Susan Philipsz – Interval Signals | MAMbo, Bologna
Susan Philipsz
INTERVAL SIGNALS
A cura di Lorenzo Balbi
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna
www.museibologna.it/mambo
Nell’ambito di un più ampio progetto scientifico-culturale ed educativo consacrato a Guglielmo Marconi, patrocinato e sostenuto dal Comitato nazionale per le celebrazioni del 150° anniversario dalla sua nascita, il Settore Musei Civici del Comune di Bologna ha presentato stamane presso la Sala Conferenza MAMbo | Museo Morandi INTERVAL SIGNALS, un’installazione sonora permanente contemporanea ideata dall’artista di fama internazionale Susan Philipsz (1965, Glasgow), realizzata grazie alla collaborazione tra MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e NEU Radio – Nuova Emittente Urbana con la curatela di Lorenzo Balbi.
La presentazione ha visto la partecipazione di: Giorgia Boldrini, capo Dipartimento Cultura e direttrice Settore Musei Civici del Comune di Bologna; Lorenzo Balbi, direttore MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e curatore del progetto; Giulia Fortunato, presidente Fondazione Guglielmo Marconi e presidente Comitato nazionale per le Celebrazioni del 150° anniversario dalla nascita di Guglielmo Marconi; Susan Philipsz, artista; Caterina De Feo, presidente Associazione Humus (NEU Radio); Francesca Riccioni, dottoranda in Didattica e Storia della Fisica presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna con l’intervento Vibrazioni di confine: il ponte marconiano tra suono e radiazione elettromagnetica e Martina Bacaro, ricercatrice post-doc in Filosofia delle Scienze Cognitive presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna con l’intervento Il cervello nella stanza accanto: i robot e il filo invisibile di Guglielmo Marconi.
Il 25 aprile del 1874 nasceva a Bologna Guglielmo Marconi, padre del wireless e della radio, premio Nobel per la Fisica nel 1909. Nella primavera del 1895, a Villa Griffone, Marconi riuscì ad emettere un segnale che percorse due chilometri, scavalcò una collina, e raggiunse infine un ricevitore: fu quella la prima trasmissione di telegrafia senza fili. In pochi anni i segnali del giovane Marconi attraversarono l’Atlantico. Quegli stessi segnali salveranno le vite in mare, porteranno voci, musiche e messaggi nel mondo attraverso la radiofonia e permetteranno di vedere le stelle e studiare l’universo.
Nel panorama artistico contemporaneo, Susan Philipsz è certamente una delle figure chiave nella realizzazione di installazioni sonore che dialogano con l’ambiente all’interno del quale si inseriscono.
“Legare la figura di Guglielmo Marconi al lavoro di ricerca di un’artista internazionale è un modo per riconoscere l’attualità e la dimensione sovraterritoriale del grande bolognese e siamo grati per questa occasione di riflessione e incontro tra arte e scienza – commenta Giorgia Boldrini, capo Dipartimento Cultura e direttrice Settore Musei Civici del Comune di Bologna – Le celebrazioni terminano ma l’eredità marconiana è viva”.
“Con INTERVAL SIGNALS Susan Philipsz fa nascere un suono dalla città natale di Guglielmo Marconi, un suono destinato a non spegnersi mai – dichiara Lorenzo Balbi, direttore MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e curatore del progetto – Il suo intervento dà origine a una vibrazione che continua a propagarsi all’infinito, trasformando la memoria in un monumento contemporaneo e immateriale, capace di attraversare spazio e tempo. Questa opera rinnova il gesto originario del grande inventore e lo proietta nel nostro presente, ricordandoci che ogni trasmissione può diventare eredità condivisa».
“Guglielmo Marconi suggeriva che i suoni, una volta generati, non muoiono mai, ma svaniscono e continuano a riverberare come onde sonore attraverso l’universo – spiega l’artista Susan Philipsz – Ho trovato questa idea incredibilmente evocativa, ed è stata fonte di ispirazione per questa commissione”.
“Il pioneristico lavoro artistico di Susan Philipsz chiude con uno sguardo trasversale tra arte e scienza il complesso di attività organizzate dal Comune di Bologna per le celebrazioni marconiane, – osserva Giulia Fortunato, presidente Fondazione Guglielmo Marconi e presidente Comitato nazionale per le Celebrazioni del 150° anniversario dalla nascita di Guglielmo Marconi – un programma sostenuto dal Comitato Nazionale Marconi 150, che ha contribuito in modo significativo anche alle iniziative promosse dalla Città metropolitana di Bologna per un totale di 130.000 euro. Le contaminazioni tra arte, scienza e tecnologia, come nel lavoro di Philipsz, rappresentano un prezioso stimolo alla riflessione critica e favoriscono una più ampia disseminazione culturale.”
L’opera INTERVAL SIGNALS è composta dalle registrazioni, fatte da Philipsz su un vibrafono, di alcuni segnali radiofonici di intervallo, ovvero brevi sequenze musicali che solitamente vengono riprodotte prima dell’inizio o durante le pause di una trasmissione radiofonica. Il formato è stato sviluppato negli anni ’20 e ’30 come firma musicale per identificare la stazione radio ascoltata e, anche se l’uso dei segnali di intervallo è diminuito con l’avvento della radio digitale, non è del tutto scomparso.
