Mostra fotografica L’Attimo Fuggente di Giulia Morassutti al Monastero del Carmine, in Città Alta a Bergamo, dal 17 ottobre al 1° novembre 2026. Inaugurazione sabato 17 ottobre alle ore 17.

L’Attimo Fuggente – I ritratti di Giulia Morassutti al Monastero del Carmine di Bergamo

“L’ATTIMO FUGGENTE”

I RITRATTI DI GIULIA MORASSUTTI AL MONASTERO DEL CARMINE

Una mostra fuori festival prodotta da Fotografica APS e co-curata in collaborazione con Giovanna Brambilla.

Dal 17 ottobre al 1° novembre | Monastero del Carmine, Città Alta – Bergamo

Amici, familiari, persone incontrate per caso. Sono i volti che Giulia Morassutti sceglie di fotografare, affidando a uno scatto, al massimo due, qualcosa di un momento che non tornerà: un’espressione, uno sguardo, il modo in cui una persona si lascia vedere. Nasce da questa ricerca L’Attimo Fuggente, la mostra che Fotografica APS presenta al Monastero del Carmine di Bergamo dal 17 ottobre al 1° novembre (l’inaugurazione è in programma sabato 17 ottobre alle ore 17:00).

Prodotta dal Festival e co-curata in collaborazione con Giovanna Brambilla, già curatrice della prima personale di Morassutti, la mostra nasce come appuntamento fuori festival nell’anno di pausa di Fotografica Bergamo Festival, che tornerà con la sesta edizione nel 2027. La scelta di dedicare una mostra al lavoro fotografico di Giulia Morassutti dà continuità alla ricerca che attraversa ogni edizione di Fotografica: raccontare i nostri tempi e le persone, lasciando che siano i loro volti e le loro storie ad aprire nuove domande sulla contemporaneità.

“Anche in quest’anno di stop, desideriamo continuare a raccontare il tempo che viviamo attraverso la fotografia. Questo tempo di sospensione diventa così per Fotografica un’occasione per dare spazio allo sguardo di giovani autori capaci di interrogare il presente con sensibilità”, spiega Daniela Sonzogni, direttrice di Fotografica Bergamo Festival. “Se il cuore di Fotografica è sempre stato l’essere umano, osservato nelle sue fragilità, nei suoi legami, nelle sue trasformazioni e nella sua irriducibile dignità, Giulia ne raccoglie lo spirito e lo riesce a interpretare attraverso uno sguardo personale, intimo e rigoroso”.

I ritratti di Morassutti, per la maggior parte in bianco e nero ed esaltati dall’allestimento a cura degli architetti Marcella Datei e Davide Rohrich, sono tutti primi piani. Giulia si avvicina ai soggetti con attenzione e delicatezza, cercando nello sguardo dell’altro una presenza che la fotografia possa custodire, pur sapendo che quell’istante è un momento unico nella linea del tempo. In alcune immagini tornano le stesse persone a distanza di anni: il confronto mostra l’invecchiare dei volti e la durata delle relazioni che hanno permesso a Giulia di tornare a fotografarli.

La mostra è ospitata dal Monastero del Carmine, luogo attraversato per cinque secoli da vite diverse, sede delle diverse edizioni di Fotografica Bergamo Festival e dal 1996 sede del Teatro tascabile di Bergamo.

“Se il ritratto è l’arte di rendere visibile una presenza – scrive nel testo introduttivo Giovanna Brambilla – il TTB compie la stessa operazione attraverso il corpo vivo di attrici e attori, ma con una differenza: il ritratto teatrale non può essere conservato, è ogni volta da rifare, ripensare, e proprio in questo risiede la sua forza, mentre gli scatti di Giulia raccontano il desiderio di fermare l’attimo, nella consapevolezza della fugacità dell’esistenza. L’attimo che fugge è quello che lo sguardo non riesce a catturare, perché spesso ci sfugge prima ancora di poterlo raggiungere”. Il ritratto nasce anche dal rapporto con chi è davanti all’obiettivo: “Giulia lo accoglie, gli dà spazio, in una relazione a doppio senso: riconoscere l’altro, per lei, significa anche riconoscere se stessa”.

“Negli spazi del Monastero del Carmine, L’Attimo Fuggente ci invita a fermarci davanti a questi volti e a riflettere sul tempo e sulla relazione con l’altro. È il senso che continuiamo a dare a Fotografica: raccontare il mondo attraverso le storie delle persone e creare, intorno alle immagini, occasioni di incontro e riflessione”, conclude Sonzogni.

Giulia Morassutti, nata nel 2000, vive a Bergamo. Si avvicina alla fotografia al liceo artistico Giacomo e Pio Manzù e prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara di Bergamo. Nel 2018 vince il Premio in memoria di don Sergio Colombo nella sezione riservata ai licei. Nel 2022 partecipa alla collettiva Qualcosa del genere a Nembro, dove tra il 2023 e il 2024 presenta la sua prima personale, Inside Out, entrambe curate da Giovanna Brambilla