Lydia Ourahmane (1992, Saïda, Algeria) è un’artista che vive ad Algeri e a Barcellona. La sua ricerca spazia dalla spiritualità alla geopolitica contemporanea, dalla migrazione alla complessa storia del colonialismo. L’artista incorpora video, suono, performance, scultura e installazione, utilizzando spesso una scala grande o monumentale i cui esiti tendono a travalicare le pareti che ospitano le sue mostre. Attingendo a narrazioni ed esperienze personali e collettive, Ourahmane sfida strutture istituzionali più ampie come la sorveglianza, la logistica e i processi burocratici, e i modi in cui queste forze vengono registrate.
Tra le mostre personali più recenti: sync, KW Institute of Contemporary Art, Berlino; Vendesi, Progetto, Lecce; Tassili, SculptureCenter, New York, Mercer Union, Toronto, rizoma, Algeri, B7L9, Tunisi e Fondazione Louis Vuitton, Parigi (2022-23); Survival in the afterlife, Portikus, Francoforte e De Appel, Amsterdam (2021-22); Barzakh, Kunsthalle Basel, Triangle – Astérides, Marsiglia e S.M.A.K., Ghent (2021-2022); صرخة شمسية Solar Cry, CCA Wattis Institute for Contemporary Arts, San Francisco (2020); e The you in us, Chisenhale Gallery, Londra (2018), tra le altre. Il suo lavoro è stato incluso nella 34a Biennale di San Paolo (2021), in Manifesta 12, Palermo (2018), nella Triennale del New Museum (2018) e nella 15a Biennale di Istanbul (2017).
Tra le mostre collettive si ricordano Risquons-Tout, WIELS, Bruxelles e Laws of Confusion, Renaissance Society, Chicago (entrambe con Alex Ayed), Waiting fo Omar Gatlato: A Survey of Algerian Contemporary Art, Le Magasin, Grenoble (2023). Lydia Ourahmane esporrà in una mostra personale al MACBA di Barcellona il prossimo novembre.