San Teodoro Jazz 2026: undici anni di musica, incontri e nuovi orizzonti
San Teodoro Jazz, undici anni di musica, incontri e nuovi orizzonti
Dal 31 agosto al 5 settembre torna il festival
diretto da Matteo Pastorino.
Sei giorni di concerti, laboratori e jam session
tra San Teodoro e il suo territorio con Logan Richardson, Giacomo Smith,
Mila Trani, Marco Valeri, Matteo Pastorino e una nuova generazione di musicisti.
Tra le novità il Selmer Day con Henri Selmer Paris,
l’arrivo a Puntaldia e il ritorno dello STJ Lab dedicato ai bambini.
Comunicato stampa del 21 agosto 2026
Ci sono festival che si limitano a ospitare concerti e altri che, anno dopo anno, riescono a costruire una comunità. Il San Teodoro Jazz appartiene a questa seconda categoria. In undici anni ha saputo trasformarsi in un laboratorio permanente di idee, incontri e relazioni, facendo dialogare artisti affermati e giovani musicisti, residenti e visitatori, paesaggi naturali e ricerca musicale. Un percorso costruito con pazienza, che oggi rappresenta uno degli appuntamenti più riconoscibili del panorama jazzistico sardo.
Dal 31 agosto al 5 settembre il festival organizzato dall’Associazione Culturale San Teodoro Jazz e diretto artisticamente da Matteo Pastorino torna ad animare San Teodoro con sei giornate di concerti, laboratori e jam session, attraversando piazze, spiagge e luoghi della quotidianità. Il mare continuerà a essere uno degli elementi centrali del racconto, da Cala d’Ambra a Cala Ginepro e Costa Caddu, mentre tra le novità dell’undicesima edizione figura l’arrivo del festival a Puntaldia, nuova tappa di un percorso che continua a mettere in relazione musica e territorio.
L’identità del San Teodoro Jazz rimane quella che negli anni ne ha accompagnato la crescita: offrire spazio ai linguaggi più contemporanei del jazz senza perdere il contatto con il pubblico, creare occasioni di incontro tra generazioni differenti e sostenere concretamente i giovani musicisti, affiancandoli a protagonisti della scena nazionale e internazionale. È una visione che continua a tradursi in opportunità concrete, come dimostra la presenza nel cartellone dei vincitori dello STJ Contest 2025, protagonisti di un percorso che il festival continua ad accompagnare anche oltre il concorso.
Il programma dell’undicesima edizione riunisce artisti provenienti da esperienze e geografie musicali differenti. Dagli Stati Uniti tornerà a San Teodoro il sassofonista Logan Richardson, protagonista del concerto conclusivo in Piazza Gallura con A Living Score, insieme al pianista Tony Tixier e al batterista Zach Morrow. Il Selmer Day del 4 settembre avrà invece tra i suoi protagonisti Giacomo Smith, virtuoso e star internazionale del clarinetto jazz, musicista capace di coniugare la grande tradizione con una sensibilità profondamente contemporanea.
Tra gli appuntamenti più attesi figura anche il ritorno sul palco del direttore artistico Matteo Pastorino che, per la prima volta nelle undici edizioni del festival, presenterà un proprio progetto a nome e in veste di leader sul main stage di Piazza Gallura. Chimera, Produzione originale Insulae Lab – Centro di Produzione Musica, esplora un jazz contemporaneo nutrito di influenze post-rock ed elettroniche, tra testi in italiano e francese, manipolazioni in tempo reale, riverberi spaziali, delay frammentati, armonizzazioni vocali e texture elettroniche. Con Pastorino saliranno sul palco Francesca Palamidessi, Federico Casagrande e Armando Luongo.
Tra gli ospiti spicca inoltre il Marco Valeri Quartet, formazione guidata da uno dei batteristi più interessanti del jazz italiano. Un ruolo centrale sarà affidato ancora una volta alla nuova scena musicale sarda con il Marco Morandini Trio, il Far Side Quartet guidato dalla cantante Chiara Atzori e il duo A Bassa Voce di Claudia Belli e Alessio Concas. Nel cartellone trova spazio anche Mila Trani, artista italiana residente a Barcellona, che insieme al chitarrista Bartolomeo Barenghi presenterà Menta Selvatica, progetto discografico pubblicato nel 2025 nel quale confluiscono jazz, sonorità mediterranee, folklore italiano, ritmi caraibici, flamenco e fado.
