Riccardo III. Il potere a pezzi al Festival Regina Theatri presso l’ex Convento San Domenico di Terracina
Il 2 giugno a Terracina (ex Convento San Domenico) arriva “Riccardo III. Il potere a pezzi”:
Shakespeare incontra la giullarata contemporanea de I Trovatori
<<Una riflessione feroce sulla manipolazione, sull’avidità e sulla follia del potere,
tra satira medievale e teatro contemporaneo>>
Martedì 2 giugno, ore 21.00 (ingresso gratuito) la compagnia teatrale I Trovatori porterà in scena a Terracina (LT), presso l’ex convento di San Domenico 1300 nell’ambito del festival Regina Theatri giunto alla III edizione (progetto finanziato dalla Regione Lazio), “Riccardo III. Il potere a pezzi”, spettacolo liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare e parte del più ampio progetto originale “I Racconti di Sepillo da Ypsigro”, ideato e interpretato da Giuseppe Vignieri con l’accompagnamento musicale dal vivo di Giuseppe Aiosi. Un’esperienza scenica che recupera lo spirito delle giullarate medievali del XII e XIII secolo per trasformarlo in linguaggio teatrale contemporaneo, in equilibrio tra ironia, denuncia civile, musica e racconto.
“Riccardo III. Il potere a pezzi” mette in scena la discesa nell’avidità e nella follia del potere assoluto, filtrata attraverso la lente satirica di Sepillo, giullare e coscienza collettiva. La figura shakespeariana diventa così il punto di partenza per una riflessione profondamente attuale sui meccanismi della manipolazione, sulla costruzione del consenso e sulla progressiva perdita di umanità che accompagna ogni forma di dominio incontrollato. Lo spettacolo attraversa il classico senza limitarvisi, trasformando la tragedia di Riccardo in un racconto che parla direttamente al presente, alle sue contraddizioni e alle sue derive. Il linguaggio scenico alterna comicità e tensione drammatica, invettiva e poesia, restituendo al teatro la sua funzione originaria di rito collettivo e spazio di consapevolezza.
«Ci interessava raccontare il potere nel momento in cui si sgretola dall’interno – spiegano I Trovatori – mostrando non solo la violenza di chi lo esercita, ma anche il vuoto che lascia dietro di sé. Attraverso la figura del giullare abbiamo cercato uno sguardo ironico e popolare, capace di smascherare le dinamiche del potere senza rinunciare alla profondità del racconto».
Uno degli elementi centrali del progetto è la scelta di una scenografia essenziale costruita attorno a un unico oggetto scenico: una grande cassa di legno dalla quale prendono vita personaggi, luoghi e visioni. Un dispositivo teatrale semplice ma fortemente evocativo che rimette al centro la parola, il corpo e la musica dal vivo, accompagnata da strumenti artigianali capaci di richiamare sonorità antiche e potenti. I costumi, ispirati all’immaginario medievale ma attraversati da dettagli contemporanei, contribuiscono a creare uno spazio sospeso tra epoche diverse, dove passato e presente si riflettono continuamente l’uno nell’altro. Attraverso un teatro accessibile, dinamico e colto, I Trovatori proseguono così il proprio percorso artistico dedicato alla riscrittura dei classici e alla costruzione di un dialogo vivo tra memoria, racconto popolare e contemporaneità.





