MAURIZIO BIAGI – ArteGenova 2019

MAURIZIO BIAGI

ArteGenova C.A.T.S. 2019

Il Melograno Art Gallery

STAND 44

Fiera di Genova
15 – 18 febbraio
Vernissage: giovedì 14 febbraio alle 18.00

 

Maurizio Biagi vive all’Impruneta, in provincia di Firenze. Il talento e l’urgenza di creare bussano alla sua porta fin dall’inizio degli anni ’70. Extra lavoro, produce ceramiche e diviene protagonista del Gruppo Pittori Imprunetani, in seguito il gruppo Art Art di cui oggi è consigliere. È degli stessi anni l’incontro con_Gianfranco Mello e la serie di partecipazioni a esposizioni in compagnia di alcuni dei nomi più inportanti degli anni ’80 e ’90. E’ stato segnalato al Premio Pittura di Panzano 1983, vinto da un artista del calibro di_Ugo Attardi. La sua prima personale, nel 1986, ebbe la presentazione di_Carmelo Mezzasalma, oggi Superiore della Comunità di San Leolino che gestisce fra l’altro la Certosa fiorentina.
Scrisse tra l’altro Mezzasalma:
“Perché la pittura di Biagi non nasconde le metafore dell’esistenza, le piaghe del vivere, l’acuto grido della carne: il ritmo del suo canto e il colore che si dispone nell’esatta e cangiante metamorfosi di quel presente l’accende e lo placa nell’intrecci d’un movimento così fisso e mosso al contempo da non tradire mai il fondo della sua espressione. Quel fascio di ginestre, nell’improbabile e pallido cobalto del cielo, nasce da un groviglio di radici naufragate nello spazio profondo e senza nome che rimanda, per opposizione, nell’immobile presenza dell’astro teso a racchiudere le avvolte penombre della natura, una natura della mente e dei sensi._”
Nel 1990 partecipa alla mostra di affreschi su cotto nella Sala d’Armi Buondelmonti all’Impruneta e alla 17^_Rassegna sestese._Espone insieme con artisti quali Silvio Loffredo, Enzo Faraoni, Gualtiero Nativi, Vinicio Berti, Sergio Scatizzi.
Allo scadere del millennio Maurizio Biagi attraverserà un momento di crisi artistica. “Dal 2000 al 2010 ho prodotto poco, e pensato tanto. Da un lato, il figurativo mi era diventato stretto. Dall’altro, avevo iniziato una riflessione sul secolo appena terminato. Questo secolo in cui gli artisti si erano definitivamente liberati dal vincolo della produzione su commissione. Questo secolo che aveva prodotto l’informale, la pop art, lo spazialismo, l’action painting, il materico… te li dico alla rinfusa, ma sono tutti stili dopo la cui comparsa non ci si può più permettere di dipingere come duecento anni fa. Il mio intento, forse un po’ ambizioso, era diventato quello di trovare una forma stilistica che racchiudesse, che sintetizzasse tutto il ‘900, almeno attraverso e secondo la mia visione.”
Una ricerca, dunque, preparata da anni con cura, riflessioni e continui ripensamenti, ma iniziata realmente intorno al 2012, e che prosegue tuttora. In modo del tutto naturale, quasi come in una dissolvenza incrociata, lo stile di Maurizio è approdato all’informale. Lo spiccato senso del colore di cui parlava Mello, oltre a una continua e autentica meditazione sul pigmento, ha originato le sue opere monocrome. “Sul cotto è possibile fissare il pigmento puro, senza bisogno di solventi. Ci pensi? Pigmento, nient’altro che pigmento. Colore, nient’altro che colore.” Ed ecco i monocromi che in certe sue installazioni sembrano talvolta atomi di un organismo di proporzioni immense. Atomi. Elementi base. Punti di partenza. Mentre i suoi affreschi ci parlano, volendo proseguire la similitudine, di molecole. Più o meno complesse. Che diventano, su grandi superfici, altrettanto grandi molecole organiche. Punti d’arrivo? Non ancora. Il viaggio di Maurizio è ancora lungo e, nonostante le numerose, splendide tappe compiute, promette nuove mete.

ArteGenova 2019 – Il Melograno Art Gallery

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