Valentina De’ Mathà – #INTHESPACE – Macro – Roma

Valentina De’ Mathà

#INTHESPACE

Macro Asilo-Museo Macro | Museo d’Arte Contemporanea di Roma

01.02 Ottobre 2019 Ore 10:00 – 20:00
03 Ottobre ore 10:00 – 18:00
Macro Asilo-Museo Macro | Museo d’Arte Contemporanea di Roma
Black Room
Via Nizza 138 Roma
Ingresso Libero

 

 

Il progetto #INTHESPACE nasce da una riflessione sulla complessità e sul disordine della realtà narrati ne “Le città invisibili” di Italo Calvino, i cui racconti di luoghi immaginari e paradigmatici si intersecano e si proiettano nella società contemporanea, dove tutto sembra apparentemente “levigato”, ma che in realtà, questa levigatezza, spesso cela disfacimenti senza fine né forma. Altro elemento di riflessione sono i grafi: strutture relazionali e organizzazione dati che troviamo nella vita quotidiana e nella comunicazione virtuale [dal latino communico = mettere in comune, far partecipe]; volgendo, di conseguenza, l’attenzione sul modo di esprimersi della società di oggi, gli scambi culturali, le relazioni interpersonali, il concetto di spazio/luogo e stratificazione degli eventi e della storia.

L’uomo è sempre stato diviso dal desiderio di stabilirsi e mettere radici, e quello di volgersi altrove per trovare stimoli sempre nuovi.

I Greci dicevano che la città inizia appena fuori dalle mura della nostra casa, dove la nostra vita diventa pubblica. I luoghi sono il punto in cui viviamo e comunichiamo e, al giorno d’oggi, non abbiamo più necessariamente bisogno di uscire fuori: attraverso internet e i social network, possiamo avere costantemente una vita collettiva ovunque ci troviamo; i confini diventano fluidi e relativi più che mai.

I riflessi e la lucentezza dei poliesteri emulsionati utilizzati per questo progetto installativo, sono, appunto, attraverso un’attenta analisi del filosofo coreano Byung-Chul Han sulla società di oggi, un rimando agli schermi lucidi e levigati degli smartphone attraverso i quali siamo abituati a comunicare.

Le intersezioni delle incisioni praticate su queste superfici, stanno a simboleggiare le reti sociali e la frammentazione dell’individuo attraverso le scomposizioni indette da una realtà dei fatti sempre più distorta, e dalla raccolta dati che, volontariamente e involontariamente, forniamo nel quotidiano.

Ma queste “città invisibili” come spiega Italo Calvino “ sono anche un’indagine alle ragioni segrete che portano gli uomini a vivere certi luoghi, al di là di tutte le crisi. Le città sono un insieme di tante cose: memoria, desideri, segni di un linguaggio; luoghi di scambio, non soltanto di merci, ma anche di parole, desideri e ricordi”.

Il passo successivo alla realizzazione di queste mappe, “città impossibili”, “nonluoghi”, nell’accezione e nella visione di Marc Augè, pavimentazioni, confini geopolitici, collegamenti neuronali…. è stato quello di renderle tridimensionali avvolgendole su se stesse fino a creare una forma altra: involucri di esperienze vissute, e bocche, simbolo per antonomasia dal quale fuoriesce la comunicazione verbale; ma anche mezzo di apertura attraverso cui ci si può lasciare sorprendere dal suo contenuto guardando all’interno.

Queste bocche/colonne/alberi andranno a formare simbolicamente un bosco, elemento di evidente rimando ad un ritorno alla natura umana più intima, logo dove lo spettatore può esplorare ed esperire l’opera proiettando il suo sguardo all’interno di ogni “cilindro”, anziché rimanere in superficie e vagare nel buio.

L’installazione verrà ospitata nella Black Room del Museo Macro e, questo stato di penombra, porterà il visitatore, in maniera naturale, all’utilizzo della luce del proprio smartphone: estensione fisica ormai inscindibile da noi. A tal proposito, l’ intento è quello di invitare il fruitore a creare una nuova rete sociale, scattando fotografie e video a queste “aperture”, munito di flash e postando le immagini sui vari social network, con l’hashtag #INTHESPACE.

