Locandina di Reliquie, mostra personale dell'artista ERK14 a cura di Fabio Maietta, in programma al Museo Diocesano di Caserta dal 31 ottobre al 15 novembre 2026.

Reliquie – la mostra personale di ERK14 al Museo Diocesano di Caserta

RELIQUIE

Mostra personale di Erk14

Museo Diocesano di Caserta

Vernissage: sabato 31 ottobre, ore 18. Mostra visitabile fino al 15 novembre

A cura di Fabio Maietta

Il progetto Hearth: Art Starts Here, ideato da Fabio Maietta, torna ad abitare uno dei luoghi più significativi della città di Caserta: il Museo Diocesano. In questo spazio dove memoria, spiritualità e stratificazioni culturali convivono da secoli, sabato 31 ottobre alle ore 18 sarà inaugurata Reliquie, mostra personale di ERK14, artista classe ’86 che vive e lavora a Napoli, la cui ricerca indaga il valore simbolico degli oggetti e la capacità delle immagini di custodire tracce dell’esperienza umana.

L’esposizione, curata da Fabio Maietta, presenta una selezione di opere che trasformano il quotidiano in un territorio di riflessione poetica. Fiori, animali, oggetti d’uso comune, frammenti visivi appartenenti alla nostra esperienza più intima e familiare emergono sulle superfici pittoriche come reperti contemporanei, elementi apparentemente ordinari che l’artista sottrae alla loro funzione originaria per restituirli allo sguardo come depositi di memoria e significato. Le opere di ERK14 si costruiscono per sovrapposizioni, accumuli e relazioni inattese, dando vita a un racconto aperto nel quale ogni immagine conserva la propria identità pur entrando a far parte di una narrazione più ampia e complessa.

Reliquie prende avvio da una domanda semplice e universale: cosa rimane del nostro passaggio nel mondo? Se tradizionalmente una reliquia custodisce la memoria di ciò che è stato, nelle opere di ERK14 essa diventa anche testimonianza del presente. Gli oggetti raffigurati non celebrano sé stessi, ma ciò che trattengono: gesti quotidiani, emozioni, fragilità, desideri e abitudini che definiscono il nostro tempo. Come accade nella memoria, le immagini si incontrano e si sovrappongono seguendo logiche non lineari, generando connessioni che sfuggono a qualsiasi interpretazione univoca. L’opera si trasforma così in un archivio visivo in continua espansione, uno spazio nel quale ciascuno è invitato a riconoscere i propri frammenti di esperienza.

All’interno del Museo Diocesano, questa riflessione assume una particolare intensità. La nozione stessa di reliquia, profondamente legata alla storia e alla dimensione spirituale del luogo, si apre a una lettura contemporanea e universale. Le opere instaurano un dialogo silenzioso con gli ambienti del museo, suggerendo che anche gli oggetti più comuni possono custodire presenze, ricordi e significati capaci di attraversare il tempo. Il visitatore è così invitato a rallentare, osservare e interrogarsi su ciò che resta, su ciò che continua a parlare anche quando sembra marginale o dimenticato.

Con Reliquie, il progetto Hearth prosegue il proprio percorso volto a creare esperienze culturali capaci di mettere in relazione artisti, luoghi e comunità, generando occasioni di confronto e partecipazione. La mostra, visitabile tutti i fine settimana fino a domenica 15 novembre, rappresenta un invito a guardare il presente attraverso le sue tracce più discrete, a riconoscere il valore di ciò che spesso sfugge all’attenzione e a comprendere come ogni epoca produca le proprie reliquie: frammenti silenziosi che raccontano chi siamo e ciò che stiamo diventando.

ERK14,

RELIQUIE

Testo critico di Fabio Maietta

Cos’è una reliquia? Un frammento sopravvissuto al tempo che continua a custodire una presenza, una memoria, una traccia. Non appartiene soltanto al passato: ogni epoca produce le proprie reliquie, i propri oggetti capaci di raccontare ciò che siamo stati e ciò che stiamo diventando.

Il lavoro di ERK14 si muove all’interno di questa riflessione. Le sue opere raccolgono immagini familiari, oggetti ordinari, fiori, animali, simboli che appartengono all’esperienza quotidiana e li sottraggono alla loro funzione originaria. Non sono più semplici elementi riconoscibili, ma testimonianze. Resti di emozioni, desideri, abitudini e fragilità che definiscono il nostro presente.

La sua pittura procede per accumulazione. Le immagini si sovrappongono, convivono, si contaminano reciprocamente. Ogni elemento conserva la propria identità ma, entrando in relazione con gli altri, genera nuovi significati. È una costruzione che ricorda quella della memoria: frammentaria, non lineare, composta da continui ritorni e associazioni. L’opera diventa così uno spazio di sedimentazione, un archivio visivo in cui il quotidiano si trasforma in racconto.

In Reliquie emerge con forza la capacità dell’artista di restituire dignità simbolica a ciò che spesso passa inosservato. Gli oggetti non vengono celebrati per ciò che sono, ma per ciò che trattengono. Diventano contenitori di esperienze, tracce di passaggi umani, presenze silenziose che continuano a parlare anche quando il loro significato sembra essersi consumato.

È in questa tensione tra leggerezza visiva e profondità concettuale che si sviluppa la ricerca di ERK14. Le sue opere non offrono narrazioni chiuse né interpretazioni definitive. Al contrario, costruiscono uno spazio aperto nel quale ciascuno è chiamato a riconoscere i propri frammenti, le proprie memorie, le proprie assenze.

