SHAKAR GALAJIAN ART AND VISUAL POETRY – Il Melograno Art gallery Livorno

SHAKAR GALAJIAN

ART AND VISUAL POETRY

Due opere di Shakar Galajian esposte alla galleria Il Melograno da sabato 30 maggio 2015

Skakar

Shakar Galajian è un artista di origine armena, nato a Milano. In lingua persiana il suo nome significa “Zucchero”.

Si è dedicato alla fotografia calibrando il suo lavoro sul pensiero Zen e credendo nella potenza dell’ ’“hasard objectiv” (“casualità oggettiva”), che André Breton definisce “indice di una possibile riconciliazione tra le finalità della Natura e quelle dell’Uomo”, un incontro felice tra le aspettative e un accadimento fortuito, una coincidenza che influisce sul risultato finale, il punto di incontro tra inconscio, conscio e Natura, dal quale nasce il nostro quotidiano.

A Praga l’incontro con il Teatro Nero lo spinge ad approfondire il rapporto tra realtà e rappresentazione attraverso le diverse modalità espressive.

L’impulso ad avvicinarsi alla scultura è nato più tardi, quando Shakar è stato colpito dall’inaspettato spettacolo notturno di miriadi di lucciole turbinanti nel buio della campagna.

Ha preso vita quindi il progetto “Sidera”.

Shakar Galajian Poetry 1

SIDERA

“Dal cosmo cadde
un uovo e fecondato
si fece vita”

Nell’infinita notte tinta d’onice
un Uovo generato dalle acque
schiuse il germoglio della creazione.
Il ventre misterioso della Donna
lo accolse per farne il segreto fulcro
dell’Universo e là dove risplendono
armonia e bellezza deflagrò
improvvisa la follia d’Amore.

(SHAKAR GALAJIAN)
Composizione in pietra dura, pelo pubico, resina

Shakar Galajian Poetry 2

SIDERA                                                    

“Tomba un oeuf
du cosmos et fécondé
devint la vie”

Dans la nuit infinie peinte en onyx
un Oeuf engendré par les eaux
incuba le bourgeon de la création.
Le ventre mystérieux de la Femme
l’accueiit pour en faire le secret centre
de l’Univers et là où s’épanouissent
l’harmonie et la beauté déflagra
soudaine l’Amour fou.

(SHAKAR GALAJIAN)
Composition de pierre dure, poils pubiens, résine

Le opere dei Sidera sono un inno alla sconvolgente bellezza del divino che irrompe nell’umano.

Il desiderio, la parte primordiale, portata in luce, diviene Donna, l’Uovo, capace di mediare tra l’Uomo e l’Universo, secondo “l’idea della salvezza terrestre attraverso la Donna”. La forma cubica che sorregge l’Uovo assurge a simbolo dell’Uomo e della sua aspirazione ad un unione con l’Universo.

Shakar, “poeta visuale”, adoperando la forma ne supera la fisicità per arrivare all’idea.

La ricerca di un equilibrio tra materiali organici e inorganici, naturali e sintetici, tra le forme geometriche e i materiali non affidati ad una scelta casuale,  è una metafora dell’opposizione del razionale con l’irrazionale, del naturale con il sovrannaturale. Un accostamento di elementi diversi e contrapposti che si ricompongono armoniosamente nella perfezione formale dell’Uovo, simbolo della vita che si rinnova, dell’energia in continua evoluzione e trasformazione che domina l’Universo.