Revocata l’autorizzazione al parco eolico tra Montefiascone, Celleno e Viterbo: salvaguardato il paesaggio della Tuscia
Revocata l’autorizzazione al parco eolico tra Montefiascone, Celleno e Viterbo: un paesaggio salvato
C’è una linea sottile che unisce la Tuscia: una continuità di colline, acque, antiche vie e vedute che da secoli custodiscono la memoria di un territorio unico. La recente revoca dell’autorizzazione al grande parco eolico previsto tra Montefiascone, Celleno e Viterbo viene accolta come un gesto di tutela verso questo paesaggio straordinario.
Il progetto prevedeva torri alte oltre 250 metri, strutture da off‑shore che avrebbero sovrastato la cupola di Santa Margherita e interrotto la lettura visiva della conca del lago di Bolsena, della Teverina e delle loro dorsali storiche. Un intervento che avrebbe inciso su un’area ricchissima di testimonianze archeologiche, artistiche e paesaggistiche, ancora oggi sorprendentemente integra.
Le vedute più iconiche della Tuscia — da Civita di Bagnoregio alle rive del lago, dalle terrazze di Villa Lante fino a Viterbo — avrebbero perso quella continuità che ne costituisce l’essenza. Per questo la Soprintendenza ha espresso fin dall’inizio un parere contrario, evidenziando l’impatto irreversibile che l’opera avrebbe avuto su beni culturali e aree tutelate.
La decisione di revocare l’autorizzazione non è solo un atto amministrativo: è un riconoscimento del valore culturale e identitario di un paesaggio che appartiene alla storia del Paese e alla memoria collettiva. Un ringraziamento va a istituzioni, amministratori e associazioni che hanno lavorato per proteggere uno dei territori “fra i più belli e solenni che l’Italia possa offrire”, come scriveva George Dennis nel 1848.