Reliquie non racconta il passato, ma il modo in cui il presente lascia le sue tracce. È un invito a osservare ciò che rimane, a interrogare ciò che apparentemente è marginale, a comprendere che anche gli oggetti più comuni possono diventare depositi di senso. Perché ogni tempo custodisce le proprie reliquie, e forse sono proprio quelle che abitiamo ogni giorno senza accorgercene.

ERK14 nasce a Carmagnola nel 1986. Vive e lavora a Napoli.

Artista, art director e designer, dopo undici anni di lavoro presso agenzie di comunicazione tra Napoli, Roma e Milano, la creazione di un proprio brand di streetwear e collaborazioni come designer con altri marchi moda, nel 2014 si concentra unicamente sulla ricerca artistica, stimolato dalla necessità di raccontare le dinamiche del quotidiano. Inizia così un’intensa ricerca iconologica sulla simbologia degli oggetti d’uso associati a impulsi e dinamiche accidentali.

Oggetti e colori diventano i protagonisti di opere che rappresentano l’atto terapeutico di esplorare la vita attraverso accumulazioni pittoriche: un grande deposito di memoria, indipendente da una narrazione di tipo storico e cronologico. Senza fornire una visione univoca delle opere, ma indicando le infinite possibilità insite in esse, ERK14 lascia al pubblico la scelta di sviluppare la propria visione e costruire nuovi racconti.

Partito dall’uso rigoroso del bianco e nero, da un’apparente resa grafica e semplificazione semantica, nel 2020 l’artista inizia a sperimentare il colore come medium di maggiore empatia con lo spettatore. Un tentativo di aprirsi al mondo, coglierne le infinite sfumature e sciogliere nel colore confini ideali e fisiche linee di demarcazione, assumendo al contempo le infinite perplessità di ognuno di noi davanti alla vita. La tela bianca diventa per ERK14 una porta aperta verso strade diverse e infinite possibilità.

testo di Raffaella A. Caruso

Mostre

2026 Reliquie — a cura di Fabio Maietta – Hearth — Museo Diocesano di Caserta

2026 – L’amor profano — ArtVerona 2026 – Eidos Immagini Contemporanee

2026 – Guerra e Guerra! — Miart 2026 – Eidos Immagini Contemporanee

2026 – Macerie. Ciò che resta, ciò che nasce — XXI edizione di Itinerari Arte

2026 – Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano – – Conversazione con ERK14 Raffaella A. Caruso, Federica Boragina

2026 – Room14 – Collection M Gallery — Rosewood, Amsterdam

2026 – Artist Talk in conversazione con ERK14 – Istituto Italiano di Cultura, Amsterdam

2025 – La natura si fa spazio — ERK14 versus Danielle Hoogendoorn – ArtVerona — Eidos Immagini Contemporanee

2025 – Punti di vista — a cura di Marco Capasso – ENI — Gazometro di Roma

2025 – Neo pop. Perenne metamorfosi di un mito — a cura di Giorgio Chinea Canale – Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi, Cortina d’Ampezzo

2024 – Curated by — Behind the scene — a cura di Giacinto Di Pietrantonio – ArtVerona — Eidos Immagini Contemporanee

2024 – Look Closer — 7 works in the bedroom — a cura di Nicola Ciancio – SuperOtium, Napoli

2024 – A Dialogue — ERK14 & Peter Gramberg – Collection M Gallery, Amsterdam

2024 – Room14 — a cura di Michela e Giancarlo Zillo – Galleria Rossovermiglio Arte, Padova

2024 – Vetrina BPM — a cura di Enrico Mattei – Piazza del Duomo, Pietrasanta

2023 – Curated by — Inside / outside — a cura di Giacinto Di Pietrantonio – ArtVerona — Eidos Immagini Contemporanee

2023 – The Italian Job – Collection M Gallery, Amsterdam

2023 – Un Posto al sole — Residenza d’artista — a cura di Francesco Paolo Gassi – Conversano (BA)

2023 – A Chance For Change. Il Riuso Della Materia — collettiva – Torino

2023 – Vetrina BPM — a cura di Vehicle Projects – Piazza del Duomo, Pietrasanta

2023 – Carte riunite — collettiva – Gallerie Riunite, Napoli

2021 – Room 14 — a cura di Piero Renna – Galleria PRAC, Napoli

2021 – A occhi aperti — a cura di Raffaella A. Caruso – Palazzo Zoya, Asti

2021 – Lazy J. — collettiva — a cura di ANTILIA – Artwort Gallery, Milano

2020 – Archeo – Eidos Immagini Contemporanee, Asti

2019 – Transiti — collettiva istituzionale – Palazzo Lascaris, Torino

2018 – ERK14 — a cura di Federica di Lorenzo – Palazzo Fondi, Napoli

2017 – Experiment n.1 — a cura di Bruna La Mura – Spazio Intolab, Napoli

2016 – Lo cunto del Mediterraneo — collettiva — a cura di Pietro Tatafiore – Casa della Cultura, Atrani

2015 – Magna contemporanea — collettiva — a cura di Pietro Tatafiore – Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, Napoli

2015 – Paradossi — a cura di Franco Cipriano – Spazio 011, Torre Annunziata

2015 – Inside — a cura di Pietro Tatafiore – 1 Opera Gallery, Napoli