TELETRASPORTAMI n.4 – Libere oltre la nudità all’Atelier Spazio d’Arte Lauraballa di Prato
29.5/12.7.26
TELETRASPORTAMI n.4
Venerdì 29 maggio 2026 | via Mazzini, Prato
BookEspresso n.12 Special Edition + TELETRASPORTAMI n.4
Storie che accendono la mente, arte che abbatte lo spazio, dalla parola all’immagine: giovedì 29 maggio, dalle ore 18:30 fino a serata, via Mazzini a Prato si accende per un evento unico.
Alle 18:30, davanti alla libreria sociale FreeBookPrato (di Riciclidea) al n° 98 , BookEspresso apre la serata con Elettra Nistri al “megafono”, in 10 minuti ci racconta cosa le ha fatto brillare gli occhi del libro scelto attivando riflessioni e curiosità per preparare le ed i partecipanti all’evento successivo
Alle 20:00 ci si sposta al n° 88 per l’inaugurazione di TELETRASPORTAMI n.4 – “ LIBERE OLTRE LA NUDITÀ”. La “capsula del teletrasporto” (la vetrina tondeggiante d’entrata + il pianerottolo + interno ) dell’Atelier Spazio d’Arte Lauraballa diventano un unico organismo vivo, dove la ricerca di Elettra Nistri e Eleonora Molinaro incontra l’intervento site-specific di Lauraballa e il contributo critico di Chiara Aloia.
Attraverso la fotografia e le installazioni esploreremo la libertà femminile che prendendo forma tra immagini, materia e presenza ci conduce in un’esperienza tra e con i corpi.
Alle 20:30 apericena.
Alle 21:15 le performance aprono un ulteriore passaggio, in cui le artiste si attivano e coinvolgono il pubblico.
Una serata che non si limita a raccontare, ma prova a spostare lo sguardo, insieme.
Info pratiche
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Evento su prenotazione whatsapp al 340 272 5835
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Aperitivo offerto e ingresso a contributo libero/consapevole in omaggio una piccola opera a tema di Lauraballa
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All’interno del mese di Mostra (fino al 12 luglio 2026) verranno organizzati workshop e altri eventi. Info whatsapp al 340 272 5835)
Per ARTE IN GIRO, nuova iniziativa di Lauraballa per promuovere eventi che si svolgono nella stessa giornata a Prato con lo scopo di contaminare i pubblici degli spazi che si occupano di arte nel territorio, fare rete e far conoscere i vari luoghi della città nello spostarsi da una location all’altra.
Saranno presenti in locandina condivisa “BookEspresso n°12 Special Edition – TELETRASPORTAMI n°4” e ZANINI
Zanini è un laboratorio di profumeria artigianale 100% naturale in via Mazzini 62/64. Ospita al suo interno xyz_xyz uno spazio espositivo che durante l’anno accoglie artisti della scena contemporanea. Attualmente in mostra Antiricordo, mostra personale dello scultore fiorentino Tommaso Patacchini. @zanini.xyz
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Il progetto TELETRASPORTAMI è ideato e a cura dell’artista curatrice Lauraballa in collaborazione con @Artist .invasion >ig
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Il progetto BookEspresso ( all’interno di Brilla speakerscorner) è ideato e a cura di Nicoletta Gramaccia e Lauraballa ( seguitelo su Brilla Speakerscorner>ig)
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Il progetto LIBERE ideato e cura di Elettra Nistri e Eleonora Molinaro @lib_e_r_e > ig
Testo critico di Libere:
Per ARTE IN GIRO, nuova iniziativa di Lauraballa per promuovere eventi che si svolgono nella stessa giornata a Prato con lo scopo di contaminare i pubblici degli spazi che si occupano di arte nel territorio, fare rete e far conoscere i vari luoghi della città nello spostarsi da una location all’altra.
Saranno presenti in locandina condivisa “BookEspresso n°12 Special Edition di Brilla Speaker Corner – TELETRASPORTAMI n°4” di Lauraballa e ZANINI laboratorio di profumeria artigianale 100% naturale con mostra personale dello scultore fiorentino Tommaso Patacchini.
“Libere oltre la nudità”
Collettiva fotografica partecipativa + Elettra Nistri Elonora Molinaro + installazioni site specif di Lauraballa fino al 12 luglio
In occasione dell’evento Teletrasportami N.4, Libere – Oltre la nudità, un progetto fotografico partecipativo, ideato da Elettra Nistri ed Eleonora Molinaro, si teletrasporta nella capsula atemporale dell’atelier di Lauraballa: In via Mazzini 88, a partire dal 29 maggio, corpi nudi di donne Libere si compenetrano con i corpi dipinti dall’artista-simbolo della strada pratese.
