VOLTA LA CARTA I Tarocchi di Faber – Anna Mazzeo e Davide Colnaghi

VOLTA LA CARTA
I Tarocchi di Faber
Regia e scrittura : Anna Mazzeo e Davide Colnaghi

Interprete : Davide Colnaghi

Signore e signori
Benpensanti e truffatori…
Borghesi e fannulloni,
le storie e le canzoni
che io vi canterò
le conosciamo tutti.
Oppure no?
Magari conosciamo
questa storia un po’ sbagliata
per come ricordiamo
o ce l’hanno raccontata…
C’è una città incantata,
con il suo mare e i vicoli.
ci sono amori e lotte,
Ci son poveri diavoli,
e storie di bagatti
Ci son canzoni e botte
cantate da un ragazzo
a Genova, di notte.
Racconto di re e giudici
furfanti e prostitute
di santi, di sudici,
di donne e di bevute.
Di quel che trova in esso
lontano dalla vita
chi per cercar se stesso
diventa un’eremita.
E poi concerti e viaggi,
sul carro e sulla ruota,
e il sole coi suoi raggi
al fin della cantata
ci indicherà le stelle…
A ricordarci sempre
che dove c’è una fine
c’è anche un nuovo inizio
c’è sempre un’altra storia
appena cominciata.
Inizia così, il nostro racconto, come quelli di una volta.

Un cantastorie, che con la sua sola voce ed una chitarra accompagna la nostra fantasia ed i nostri ricordi.

Siamo alla fine degli anni 50.
Fabrizio de André rischia di diventare un mediocre avvocato. Ma è molto più di questo.
Fabrizio è un giovane borghese, colto, intollerante alle infamie del potere, anticonformista, anarchico, liberale, con una smisurata passione per alcol e sigarette, amico e amante appassionato delle bagasce, marito inaffidabile, musicomane e divoratore accanito di libri.
Poteva avere una vita tranquilla come tanti, il suo lavoro, la famiglia e le serate tra amici in cui poteva strimpellare la chitarra, discutere di politica nei salotti della Genova bene e magari incidere qualche disco per togliersi il capriccio.
Ma , fortunatamente, il Destino aveva in serbo altre Carte per lui.
Era uno che faceva ciò che gli andava di fare, quando gli andava di farlo. E ciò che faceva, non era per caso, per uno sfizio o per un dovere. C’era un motivo che spingeva ogni sua azione, un fine, qualcosa che lui voleva raccontare, far conoscere, spiegare; aveva il costante desiderio di voler spiegare e la perenne paura di poter non essere capito.
E dunque non a caso, sul palcoscenico del suo ultimo tour – ma lui non poteva immaginare fosse l’ultimo – volle con sé un castello di Carte come scenografia.

Un castello di carte come quelli che i bimbi fanno per gioco.
Fatto di Tarocchi.
Si tratta di Tarocchi di tradizione liguro-piemontesi, ormai rari da trovarsi. L’iconografia di questi Tarocchi si rifà a quelli della tradizione marsigliese, i più antichi e scevri da manipolazioni di cui si abbia conoscenza, ripresi, restaurati e studiati da Alejandro Jodorowsky. Il suo lavoro, spoglia i Tarocchi dalla veste divinatoria e li rende strumenti di consapevolezza interiore e crescita personale. Senza arrampicarsi in predizioni di futuro degne di ciarlatani, i Tarocchi diventano uno specchio dell’anima, aiutano a sviluppare la coscienza e a capirsi meglio, indicando, suggerendo e mai imponendo.

A far da scenografia sul palco di Fabrizio c’erano il Bagatto, la Ruota, il Giudizio, l’Eremita -alternato con l’Arcano senza Nome – il Carro, il Sole, la Luna e le Stelle.
Perché loro e non altri? Perché, tra i ventidue arcani maggiori, questa scelta, quest’ordine?
Così, senza pretese di voler strafare c on spiegazioni o interpretazioni azzardate, abbiamo provato a rispondere al “perché?” a modo nostro…
Ed è così che nasce “Volta la carta, I Tarocchi di Faber”.
Un monologo, atto unico in cui Destino accompagna Fabrizio nella sua vita come un amico invisibile ma sempre presente.
È fatto di immagini, cronaca, aneddoti e soprattutto di canzoni.
Davide Colnaghi racconta e canta scoprendo, uno ad uno, i suoi Arcani.
Ogni carta ha una storia ed è come se vibrasse di una musica che si intreccia con la vita di Fabrizio.
O è la vita di Fabrizio che si intreccia con le Carte?
Questo è ciò che racconteremo.