A partire da oggi, 16 dicembre 2025, l’opera di Philipsz viene diffusa in diretta streaming, ventiquattro ore su ventiquattro, attraverso il sito web www.intervalsignals.it, un vero e proprio veicolo di trasmissione che permette a chiunque si metta in ascolto da qualunque parte del mondo e a qualsiasi ora di sentire la medesima traccia audio in onda in un determinato momento.
Con questo lavoro l’artista intreccia la dimensione storica e simbolica delle onde radio, invenzione rivoluzionaria di Guglielmo Marconi, con la loro evoluzione contemporanea come veicolo immateriale di memoria, connessione e arte. La scelta dei segnali radio come materiale compositivo riattiva il gesto originario di Marconi, trasformandolo in un linguaggio poetico e riflessivo che attraversa tempo e spazio. Se un tempo le onde radio rappresentavano l’inizio della comunicazione globale, oggi, nell’opera di Philipsz, diventano metafora di una trasmissione culturale e affettiva, un ponte tra la ricerca scientifica e la sensibilità artistica, tra passato e presente.
A precedere la messa online del sito web, un atto simbolico: l’installazione sul tetto del MAMbo di un’antenna collegata a un trasmettitore che per qualche ora nella giornata del 15 dicembre ha diffuso i segnali di intervallo dell’opera di Philipsz.
Per sottolineare ulteriormente il legame che intercorre tra l’opera d’arte, la sua trasmissione in diretta streaming, Guglielmo Marconi e la città di Bologna, Philipsz correda INTERVAL SIGNALS di un breve film girato in pellicola 16 mm, fruibile su www.intervalsignals.it, che immortala la città di Bologna dall’alto della Torre Prendiparte carpendone la sua atmosfera, la stessa all’interno della quale si muovono i segnali, i suoni, le onde.
Nei suoi lavori Susan Philipsz esplora le dimensioni psicologiche e scultoree del suono, con registrazioni della sua voce e una varietà di composizioni musicali rielaborate. Interessata al potere del suono di suscitare emozioni, Philipsz interagisce con l’architettura e la storia degli spazi in cui sono installate le sue opere le quali stimolano l’introspezione e un esame di ricordi, perdite e desideri personali e collettivi.
Se nella maggior parte dei suoi lavori Philipsz attinge dalla musica e dall’opera lirica interpretando con la propria voce, “a cappella”, brani e canzoni che si legano alla specificità di certi luoghi, è nel progetto You Are Not Alone che l’artista include, oltre al suono, il tema della radio e delle onde sonore. Presentato nel 2009 a Oxford, presso il Radcliffe Observatory e, nel 2011 alla Haus des Rundfunks di Berlino, il progetto è un’installazione sonora strumentale trasmessa su frequenze radio HF. Philipsz aveva registrato su un vibrafono una serie di segnali radiofonici a intervalli regolari per poi trasmetterli dal Modern Art Oxford ad un ricevitore installato al Radcliffe Observatory nel 2009 e, nel 2011, alla Haus des Rundfunks di Berlino. Il titolo dell’opera rimandava, nell’idea dell’artista, alla comunità di ascoltatori, fisicamente isolati e dispersi per il mondo, ma che in realtà erano connessi proprio grazie al segnale radio.
Oltre all’opera INTERVAL SIGNALS, che entra nella collezione permanente del MAMbo, le iniziative realizzate tra 2024 e 2025 nell’ambito del progetto scientifico-culturale ed educativo in omaggio a Guglielmo Marconi sono state le seguenti: la narrazione musicale del collettivo In.Nova Fert Sintonizzati sull’universo con la partecipazione dell’astrofisico Giovanni Gandolfi e la mostra All’ascolto del mondo, a cura di Oderso Rubini e Franco Severi, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, al Museo internazionale e biblioteca della musica; il progetto sperimentale per le scuole Cronache marconiane a cura del Museo del Patrimonio Industriale, in collaborazione con Fondazione Guglielmo Marconi, Museo Marconi, AIRE, Università di Bologna e Istituti Aldini Valeriani.
Track list INTERVAL SIGNALS
Radio Berlin International – Germany, 1990
GTRK Chuvashia, Cheboksary – Russia, ongoing
Serb Republic Radio, External Service – Serbia, 1993
Unidentified Interval Signal
Radio Argentina al Exterior – Argentina, 1995
Radio Mayak – Russia, 1972
Swedish Radio P1 – Sweden, 1975
Radio Habana – Cuba, 1982
Bizim Radio (clandestine) – Turkey, 1989
FEBC, Overseas Service – Philippines, 1964
Deutschlandfunk – Germany, 1974
Radio Normandie – France, 1939
Unidentified Interval Signal
Radio Ceylon – Sri Lanka, 1965
Rikisutvarpid – Iceland, 1965
Murmansk Radio – Russia, 1975
Korean Central Broadcasting Station – North Korea, 1980
Mother Vietnam (clandestine) – Vietnam, 1971
Radio Ulaanbaatar – Mongolia, 1979
Radio Malaysia Sabah – Malaysia, ongoing
Kaliningrad Radio – Russia, 1982
Sender Freies Berlin – Germany, 1975
Utvarp Føroya – Faroe Islands, 2000
GTRK Saratov – Russia, ongoing
Crediti video
Matteo Giovanardi – Torre Prendiparte Bologna
Riprese 16mm: Dario Zanasi (Last Minute Film)
Direttore della fotografia: Luca Pignatti
Camera operator: Ivano Lollo (SHADO)
Informazioni
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14 – 40121 Bologna
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