A fare da filo conduttore dell’intera manifestazione saranno poi le STJ Sessions, luoghi di incontro nei quali il concerto lascia spazio alla jam e alla libertà dell’improvvisazione, coinvolgendo musicisti che negli anni hanno accompagnato la storia del festival e nuove formazioni nate proprio all’interno del suo percorso.
Tra le principali novità dell’edizione 2026 si distingue la collaborazione con Henri Selmer Paris, storica maison francese e punto di riferimento internazionale nella costruzione di sassofoni e clarinetti. La partnership prenderà forma il 4 settembre in un’intera giornata, il Selmer Day, con uno showcase dedicato agli strumenti, il concerto di Giacomo Smith, Chimera di Matteo Pastorino e, in chiusura, la prima jam session targata Henri Selmer Paris mai organizzata in Sardegna.
Accanto ai concerti, il San Teodoro Jazz rinnova il proprio investimento nella formazione con il ritorno dello STJ Lab, laboratorio musicale gratuito dedicato ai bambini dai sette anni, quest’anno curato da Sara Cuzzupoli e Serena Porcu. Dopo il positivo riscontro della passata edizione, il progetto accompagnerà ancora una volta i più piccoli alla scoperta della musica e del jazz attraverso il gioco, il ritmo, la costruzione di semplici melodie e l’improvvisazione.
«Dopo aver festeggiato il decimo anniversario, il San Teodoro Jazz apre oggi un nuovo capitolo della sua storia», osserva il direttore artistico Matteo Pastorino. «In un tempo segnato da divisioni e forme di disumanità, la cultura può ancora creare occasioni di incontro, favorire il dialogo e costruire relazioni autentiche. Continueremo a mettere al centro i giovani artisti, il confronto con grandi musicisti della scena internazionale e il legame con il territorio. Undici anni fa questo festival era un’idea; oggi è una realtà che continua a crescere senza rinunciare alla propria identità: creare occasioni di incontro attraverso la musica, valorizzare il talento, costruire comunità e generare bellezza».
IL PROGRAMMA
Il viaggio del San Teodoro Jazz prenderà il via lunedì 31 agosto alle 20.30 sulla spiaggia di Cala d’Ambra, davanti all’Esagono, con la tradizionale anteprima ospitata dalla Blu Notte del Cala d’Ambra Music Festival. A guidare la formazione saranno Elias Lapia al sax contralto e Francesco Lento alla tromba, affiancati da Maurizio Pulina al pianoforte, Lorenzo Agus al contrabbasso e Carlo Sezzi alla batteria. Al concerto seguirà la jam session, inaugurando in riva al mare e nella dimensione più spontanea della musica condivisa lo spirito che accompagnerà l’intera manifestazione. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con Cala d’Ambra Music Festival e Associazione La Jacia.
Martedì 1 settembre alle 18.30 il festival entrerà nel vivo con l’approdo al Giardino della Piazzetta di Puntaldia, dove sarà protagonista il Marco Morandini Trio. Il pianista cagliaritano, vincitore dello STJ Contest 2025 come miglior solista, sarà affiancato da Giulio Pisu al contrabbasso e Jacopo Careddu alla batteria. Il concerto, realizzato in collaborazione con The Agency Sardinia, sponsor ufficiale del festival, conferma l’attenzione riservata alle nuove generazioni e inaugura una nuova location nel percorso del San Teodoro Jazz.
Alle 22 al Food Lab la prima giornata proseguirà con la STJ Session affidata ad Alain Pattitoni alla chitarra, Mauro Dore al contrabbasso e Carlo Sezzi alla batteria. Per tutti e tre si tratta di un ritorno alle session del festival. Dopo il concerto, come nella tradizione del San Teodoro Jazz, il palco si aprirà alla jam session.
La giornata di mercoledì 2 settembre comincerà al MAST – Museo Archeologico di San Teodoro, dove dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 18 tornerà lo STJ Lab, curato da Sara Cuzzupoli e Serena Porcu. Rivolto ai bambini dai sette anni, il laboratorio propone un viaggio nel mondo della musica con particolare attenzione al repertorio jazz: attraverso il gioco e l’utilizzo di strumenti conosciuti e inusuali, i partecipanti potranno sperimentare semplici sequenze ritmiche e melodiche e scoprire la dimensione collettiva del fare musica. La partecipazione è gratuita con iscrizione obbligatoria.
