William Papaleo – IL MITO DI AFRODITE – Palazzo Vecchio – Vibonati

IL MITO DI AFRODITE Mostra personale di William Papaleo

Palazzo Vecchio, Corso Umberto 81, Vibonati SA – 3 OTTOBRE 2020 ORE 17,00

Casale IL SUGHERO, Vibonati, 3 OTTOBRE, ORE 12,00, presentazione percorso storico e paesaggio culturale della quinta urbanità, Fontana di Afrodite e fertilità contemporanea

Attenti alla eccessiva in/operosità (Cattedra dell’Ateneo Nomade e Triangolare) Vibonati

Un artista, il mito di Afrodite a Vibonati ed il bastevole de Il Casale Il Sughero

di Pasquale Persico

Un tempo esistevano uomini talmente dediti all’arte da trascurare tutti i bisogni primari.

William Papaleo, artista, che arrivato al Casale Il Sughero di Vibonati, apprende che tra le mille passeggiate naturalistiche proposte da “Il Casale” vi è anche la possibilità di visitare una piscina naturale che tutti chiamano Fontana di Afrodite e durante la sua prima notte di dormiveglia immagina un viaggio nella Città Bastevole di Amedeo Trezza. Egli, fortemente ispirato dall’emozione ricevuta dall’immergersi nelle acque del Geosito Unesco dove è segnalata la piccola cascata che da vita alla piscina di Afrodite, da quella notte ha difficoltà a fermare la sua mente creativa.

La parola bastevole gli era tornata in mente a proposito del paesaggio che lo circondava e da quel momento non smise di disegnare ed inseguire l’emozione del nuovo guardare, sottraendo i colori ed i segni non essenziali.

Il bastevole del suo atto creativo diventa racconto di emozioni erotiche dove il visivo della fontana viene reiterato negli incontri con altri luoghi di grande attrazione paesaggistica. Scompare Afrodite rimane l’eros dell’artista.I nuovi paesaggi presentati in sequenza emotiva non dimenticano mai l’emozione iniziale e le opere rappresentate nella mostra a Maratea, galleria Maratecontemporanea e a Vibonati, Palazzo Vecchio, diventano partitura dell’anima.

La pittura del paesaggio diventa l’arte dell’aggiungere e del sottrarre gli elementi che lo compongono: appaiono suoni senza il sonoro e armonie dello sguardo lungo. Una melodia del bastevole appare come intervallo del colore, il silenzio e la voce del segno, diventano canto e controcanto, con consonanze e dissonanze della sua arte fatta di petali e fioriture di colori. Tutti questi elementi sono costituiti in canoni applicativi, a loro volta generatori di equilibri mutevoli. L’agire di questi equilibri compone la rappresentazione. Produrre volontariamente significati e sensazioni organizzando segni e silenzi dei colori, significa correlare aritmeticamente le frequenze visive per dipanare messaggi che hanno generato l’esperienza soggettiva diventata una categoria della percezione, capace di veicolare e comunicare emozioni specifiche. La mostra divisa in più luoghi è un invito al viaggio nel Golfo di Policastro, dove Afrodite, associata a una delfina che danza nel mare prima di accompagnarci alla fontana, ci offre una definizione cognitiva dei luoghi che descrive come rappresentazione interiore: questa definizione è influenzata dalla memorizzazione dei vari aspetti dell’esperienza di esercitare tutti i sensi dell’emotività del viaggio. In ogni caso la rappresentazione visiva, dell’artista, questa volta è Bastevole non solo a se stessa, ma produce linguaggi di decodificazione del presente connessi a paradigmi di conoscenza del reale.

Info: 330685875- 3421915423- 3391965866

DNA Marateacontemporanea

Raffaele Iannone