Terremoti e Trasformazioni. Fotografia e scienza sul crinale del 1976 – Castello di Udine, Salone del Parlamento e Galleria d’Arte Antica – Udine
Terremoti e Trasformazioni. Fotografia e scienza sul crinale del 1976 in Friuli
Castello di Udine – Salone del Parlamento, Galleria d’Arte Antica 17 luglio – 18 ottobre 2026 Inaugurazione: 16 luglio 2026, ore 18.00
Nel cinquantesimo anniversario del terremoto che nel 1976 segnò profondamente il Friuli, il Comune di Udine dedica una grande mostra alla memoria, alle trasformazioni e al futuro del territorio. “Terremoti e Trasformazioni. Fotografia e scienza sul crinale del 1976 in Friuli”, a cura di Silvia Bianco, Antonio Giusa, Vania Gransinigh e Andrea Pertoldeo, propone una lettura innovativa dell’evento sismico, interpretato come un crinale storico e culturale: un punto da cui osservare la metamorfosi scientifica, sociale e paesaggistica di un’intera regione.
La mostra si sviluppa lungo tre linee del tempo che attraversano oltre un secolo e mezzo di storia, dal 1866 – anno dell’annessione al Regno d’Italia e della nascita del Museo Civico e del Regio Istituto Tecnico – fino alla contemporaneità. Fotografia, scienza e paesaggio diventano strumenti complementari per comprendere come il Friuli abbia costruito la propria identità attraverso crisi, innovazioni e rinascite.
Un ruolo centrale è affidato alle collezioni dei Civici Musei e della Biblioteca Civica “V. Joppi”, che documentano l’evoluzione del medium fotografico e della sismologia: dalle calotipie di Augusto Agricola alle vedute di Giuseppe Malignani, dalle ricerche pionieristiche di Robert Mallet agli studi di Giuseppe Mercalli, fino alla campagna fotografica di Wilhelm Helfer, concessa dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Lubiana. Una sezione specifica approfondisce inoltre il terremoto della Carnia del 1928, attraverso le analisi di Michele Gortani e i reportage di Attilio Brisighelli e Carlo Pignat.
Accanto ai materiali storici, quattro fotografi contemporanei – Olivo Barbieri, Marina Caneve, Davide Degano e Giulia Iacolutti – offrono una rilettura attuale dei territori e delle istituzioni friulane. Barbieri indaga la complessa reinvenzione urbana di Lubiana; Caneve esplora l’efficacia della rete sismologica globale; Degano racconta le nuove generazioni e la mobilità sociale del Friuli di oggi; Iacolutti costruisce un’anatomia del post-trauma attraverso i gesti conservati negli archivi.
Il percorso espositivo include anche una postazione dell’OGS – Centro di Ricerche Sismologiche e un punto di consultazione del portale CFTIvisual, l’Atlante delle fonti visive dei terremoti italiani dell’INGV.
Il progetto è realizzato dai Civici Musei del Comune di Udine e dal CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia, in collaborazione con l’OGS, la Cineteca del Friuli e con il sostegno di BCC Banca di Udine e Fondazione Friuli. È patrocinato dall’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, da Confindustria Udine, da Ente Friuli Nel Mondo e dall’Università degli Studi di Udine.
Info: 📧 biglietterie.civicimusei@comune.udine.it 📞 +39 0432 1272591





