Ricordiamo con affetto Federico Pierini. Ciao Federico, anche oggi. Ancora qui. Ancora con noi.

Ciao Federico, anche oggi. Ancora qui. Ancora con noi.

25 maggio

Sono passati tanti anni, eppure la tua presenza continua a muoversi silenziosa tra le pareti della galleria, nei ricordi di chi ti ha conosciuto, nelle tele che hai lasciato come tracce luminose del tuo passaggio. Non è nostalgia: è riconoscenza. È il modo in cui continuiamo a parlarti.

Federico Pierini è stato un artista raro, capace di unire forza e delicatezza in un equilibrio che apparteneva solo a lui. Le sue grandi tele, libere dal telaio, respiravano come superfici vive: campiture acquose attraversate da figure sospese, corpi senza volto ma pieni di energia, forme che sembravano emergere da una memoria profonda, da un luogo dove la materia diventa emozione.

La sua pittura aveva qualcosa di rituale, quasi una mediazione tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto. Ogni opera era un passaggio, un varco, una soglia. C’era sempre un movimento, un nascere o un dissolversi, una forza che premeva per venire alla luce. E c’era lui, Federico, con quella sua eleganza naturale, a guidare tutto con mano sicura.

Chi lo ha conosciuto ricorda il suo sorriso gentile, la sua timidezza luminosa, la sua capacità di entrare in una stanza senza far rumore e di lasciarla con un’impronta indelebile. Ricordiamo il giorno in cui arrivò in galleria, stese le opere a terra e disse: “Questo sono io.” E noi lo abbiamo riconosciuto subito.

Oggi lo salutiamo ancora, con lo stesso affetto di allora. Le sue opere restano, come restano le persone che hanno saputo toccarci davvero. Federico continua a essere parte della nostra storia, della nostra memoria, del nostro modo di guardare l’arte.

Ciao Federico. Sempre vicino, anche da lontano.

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