Locandina dela mostra di Cecilia Piersigilli dalla serie "Star Gate. Codici di mondi lontani", caratterizzata da geometrie essenziali, simboli e sottili fili rossi.

Star Gate. Codici di mondi lontani: la ricerca astratta di Cecilia Piersigilli

Cecilia Piersigilli

Ex Teatro Piermarini – Foligno 24 luglio – 2 agosto 2026

Vernissage Venerdì 24 luglio 2026 – ore 17:30

Visioni in Movimento Coreografie di Gloria Pergalani

Installazioni Giancarlo Santi

A cura di Pippo Cosenza

Presentazione critica Andrea Baffoni

Comune di Foligno Spazio 121 Arte

Spazio 121 Arte Via Acquarossa 42 – Perugia Tel. 3299833998

Codici di mondi lontani
“L’arte mi ha portato ad essere ciò che oggi sono, a vedere oltre le forme del reale, ad allargare l’orizzonte dell’ovvio per cercare esperienze diverse”.
Il lavoro di Cecilia Piersigilli è sempre orientato verso la ricerca di simboli e alfabeti per guardare oltre ciò che ci imprigiona, immaginare altri mondi possibili e declinare una forma-segno che si ponga come atto creativo superando il dato appartenente alla quotidianità della realtà sensibile, geometrie elementari legati da un sottile filo rosso come aggregazione costante fra gli elementi in una continua ricerca di un progressivo allargamento dello spazio dipinto. Codici e simboli per condividere un messaggio visuale secondo una consapevolezza trasmessa dai maestri dell’astratto e veicolare un linguaggio spaziale e formale ricco di suggestioni.
Cecilia si interroga continuamente sul legame fra spazio e opera una osmosi che produce significato anche attraverso la frantumazione e stratificazione del colore, un procedimento identitario pieno di attenzione e cura, sempre sorretto dal rigore, dalla essenzialità e dalla bellezza delle forme, un rapporto intimo, tattile e sensitivo tra l’artista e la materia che invita a scoprire “Codici di mondi lontani” a sfidare la forza di gravità innestando un gioco di incastri e di movimento illusorio. L’attenzione ai dettagli con cui Cecilia Piersigilli realizza le sue opere riesce solo apparentemente a celare l’instabilità di cui sono permeate: tra equilibrio e disequilibrio, si configurano come spazi inquieti, metafore dell’esistenza e allo stesso tempo della forza di adattabilità della vita stessa.
E così avviene per i lavori basati sulle suggestioni determinate dal grigio, un colore senza tinta fra il bianco assoluto e la nera profondità del buio che rende tangibile attraverso il mescolamento impuro e istintivo delle due tinte, cromatismi di insospettata sensibilità e una modulazione infinita di effetti; Cecilia entra così in un territorio estetico particolare e certamente non secondario per provare a risvegliare inaspettati e contrastanti vertici espressivi.
Una strada, questa, percorsa da molti grandi artisti del contemporaneo e penso a Richter, ai Becher, Polke, Ed Ruscha, Tuymans, Charlton… ricerche che pescano da ambiti molto prosaici rendendoli però assolutamente interessanti. Il grigio è un non-colore ma che può contenere al suo interno tutti i toni dello spettro cromatico.
In un certo senso il grigio può rappresentare lo specchio del nostro vissuto quotidiano, parla dei nostri tempi di un mondo complesso senza ideologie, dove non esistono più polarizzazioni manichee tra il vero e il falso, il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, fra il bianco e il nero. Un mondo pieno di provocazioni e sollecitazioni che stranamente porta a un vivere spesso anonimo e inconsistente.
Cecilia vive Il grigio come metafora, non necessariamente negativa, ma come luogo dalle tante potenzialità e accettare le sfumature di verità esistenti tra bianco e nero credo sia sinonimo di intelligenza e onestà specialmente se sono connesse da un sottile filo rosso.
Pippo Cosenza