Valeria Cipolli, in arte Velimna, vince con Abrapalabra il Premio Teatro Aurelio di Roma

Valeria Cipolli, in arte Velimna, vince con Abrapalabra il Premio Teatro Aurelio di Roma

Una nuova importante affermazione per Valeria Cipolli, in arte Velimna, artista toscana e autrice della raccolta poetica Abrapalabra, che si aggiudica il primo premio al Premio Letterario Nazionale Teatro Aurelio di Roma.

La notizia è stata ufficializzata nei giorni scorsi tramite Giovane Holden Edizioni, casa editrice che ha pubblicato l’opera, e si inserisce in un percorso già ricco di riconoscimenti per l’autrice livornese. Abrapalabra, finalista anche al Premio Strega Poesia 2024, è un lavoro che mescola suono e significato in una dimensione quasi rituale, dove il linguaggio si fa incantesimo e svela la forza creativa della parola poetica.

Velimna — così si firma Valeria Cipolli — è nata a Livorno nel 1984 e si definisce “Etrusca della Costa”, in omaggio alle sue radici profonde. Il nome d’arte richiama proprio l’universo etrusco, da cui trae ispirazione per una poetica e un immaginario sospesi tra simbolismo e sogno. Artista visiva oltre che scrittrice, lavora da sempre sul doppio registro della parola e dell’immagine.

I suoi dipinti, popolati dalle enigmatiche Fanusie, donne bianche immerse in mondi onirici, sono accompagnati da piccole creature orientaleggianti chiamate Truscoli. Ogni opera ruota attorno allo sguardo come chiave di comunicazione emozionale, mentre gli elementi ricorrenti — bicchieri, strumenti musicali, colli composti da oggetti o fiori — diventano simboli di narrazione interiore.

Il suo stile, ironico e introspettivo, trasfigura la realtà in chiave surrealista, tra suggestioni musicali, oniriche e poetiche. Velimna ha già pubblicato diverse raccolte di poesie, tra cui Ti stappo gli occhi, La bambina con l’ombelico di perla e, più recentemente, I colori parlano tutte le lingue? — un’opera che esplora ulteriormente il legame tra segno, colore e parola.

La vittoria al Premio Teatro Aurelio conferma la forza della sua visione artistica, capace di attraversare i confini tra le arti e di raccontare, con autenticità e intensità, un universo femminile ricco di sfumature. Un riconoscimento importante che premia non solo una singola opera, ma un percorso coerente e profondamente personale, nutrito da poesia, pittura e una sensibilità rara.

“Che cosa hanno in comune un libro di incantesimi e un dizionario? Cosa condividono il mondo della magia e quello della lingua poetica? Secondo la Poetessa, la risposta è certamente la parola. Una parola viva, dinamica che non riesce a stare ferma sulla carta troppo a lungo, ma che si muove, è agita grazie al potere creativo del suono e a quello plastico dell’immaginazione. Sia il mago sia il poeta, infatti, in passato figure quasi sovrapponibili, sono a conoscenza dello straordinario potere trasformativo del linguaggio e della forza che lega ogni parola all’anima dell’oggetto designato. I vocaboli della Poetessa che sfilano qui ordinati e rispettosi della loro gerarchia alfabetica, sono i protagonisti indiscussi di una silloge originale, concepita come un piccolo dizionario magico-linguistico in cui verbi, sostantivi e altri elementi della lingua italiana, sono tradotti nel loro corrispettivo poetico; ovvero quello che Valeria Cipolli immagina come il timbro, magico ed evocativo che ognuno di noi possiede, una sorta di dialetto ispirato con cui interpretiamo la realtà circostante, nominandola e che ci permette di realizzare il nostro personale incantesimo verbale. Versi vivi, guizzanti ed evocativi che danzano al ritmo di una metrica altrettanto vivace e accattivante con cui la poliedrica artista toscana – pittrice, poetessa e anche linguista – riesce a coinvolgere il lettore. Guidandolo in un percorso che parte da una riflessione più ampia e universale per poi scendere a esplorare il suo universo interiore.”