collezionisti e operatori di settore, capace di garantire un sostegno strutturato e duraturo agli artisti, contribuendo alla costruzione di un ecosistema culturale dinamico e condiviso. Gli spazi del Club, progettati dal collettivo Fosbury Architecture, ospitano salotti culturali e momenti di dialogo, approfondimento e avvicinamento all’arte contemporanea rivolti ai collezionisti del Club monegasco e aperti ai members dei Club di Roma, Padova e Treviso di passaggio nel Principato.

La mostra è visitabile da martedì a domenica con orario 10.00-19.00; chiuso per le festività dal 24 al 28 dicembre compresi. Per informazioni: T. +377 37 705878, WhatsApp +44 7824 325808, montecarlo@21art.it.

Il programma completo delle mostre e delle attività promosse da 21Art, società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell’imprenditore Davide Vanin, è disponibile sul sito https://twentyoneart.com/.