Sempre al MAST, nella Sala Conferenze, alle 18.30, arriverà il Far Side Quartet, formazione vincitrice dello STJ Contest 2025 come miglior gruppo. Sul palco Chiara Atzori alla voce, Caterina Monaco al pianoforte, Giulio Pisu al contrabbasso e Antonio Orrù alla batteria: un altro tassello del percorso con cui il festival continua a dare spazio ai giovani musicisti anche dopo l’esperienza del contest.
Alle 22 a La Posta Art Pub sarà invece il momento di USBeat, formazione composta da Jacopo Tore alle tastiere e sintetizzatori, Paolo Corda al basso e alla chitarra e Juri Altana alla batteria. Nato come prosecuzione dello STJ Experiment #1 del 2023, il progetto mette in comunicazione jazz, rock ed elettronica e torna al festival con nuove idee, nuovi suoni e un lavoro discografico appena pubblicato. Al concerto seguirà la jam session.
Giovedì 3 settembre alle 18.30 la musica raggiungerà la spiaggia di Cala Ginepro con A Bassa Voce, il progetto in duo di Claudia Belli alla voce e Alessio Concas al basso. Il concerto era stato inizialmente previsto a Monte Nieddu, ma dopo un sopralluogo l’organizzazione ha scelto di spostarlo sulla costa a causa delle difficoltà di accesso e, soprattutto, delle condizioni di forte siccità: l’utilizzo di strumentazione e alimentazione elettrica in un contesto naturale particolarmente secco avrebbe infatti comportato criticità sul piano della sicurezza e della tutela ambientale. Una scelta, dunque, legata alla logistica ma soprattutto alla salvaguardia del territorio.
Alle 21 in Piazza Gallura salirà sul main stage il Marco Valeri Quartet. Il batterista Marco Valeri guiderà una formazione completata da Daniele Tittarelli al sax contralto, Vittorio Esposito al pianoforte e Alessandro Bintzios al contrabbasso, in un incontro tra tradizione jazzistica, modernità e ricerca.
La terza giornata terminerà alle 23 al Kumbia, dove la STJ Session sarà affidata a Matteo Cara al pianoforte, Mauro Dore al contrabbasso e Paolo Addis alla batteria. Anche in questo caso al concerto seguirà la jam session.
Venerdì 4 settembre sarà interamente segnato dalla collaborazione con Henri Selmer Paris. Il Selmer Day prenderà il via dalle 14.30 al MAST con uno showcase dedicato ai più recenti modelli di clarinetti e sassofoni della maison francese. Musicisti, studenti e appassionati avranno la possibilità di conoscere e provare gli strumenti e confrontarsi direttamente con i rappresentanti Selmer.
Alle 18.30 a Costa Caddu – Padula Sicca, Spiaggia dei Cani, sarà protagonista Giacomo Smith, virtuoso e star internazionale del clarinetto jazz. In duo con Saverio Zura alla chitarra, Smith porterà in riva al mare un linguaggio nel quale la grande tradizione jazzistica incontra una sensibilità profondamente contemporanea. L’appuntamento è realizzato nell’ambito del Selmer Day in collaborazione con Henri Selmer Paris.
Alle 21 in Piazza Gallura arriverà quindi uno dei momenti centrali dell’undicesima edizione. Matteo Pastorino presenterà Chimera, Produzione originale Insulae Lab – Centro di Produzione Musica, affiancato da Francesca Palamidessi alla voce e all’elettronica, Federico Casagrande alla chitarra elettrica e Armando Luongo alla batteria. Pastorino sarà ai clarinetti e all’elettronica. Per la prima volta in undici edizioni il direttore artistico porterà sul main stage del San Teodoro Jazz un progetto a proprio nome, in veste di leader. Con testi in italiano e francese, Chimera esplora un jazz contemporaneo attraversato da influenze post-rock ed elettroniche, manipolazioni in tempo reale, riverberi spaziali, delay frammentati, armonizzazioni vocali e texture elettroniche.
Il Selmer Day terminerà alle 23 al Gallo Blu con la Selmer Jam by STJ. Sul palco Giacomo Smith al clarinetto, Paolo Corda alla chitarra, Lorenzo Agus al contrabbasso e Federico Pintus alla batteria. Sarà la prima jam session targata Henri Selmer Paris organizzata in Sardegna: dopo il concerto, spazio alla jam aperta.
Il festival entrerà nella sua giornata conclusiva sabato 5 settembre. Alle 18.30 al 2B di Lu Impostu saranno protagonisti Mila Trani alla voce e ai testi e Bartolomeo Barenghi alla chitarra classica con Menta Selvatica. Pubblicato nel 2025, il progetto discografico della cantante italiana residente a Barcellona attraversa jazz e sonorità mediterranee, folklore italiano, ritmi caraibici, flamenco e fado, costruendo un racconto musicale nel quale culture e tradizioni differenti trovano uno spazio comune.