Spàzio s. m. [dal lat. spatium, forse der. di patēre «essere aperto»]

Con testi critici di

Pier Paolo Scelsi – Direttore GAD, Giudecca Art District, Venezia

Ignazio Licata – Fisico teorico presso Isem, Palermo (Italia) e RIIAM, Iran

01.02 Ottobre 2019 Ore 10:00 – 20:00
03 Ottobre ore 10:00 – 18:00
Macro Asilo-Museo Macro | Museo d’Arte Contemporanea di Roma
Black Room
Via Nizza 138 Roma
Ingresso Libero

The #INTHESPACE project arises from a reflection on the complexity and disorder of reality narrated in Italo Calvino’s “Invisible cities” – tales of imaginary and paradigmatic places that intersect and project themselves into contemporary society, where everything is seemingly “smooth”. In reality this smoothness often conceals an endless and shapeless decay. Another element of reflection are the graphs: relational structures and data organization found in everyday life and in virtual communication [from the Latin term communico = to put things in common, to make one feel part of something]; thus, paying attention to how today’s society expresses itself, to cultural exchanges, to interpersonal relationships, to the concept of space/ “place”, and to the stratification of great events and history.

The human being has always been torn between the desire to settle and put down strong roots, and that of turning elsewhere in a constant search for new motivation. According to the ancient Greeks, a city begins just beyond the walls of our own home, where our lives become accessible to all. Places are where we live and communicate and, today, we do no longer necessarily feel the need to get out of them: through the internet and social networks we can continuously and everywhere have a Community life; borders become fluid and relative more than ever before.

The reflections and the shine of the emulsified polyesters used for this installation project are, indeed, through a careful analysis by Korean philosopher Byung-Chul Han on today’s society, a reference to the glossy and smooth smartphones screens through which we are used to communicate. The intersections of the incisions made on these surfaces symbolize social networks and the fragmentation of the individual through breakdowns proclaimed by an increasingly distorted reality, and from the data collection that, voluntarily and involuntarily, we provide in daily life. But these “invisible cities” as Italo Calvino explains “are also an investigation of the secret reasons that lead humans to live in certain places, beyond all crises. Cities are a collection of many things: remembrance, desires, signs of a language; places of exchange, not only of goods, but also of words, wishes and memories”.

The next step to the realization of these maps, “impossible cities”, “nonplaces”, in the sense and vision of Marc Augè, pavements, geopolitical borders, neuronal connections … is to make them three-dimensional by wrapping them on themselves to create another shape: casings of experiences, and mouths, symbol par-excellence from which emerges verbal communication; but also, the medium through which one can let oneself be surprised by its content by looking inside.

These mouths / cylinders / trees will symbolically become a forest, element of obvious reference to the return to the most intimate human nature, a place where the viewer can explore and experience the work by projecting its gaze inside each “trunk”, instead of remaining on the surface and wander in the dark.

The installation will be set in the Black Room of Macro museum. The semi darkness of the room will bring visitors to use the light of their smartphone flashlight: the physical extension from which we have become inseparable. In this regard, the intent is to invite the visitor to create a new social network, taking photographs and videos at these “openings”, equipped with flash and posting the images on the various social networks, with the hashtag #INTHESPACE.

Spàzio s. m. [from lat. spatium, perhaps der. of patēre «to be open»]

Critical essays by
Pier Paolo Scelsi – Director GAD, Giudecca Art District, Venice
Ignazio Licata – Theoretical physicist Isem, Palermo (Italy) e RIIAM, Iran

1st 2nd October 2019 from 10:00 to 20:00
3rd October from 10:00 to 18:00

Macro Asilo-Museo Macro | Museo d’Arte Contemporanea di Roma
Black Room
Via Nizza 138 Rome
Free admission