Raimondo Colantonio, Gravante, Maura Mattiolo e Sante Muro alla Melograno Art Gallery di Livorno, con la cromoterapia di Ambra Ceragioli
Da giovedì 22 gennaio alla Melograno Art Gallery
Da giovedì 22 gennaio, la Melograno Art Gallery di Livorno presenta una nuova esposizione collettiva con opere di Raimondo Colantonio, Enzo Gravante, Maura Mattiolo e Sante Muro.
Il vernissage è in programma sabato 24 gennaio alle ore 18.
Durante l’inaugurazione, Ambra Ceragioli accompagnerà il pubblico in una breve introduzione ai suoi corsi e percorsi di crescita e analisi personale, legati alla cromoterapia e alla cristallopratica, discipline che esplorano il rapporto tra colore, energia e benessere interiore.
📍 Melograno Art Gallery, Livorno
Raimondo Colantonio
Il lungo cammino bianco – Il mare dentro
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La pittura di Raimondo Colantonio nasce dall’intreccio profondo tra memoria, esperienza vissuta e tensione poetica. Nel ciclo Il lungo cammino bianco, l’artista rievoca il dramma umano dell’inverno russo del 1943, rendendo omaggio ai soldati italiani impegnati in una delle pagine più dure della storia del Novecento. Le figure, appena accennate, si sostengono l’una con l’altra in una distesa gelata senza confini, dissolvendosi nella luce lattiginosa della neve. La pittura, essenziale e misurata, costruita su tonalità rarefatte, restituisce un racconto silenzioso di resistenza, dignità e speranza.
Accanto a questo nucleo si sviluppa Il mare dentro, progetto che raccoglie decenni di ricerca dedicata al mare, elemento fondante della poetica di Colantonio. Nato a Torre del Greco, l’artista ha instaurato fin dall’infanzia un rapporto intimo con l’ambiente marino, maturato prima attraverso il lavoro del padre sulle navi e poi durante il servizio militare in Marina. Da questa esperienza nasce una pittura in cui il mare è presenza viva, memoria personale e metafora esistenziale.
Nei dipinti osservati “da riva”, la luce diventa protagonista: l’alba che rischiara l’acqua, il cielo carico prima del temporale, il tramonto che avvolge l’orizzonte. Nei lavori “da dentro”, invece, lo spettatore viene immerso nella materia stessa del mare, tra spruzzi, foschie e movimenti continui. Ogni tela diventa così un varco sensibile tra uomo e natura, invitando a superare la superficie per entrare in un dialogo più profondo con le emozioni e il ricordo.
Gravante
Scpopri le opere di Gravante (Zeno Travegan) disponibili in galleria
Enzo Gravante (1962), noto per anni con lo pseudonimo Zeno Travegan (anagramma del suo nome), dal 2021 firma le proprie opere semplicemente come Gravante, segnando una scelta identitaria e artistica consapevole. Attivo nella pittura dalla metà degli anni Ottanta, il suo lavoro si articola principalmente in due cicli: Acciughe e Astratto.
Per oltre venticinque anni Gravante è stato giornalista professionista, occupandosi di cultura e spettacolo, con una particolare attenzione alla musica e al jazz. Questo passato riaffiora costantemente nella sua pittura, dove ritmo, gesto e colore dialogano come elementi di una partitura visiva. L’abbandono del giornalismo nasce da un’esigenza interiore: colmare un vuoto, dare forma a un’urgenza espressiva rimasta a lungo in sospeso.
Il ciclo delle Acciughe prende avvio dal tema del silenzio, inteso come spazio necessario alla riflessione e alla ricerca, in contrasto con il rumore incessante del presente. I pesci, inizialmente metafora, diventano progressivamente protagonisti di una pittura dinamica e luminosa. Le acciughe, sfuggenti e veloci, si trasformano in riflessi cromatici che catturano la luce dell’acqua in una continua variazione di colori.
Nel ciclo “Anciue”, termine genovese che richiama le radici liguri, Gravante rafforza il dialogo tra classicità e contemporaneità, inserendo spesso spartiti musicali d’epoca come fondo pittorico. Il movimento dei pesci diventa così ritmo visivo, eco diretta della musica che ha segnato il suo percorso umano e professionale.
Per Gravante, l’astrazione non è assenza di significato, ma presenza assoluta. Le forme, solide e permanenti come monoliti, si caricano di senso attraverso il colore, che riflette stati d’animo, tensioni interiori e aperture emotive. L’artista non cerca una spiegazione univoca dell’opera, ma un dialogo libero con lo sguardo dello spettatore, lasciando che siano le sfumature, gli angoli e le superfici a evocare ricordi e suggestioni personali.
Ha esposto in numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero; le sue opere sono presenti in collezioni private internazionali. Vive e lavora a Lucca.
Maura Mattiolo
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La ricerca pittorica di Maura Mattiolo si muove con naturalezza tra informale e astrazione, affidando al colore il ruolo di vero protagonista del processo creativo. La forma, mai imposta, emerge progressivamente dai rapporti cromatici, dalle sovrapposizioni e dalle divisioni dei piani, costruendo spazi aperti e atmosfere in continua trasformazione.
Le sue tele sono attraversate da pennellate decise e materiche, spesso dominate da tonalità calde e vibranti, capaci di trasmettere energia e movimento. Anche nelle composizioni più raccolte, il colore introduce una tensione vitale che anima la superficie. Pur rimanendo nell’ambito dell’astrazione, le opere conservano tracce di paesaggi interiori e memorie reali, trasformate in visioni evocative che non descrivono, ma suggeriscono.
Mattiolo si riconosce nella pittura informale, dove il colore diventa generatore di forme leggere, mai completamente definite. Nel suo lavoro convivono rimandi all’astrazione lirica, accenni di naturalismo astratto e, talvolta, strutture che sfiorano il cubismo. Un ruolo centrale è occupato dal legame con il Polesine, terra d’origine che ritorna come orizzonte emotivo fatto di luce, cielo e silenzi. La sua pittura diventa così una geografia intima, aperta all’interpretazione, capace di accogliere lo sguardo di chi osserva.
Sante Muro
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Sante Muro (1978), nato a Polla e residente a Satriano di Lucania, è un artista autodidatta che utilizza principalmente l’olio, spesso combinato con pastelli e acrilici. La sua ricerca si concentra sul ritratto e sul paesaggio urbano, due ambiti attraverso cui racconta esperienze di viaggio, incontri e luoghi vissuti.
I ritratti femminili sono caratterizzati da ampie campiture cromatiche e colori intensi, bilanciati da zone d’ombra che ne amplificano la forza emotiva. I volti emergono con decisione, restituendo personalità e interiorità. Nei paesaggi urbani, invece, edifici e scorci cittadini vengono reinterpretati attraverso forti contrasti di luce e colore, trasformando la città in un racconto pittorico vibrante.
La pittura di Muro nasce dall’osservazione diretta, ma si nutre di memoria e sensibilità personale. Attraverso la materia e il colore, l’artista restituisce frammenti di vita, rendendo ogni soggetto – umano o urbano – carico di presenza ed emozione.
Melograno Art Gallery
📍 Via Marradi 62/68 – Livorno
Orari di apertura
10.00 – 12.30 / 16.00 – 20.00
Domenica e festivi: 10.00 – 12.30 / 17.00 – 20.00
Chiuso il lunedì mattina