Alle 21 in Piazza Gallura il concerto conclusivo sul main stage sarà affidato a Logan Richardson con A Living Score. Il sassofonista statunitense, al sax contralto e all’elettronica, sarà affiancato da Tony Tixier al pianoforte e Zach Morrow alla batteria, per uno degli appuntamenti internazionali più attesi dell’intera edizione.
L’ultimo atto del San Teodoro Jazz 2026 arriverà alle 23 al Gallo Blu con la STJ Session Slappin’ On. Edoardo Meledina al basso, Paolo Corda alla chitarra, Livio Solinas al sax, Raffaele Puglia alle tastiere e Arturo Pischedda alla batteria renderanno omaggio a Marcus Miller attraverso un progetto costruito intorno al basso elettrico e al linguaggio dello slap, tra jazz, funk e groove da ballare. Poi, ancora una volta, gli schemi si apriranno all’incontro e all’improvvisazione con l’ultima jam session del festival.
Tutti gli appuntamenti del San Teodoro Jazz 2026 sono gratuiti con offerta libera a sostegno dell’Associazione Culturale San Teodoro Jazz, promotrice della manifestazione.
San Teodoro Jazz è organizzato dall’Associazione Culturale San Teodoro Jazz con il supporto, il patrocinio e il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di San Teodoro. Collaborano Insulae Lab – Centro di Produzione Musica, Henri Selmer Paris, San Teodoro Turismo, MAST, Urburners, Cala d’Ambra Music Festival, Associazione La Jacia, Libreria Il Giardino Mondadori Point e Carlo Piras Lucky Drummer. Sponsor e collaboratori sono The Agency Sardinia, 2B Bistrobar Lu Impostu, Gallo Blu, L’Esagono Cala d’Ambra, Kumbia, La Posta e Food Lab; per i servizi Hotel Stella Marina, Immobilmar, La Mesenda, GMN Print, Progetto Vacanze, L.B.S. Impianti, Mousiké Live e Zeta Graphic Design.
Maggiori informazioni e aggiornamenti sul sito e sui canali social del San Teodoro Jazz.
- EVENTI COLLATERALI
Accanto ai concerti, il San Teodoro Jazz conferma anche quest’anno la propria attenzione alla formazione e alla divulgazione musicale. Il ritorno dello STJ Lab, il laboratorio gratuito dedicato ai bambini e curato da Sara Cuzzupoli, testimonia la volontà di avvicinare le nuove generazioni al linguaggio del jazz attraverso il gioco, l’ascolto e l’improvvisazione, offrendo ai più piccoli un primo contatto con una musica capace di stimolare creatività, curiosità e relazione. Un investimento culturale che guarda al futuro e che negli anni è diventato uno degli elementi qualificanti del progetto artistico del festival.
A rafforzare la dimensione internazionale della manifestazione contribuirà inoltre la presenza di Henri Selmer Paris, partner dell’edizione 2026, che affiancherà il festival con il proprio showcase dedicato agli strumenti a fiato e con una giornata interamente costruita attorno ai propri artisti ambasciatori. Una collaborazione prestigiosa che conferma la credibilità conquistata dal San Teodoro Jazz ben oltre i confini dell’isola e la capacità della manifestazione di dialogare con alcune delle realtà più autorevoli del panorama musicale internazionale.
Organizzato dall’Associazione Culturale San Teodoro Jazz con il supporto, il patrocinio e il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di San Teodoro, il festival rinnova anche quest’anno una rete di collaborazioni che coinvolge istituzioni, associazioni, operatori culturali e attività del territorio, confermando una formula che in undici anni ha saputo coniugare qualità artistica, partecipazione e valorizzazione del paesaggio. Dal mare alle piazze, dalla montagna ai luoghi della quotidianità, il San Teodoro Jazz continua così a costruire il proprio racconto, facendo della musica uno strumento di incontro e di scoperta. Undici anni dopo la sua nascita, il festival mantiene intatta la propria identità: creare occasioni di ascolto, sostenere il talento, favorire il dialogo tra generazioni e trasformare ogni concerto in un’esperienza condivisa. È questa, ancora oggi, la sua cifra più autentica e il motivo per cui continua a rappresentare uno degli appuntamenti più significativi del panorama jazzistico della Sardegna.