A partire dal bisogno di mettersi a nudo, non solo fisicamente ma soprattutto emotivamente, Nistri e Molinaro hanno trovato un’interlocutrice artistica in Lauraballa.
Fotografie in bianco e nero, in formato Polaroid, tappezzano il suo studio-universo. Foto di corpi femminili si intersecano con altri corpi, disegnati e disseminati su vetrine e pareti o scolpiti in pasta di legno dall’artista. Nello spazio di Lauraballa – un’audace fabbricatrice di sogni in una città in cui tutti vorrebbero catapultarsi altrove ma non hanno il coraggio di farlo – le donne danno, come sempre, il buon esempio: si liberano da sole, offrendo a chi osserva la possibilità di andare oltre i pregiudizi e gli stereotipi, varcando la soglia – anch’essa divenuta spazio d’azione artistica – di ciò che è consentito vedere.
Se è vero che «liberarsi per la donna non vuol dire accettare la stessa vita dell’uomo […], ma esprimere il suo senso dell’esistenza», allora le tre protagoniste della mostra — Nistri, Molinaro e Lauraballa — si autodeterminano offrendo al pubblico un dialogo visivo tra fotografie, quadri e installazioni. Ognuna utilizza il proprio linguaggio artistico, senza dimenticare l’altra. Così, per il progetto Libere – Oltre la nudità, vige la stessa regola che trapela anche dal lavoro personale e autoriflessivo di Lauraballa: dire Io corrisponde a dire Noi.
Ad accomunare il processo creativo dell’artista di Prato e quello delle due amiche e co-ideatrici di Libere vi è la forza dell’ironia. La prima gioca felicemente con la propria infanzia, realizzando sculture di bambole, componendole e scomponendole a proprio piacimento, amputandole e facendo loro crescere il naso — dirompente la scultura di Pinocchia — e dando un volto alla luna, soggetto privilegiato dei suoi gioielli in rame e ottone, come si faceva da bambine. Le seconde, Elettra Nistri ed Eleonora Molinaro, partono dai propri corpi per compiere la loro rivoluzione allegra, mettendo in mostra le parti che odiano o amano di più. Il progetto è in continuo movimento, pronto a divenire altro, a riconoscersi nelle altre e a fare in modo che anche le due autrici del concept artistico possano identificarsi in tutte le donne che scelgono di aderirvi.
Le foto di Libere, come le opere di Lauraballa, incarnano il superamento dell’illusione autobiografica, che spesso si cela dietro l’autoscatto o l’autoritratto, distruggendo così la convinzione che esista un soggetto unico e unitario: le figure di Lauraballa sono frammentate, mutilate e agonizzanti, ma sempre sul punto di risorgere, rinascere in una nuova forma.
Per Teletrasportami N.4 l’artista ha realizzato un’installazione site-specific: su una parete nera, gambe e busto di una figura femminile si aprono per accogliere altre fisicità, quelle catturate dagli scatti fotografici. E, come un prosieguo dello stesso discorso, donne Libere scelgono in prima persona i pezzi del proprio corpo che desiderano esporre: un seno, una coscia, l’inguine durante il ciclo mestruale.
Ogni donna sogna di possedere una piccola Casa senza mutuo – come quelle disegnate e donate dall’artista pratese ai visitatori in apertura dei suoi eventi e delle sue mostre –, così come sogna di poter essere padrona del proprio corpo e non doverlo necessariamente nascondere per evitare di provocare scandalo. L’arte, in ogni sua forma e colore e per mezzo dei dispositivi più disparati, può ancora alimentare questo sogno. Può persino teletrasportarci nella carne di una sagoma sulla quale sono allestite piccole fotografie, come proiezioni del proprio sé più vulnerabile, disvelato, mentre una silhouette giganteggia sulla capsula-vetrina dell’atelier.
Lauraballa, Elettra Nistri ed Eleonora Molinaro, utilizzando corpi sbrindellati, fotografie artistiche e amatoriali, seni e vagine stilizzate, mettono in atto una vera e propria dissoluzione dell’Io, per identificarsi in tutte le donne. Innescano questo processo trasformativo ponendo al contempo al centro delle opere la propria soggettività.
Ovviamente è solo l’inizio di un percorso, che non può concludersi nell’esposizione, ma deve trovare una sua continuità nella fruizione del pubblico femminile e maschile. Di questo progetto in divenire le tre artiste gioiscono, perché sanno bene che «Non esiste la meta, esiste il presente. Noi siamo il passato oscuro del mondo, noi realizziamo il presente».
Chiara Aloia





