Susanna De Angelis Gardel – Bizzarria – Galleria Vittoria – Roma

Bizzarria

di Susanna De Angelis Gardel

a cura di Tiziana Todi

dal 15 marzo al 08 aprile

Galleria Vittoria apre la stagione 2023 mercoledì 15 marzo alle ore 18 con l’inaugurazione della mostra Bizzarria di Susanna De Angelis Garrel a cura di Tiziana Todi.

In mostra le iconiche sculture dell’Artista, insieme a disegni e bozzetti preparatori per accompagnare il visitatore a comprendere le varie fasi di lavorazione delle sue opere.

L’esposizione porta in luce, punto l’incontro tra classicità e modernità, Susanna De Angelis Gardel affonda le radici della propria ricerca nella tradizione classica greca sviluppandola con la prospettiva della donna moderna. Le figure femminili nell’opera di Susanna De Angelis Gardel sono spesso impersonali, questo fa sì che il visitatore possa immedesimarsi e renderlo partecipe del messaggio che l’artista vuole trasmettere.

“Lavorando, mi sono resa conto che i miei progetti tendono ad avere un contenuto che riguarda la mia persona ma che è anche universale.” dichiara Susanna De Angelis Gardel “Non si tratta di una scelta ma di un’esigenza, evidentemente, perché mentre sviluppo un tema e ne approfondisco i valori dentro di me mi sembra di condividerli anche con gli altri. Se poi chi guarda un mio quadro o una mia scultura dà una sua personale interpretazione, per me è solo un valore aggiunto.”

Tiziana Todi scrive di Susanna De Angelis Gardel:

Le sculture di Susanna De Angelis Gardel ci catturano sin dal primo momento conducendoci al di là del tangibile.
Certamente tutte le attività artistiche presuppongono di per sé una forma di abilità innata, in cui l’artista attraverso il proprio sentire fa uscire fuori di sé in maniera catartica il suo mondo interiore, per mezzo del pensiero visivo, che traduce in immagini sentimenti e idee. Nel caso delle sculture di Susanna De Angelis Gardel questo processo è più che mai esplicitato ed appagante, non solo per l’artista, ma anche per l’osservatore che si sente subito coinvolto e non resta più un semplice spettatore di una rappresentazione.
L’artista sottraendo gli oggetti quotidiani dal loro naturale contesto li rielabora, riuscendo a restituirci emozioni inedite, surreali e metafisiche dove l’obiettivo è di dare spazio all’inconscio.
Dà così vita a volti che fondono la passione latina e l’eleganza nordica racchiudendole in un unica realtà. Grazia, armonia, bellezza ed equilibrio si materializzano diventando anima ed espressione dell’arte di Susanna.
I pensieri che appartengono al suo universo sono il fulcro delle sue donne, incarnandoli afferma la propria identità con un linguaggio armonico.
Un’aurea di mistero avvolge le figure sovrastate da prospettive architettoniche impossibili, la razionalità viene sostituita dall’onirico, ma paradossalmente l’esistenza si esprime in modo chiaro e diretto.Sono i pensieri che volano come castelli di carte, liberi da tutti i vincoli e le regole, non limitati da sovrastrutture, perché l’artista ci libera ed usa elementi enigmatici e contraddittori piegati al suo volere per la creazione di un linguaggio che sa comunicare al di là di ogni barriera.
Nelle opere l’artista in un surrealismo tutto suo, scardina le relazioni dall’interno e i concetti, tramutati in apparenti illogici accostamenti di oggetti, con accuratezza vengono delineati e creati dalla nostra mente con immediatezza e senza filtri. La raffigurazione pura di ciò che non è mai facile mettere a nudo, ovvero, dei nostri pensieri, è qui straordinariamente sorprendente.
Susanna racconta con lucidità i luoghi della mente, ricamandoli attraverso il tempo e la vita, con la fantasia e l’estro di chi sa usare la materia per esprimere la propria intima realtà.
La potenza del pensiero ci porta lontano, ma implica una costruzione che nasce con la manualità e il tatto. La capacità di usare la plasticità delle immagini, creando volume in maniera bizzarra e contrastante non limita i canoni dell’estetica, bensì rappresenta un intreccio disinibito tra iconico e aniconico nella libertà assoluta del sogno.

Queste sculture non ci lasciano indifferenti perché la complessità nella semplicità ha una grande potenza evocativa ed è di per sé emozionante e ci costringe ad andare oltre, nella profondità dell’essere umano, quindi di noi stessi.