Serafino Magazzini– Salon Art Shopping – Parigi – Il Melograno Art Gallery

Serafino Magazzini espone a Parigi con Il Melograno Art Gallery

ART SHOPPING PARIS 2022

Fiera internazionale di arte contemporanea

Carrousel du Louvre

Sala Delorme

STAND D55

21 – 22 – 23 ottobre 2022

inaugurazione venerdì 21 ottobre  ore 19

(english below)

“I COLORI DELLA TERRA”

Quando la luce penetra nel paesaggio e si insinua, fondendosi, coi colori della terra.

Ecco, secondo me è quanto si potrebbe sintetizzare per raccontare la pittura di Serafino Magazzini, anche se non è poi tanto facile voler spiegare il lavoro di un artista.

Di Serafino, poi, le opere piacciono o non piacciono.

Ovviamente, è molto limitativo e “primitivo” usare un vocabolo come piacere, quando si parla di arte, ma anche fare tanti “panegirici” , cari a molti critici, non aiuta a capire.

Ammesso e non concesso che l’arte vada capita.

Il grande Leonardo diceva che l’arte era universale. Il segreto sta qui.

Il lavoro di Serafino Magazzini parte da lontano: un lavoro serio, fatto con grande dignità e coerenza da oltre mezzo secolo, con uno studio e una ricerca personale, che lo ha portato non ai clamori delle mode – più o meno passeggere – per raccogliere ovazioni elogiative, ma a risultati estremamente interessanti e preziosi.

Ho già avuto modo di scrivere se le emozioni che trasmettono le opere di Serafino siano nate prima dal cuore o dalla testa.

Senz’altro non dalla paura di non stare dentro confini e definizioni preconcette, ma per liberare una grande forza che, straordinariamente, si trasforma in poesia.

La materia tangibile e palpabile, con i colori che si “leggono” sulle sue tele, nasconde l’anima del paesaggio che Serafino sa “sezionare” da un contesto molto più vasto, per proporlo senza mediazioni intellettualoidi, ma con la semplicità che lui vede e percepisce.

Come la luce che penetra nel paesaggio e si insinua, fondendosi, coi colori delle sue terre, creando presenze poeticamente concrete.

Giorgio Mancini

scopri l’artista sull’ <<e-commerce >> e <<MeloArte >>

Carrousel du LOUVRE
99, rue de Rivoli
Paris
Vendredi 21 octobre  : 19h -22h (uniquement sur invitation)
Samedi  22 octobre  : 11h-20h
Dimanche 23 octobre : 11h-19h (dernières entrées à 18h30)

Parking de 7h à 23h : Q-PARK Carrousel du Louvre,
Accès :
1 avenue du général Lemonnier 75001 Paris
Métro :  Lignes 1 & 7, station : Palais-Royal – Musée du Louvre
Bus : Lignes 21, 27, 39, 48, 67, 68, 69, 72, 81 & 95
Arrêts : Palais-Royal – Musée du Louvre ; Palais Royal – Comédie Française ; Musée du Louvre

“THE COLORS OF THE EARTH”

When the light penetrates the landscape and insinuates itself, merging with the colors of the earth.
Here, in my opinion it is what could be summarized to tell the painting of Serafino Magazzini, even if it is not so easy to want to explain the work of an artist.
_
Moreover, Serafino’s works are liked or disliked.
Obviously, it is very limiting and “primitive” to use a word as pleasure, when it comes to art, but also making many “panegirics”, dear to many critics, does not help to understand.

Admitted and not granted that art has to be understood.
The great Leonardo said that art was universal.
The secret is here.

Serafino Magazzini’s work starts from afar: a serious work, done with great dignity and constance for over half a century, with a study and personal research, which led him not to the clamor of fashion – more or less passing – to collect ovations praiseworthy, but extremely interesting and valuable results.

I have already had the opportunity to write whether the emotions that Serafino’s works convey were born first from the heart or from the head, by realeasing a great force that, extraordinarily, turns into poetry.

The tangible and palpable material, with the colors that are “read” on his canvases, hides the soul of the landscape that Serafino knows how to “dissect” from a much wider context, to propose it without intellectual mediation, but with the simplicity that he sees and perceives.
Like the light that penetrates the landscape and insinuates itself, merging with the colors of its lands, creating poetically concrete presences.
Giorgio Mancini